Tag Archives: libri

“Lettura… che avventura!”: libri e letture, a ciascuno il suo

Simona Maiozzi, lettrice espressiva per passione e professione, è un’appassionata di lettura fin da bambina e dedica da trent’anni le sue competenze al mondo dei bambini, riuscendo ad estendere i progetti educativi e le iniziative culturali anche ad adolescenti e adulti. Racconta: “La mia più grande fonte di ispirazione e di crescita scaturisce dall’incanto negli occhi dei bambini quando la mia voce li conduce nel mondo dei libri“.
Da questa magia ha preso vita il progetto “Lettura…che avventura!” che si rivolge a bambini e ragazzi e si pone come obiettivi primari di incentivare la lettura e sviluppare un rapporto positivo e personale con i libri. A questi si aggiunge l’obiettivo trasversale di sensibilizzare gli adulti sui benefici della lettura precoce e coinvolgerli ad introdurre la pratica della lettura per suscitare il piacere di leggere nella vita quotidiana sia in famiglia che nelle scuole.

Per contribuire al futuro sociale e culturale del Paese sono state ideate, progettate e realizzate attività di promozione della lettura originali ed efficaci. Tali attività sono state suddivise per poter interagire con i lettori di tutte le età, dai neonati agli adulti, arrivando a coinvolgere anche genitori in dolce attesa. Simona propone sei tipi di progetti:

  • LEGGINPANCIA – nel corso di uno o più incontri della durata di circa 3/4 ore, offre ai futuri genitori informazioni sui benefici della lettura precoce e incentiva la pratica di parlare e leggere già durante la gravidanza per creare un “cordone ombelicale sonoro” con l’obiettivo di far crescere e stimolare l’apprendimento del bambino
  • LEGGINBRACCIO – è rivolto agli adulti e, in particolare, a genitori, educatrici di Asilo Nido e operatori impegnati nella prima infanzia. Si pone come finalità di suscitare il piacere di condividere momenti di lettura con il/i proprio/i figlio/i e permette di condividere le esperienze personali relative alla lettura in famiglia. Si propone in 3 varianti tra cui un incontro formativo, un laboratorio espressivo (Rime per amore) e un appuntamento con letture animate con la partecipazione dei bambini da 0 a 2 anni
  • LA FATA DELLA LETTURA – Simona Maiozzi prende le vesti di una vera fata che incanta il pubblico con letture animate, narrazioni, fiabe e burattini per bambini da 3 a 10 anni. Gli incontri si adattano alla programmazione educativa della Scuola Primaria e dell’Infanzia e ogni spettacolo affronta un tema diverso, dalla multiculturalità alla famiglia all’ecologia
  • SENTIERI DI PAROLE – è dedicato agli adolescenti di età compresa tra 10 a 19 anni che spesso, aggrappati al mondo del cellulare e di Internet, rifiutano di avvicinarsi alla lettura e ad alcuni generi in particolare soprattutto perché la lettura per questi ragazzi viene spesso associata all’obbligo del compito scolastico. Il progetto propone un’ampia selezione di contenuti letterari in una chiave di lettura alternativa, affrontando i generi della fiaba, della mitologia e dell’epica cavalleresca con un approccio alla lettura teatrale, ma immediatamente comprensibile
  • NOTTE INCANTATA – un’ambientazione scenica, a lume di candela, che proietta gli ascoltatori in una dimensione unica e coinvolgente fa da sfondo a letture teatrali di opere letterarie e fiabe antiche dedicate agli adulti. Gli incontri propongono la fiaba come uno strumento prezioso per esprimere il proprio “io”, per comprendere le proprie emozioni e le proprie difficoltà e per rivivere il vissuto di quel “bambino interiore” spesso dimenticato nella vita quotidiana
  • MAGNIFICAT – si tratta di un itinerario di letture drammatizzate di testi sacri e liriche dedicate a Maria che si snoda tra le antiche preghiere e le più intense poesie dedicatele da santi e poeti della letteratura italiana

A questi progetti si aggiungono anche corsi formativi di lettura espressiva, fiaba e libri per bambini aperti a tutti gli adulti coinvolti nel mondo della lettura e dell’infanzia: educatori, docenti di ogni ordine e grado scolastico, assistenti educativi, librai, bibliotecari, operatori socio- sanitari e culturali, genitori, appassionati. La formazione è dedicata a tre diverse argomentazioni: lettura ad alta voce (corso “Libriamo”), fiaba e lettura di fiabe (corso “Nel mondo incantato: leggere la fiaba”) e letteratura infantile (corso “Viaggio di carta). L’obiettivo di tali incontri è quello di considerare la fiaba come un “ponte” che unisce adulti e bambini in un’ indimenticabile e magica avventura.

E’ una magica avventura che Simona Maiozzi offre al nostro Paese portando passione e professionalità e offrendo a tutti la possibilità di avvicinare e apprezzare una pratica che oggi viene ormai considerata superflua. Così Simona descrive le sue motivazioni e ci invita a riconsiderare la lettura:

Promuovere la lettura e l’amore per i libri  significa dare un contributo personale al futuro sociale e culturale del nostro Paese. Un Paese in cui non si legge. E solo chi legge è libero.
Sono convinta che ogni ragazzo “non lettore” rappresenti non solo una sconfitta del sistema educativo ma anche un’ occasione di sviluppo persa per la società intera, un’ingiustizia sociale e morale perché si trasforma nell’impossibilità di accesso all’informazione, alla cultura, al pensiero divergente, ai sogni, alla libertà (Simona Maiozzi)

Deborah S. Zuccotti

Torna “La Città in Tasca” 1 -10 Settembre 2017

“La Città in Tasca” cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma – giunta alla XXIII edizione – nasce negli anni ‘80 con l’Arciragazzi Comitato di Roma Onlus per promuovere spazi urbani sempre più a misura di bambino. Obiettivo dell’Evento è quello di condurre bambini e ragazzi a sperimentare linguaggi nuovi, scoprire realtà culturali e sociali diverse, conoscere ed apprezzare le arti, ampliare i propri orizzonti, sensibilizzandoli, fin dalla prima età, al mondo delle arti per una crescita formativa ed educativa.

Un appuntamento che è diventato cosi, nel corso delle sue tante edizioni, un leitmotiv dei pomeriggi d’estate dei bambini di Roma che fa parte del grande contenitore dell’Estate Romana per il triennio 2017/2019. Un viaggio alla scoperta delle arti, con interessanti laboratori che conducono i bambini alla scoperta della scrittura, del riciclo, della manualità, della danza, della musica, del cinema e del fumetto.

info: www.lacittaintasca.it

o su Facebook /laCittàinTasca/

La Casetta della Cultura

Martedi 31 Maggio in un pomeriggio di letture animate, giochi e musica, i bambini della Ludoteca Ludomagicabu di via dei Lincei 93 hanno consegnato ai cittadini del Lotto 1 di Tor Marancia un Casetta per il bookcrossing, un’iniziativa di scambio gratuito di libri. In una bella giornata di sole ascoltiamo cosa ci hanno raccontato i protagonisti.

 

 

Giovani Creativi: Silvia Sacchetti

Sognatrice, visionaria, romantica, malinconica, passionale e spensierata è la protagonista del nostro terzo appuntamento con la rubrica Giovani creativi. Silvia Sacchetti, ex penna Teen Press e lettrice appassionata con il grande sogno, l’esigenza di raccontare una storia, è venuta a presentarci Il filo scarlatto, il suo romanzo d’esordio, un urban fantasy autoprodotto.

Lasciamo la parola a Silvia che, come qualcuno ha detto, non ha scritto un libro perché voleva dire qualcosa, ma perché aveva qualcosa da dire…

 

Bianco Teatro al museo

Sabato 20 febbraio al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari terza e ultima giornata dedicata al Bianco Teatro di Fernanda Pessolano, un laboratorio per bambini sulla costruzione di teatrini di carta. Palcoscenici in miniatura, architetture, oggetti evocativi, personaggi, sagome, mobili di carta, oggetti di scena e quinte, realizzati con materiale da riciclo, sono gli ingredienti fondamentali del laboratorio. Siamo andati alla scoperta non solo dei bambini ma anche di quei genitori che trovano del tempo da dedicare a se stessi e ai loro figli per dare spazio alla creatività e all’immaginazione liberi dagli oggetti tecnologici…

 

I Libri in Bianco e Nero

Al n.6 di Via dei Barbieri (Roma), c’è un antico palazzo dagli interni color rosa pesca.
I corridoi a scacchi bianchi e neri sembrano condurre verso porte magiche.
Così, dopo aver salito le scale fino all’ultimo piano, si scopre un luogo che emana un intenso profumo di libri.
Entrando, ti ritrovi trascinato in venti mila leghe sotto i mari, poi risali e cammini a braccetto con Dorothy in un sentiero di mattoni gialli alla ricerca di OZ e alla fine decidi di saltare su una mongolfiera per girare il mondo in più o meno 80 giorni.
Si tratta di uno spazio in cui si lavora costantemente, affinché i libri diventino i migliori amici dei bambini e perché no, dei loro papà.
Siamo da Biancoenero, una Casa editrice indipendente e innovativa.
Si mormora che in questo posto abbiano un modo unico di creare i libri…
Noi della TeenPress siamo andati a scoprire qual è, ci siamo fatti raccontare tutti i loro segreti, abbiamo letto un libro su un terrazzo che ci ha mostrato Roma in una timida giornata di primavera.
Buona scoperta!

 

Frammenti d’arte: Imparare a disegnare con gli occhi

 

Incontro con la giovane autrice Daniela Pareschi che insieme al piccolo figlio Elia presenta i primi due volumi della collana “Disegnamo insieme”.

Geronimo Stilton – Nel Regno della Fantasia

Inutile sottolineare, per l’ennesima volta, l’importanza che riveste lo stimolare la fantasia nella crescita dei nostri bambini. Beh, a mio modesto avviso, niente può riuscirci come la lettura di questo libro.
Geronimo Stilton è un topo giornalista e scrittore che vive nella città di Topazia, un’isola di topi. Dirige L’eco del roditore, ovvero il giornale più famoso dell’isola, ma si ritrova sempre misteriosamente catapultato in qualche favolosa avventura.
In questo caso particolare, lo vedremo affrontare il primo dei suoi viaggi nel regno della fantasia, al quale poi ne seguiranno altri (otto, per il momento).
Per farla breve, il nostro eroico topo, tornato a casa dopo una lunga giornata di lavoro, trova un carillon con sette pietre preziose e una pergamena scritta in fantasico, una lingua sconosciuta. Grazie al ranocchio Scribacchinus, che sa leggere il fantasico, Geronimo scopre che la pergamena è una richiesta di aiuto di Floridiana, la regina del regno delle fate, quasi completamente distrutto da Stria, la regina delle streghe. Inizia così il suo viaggio nei sette regni delle streghe, delle sirene, dei draghi, dei folletti, degli gnomi e dei giganti, a cui si aggiunge poi il regno nascosto dei troll.
Quello che mi preme di portare alla vostra attenzione, però, non è tanto la storia in sé e per sé, che comunque è brillante e vivace, quanto il modo in cui questa viene raccontata. Sta proprio qui la particolarità che rende così attraente, originale e divertente questa serie di racconti; nel linguaggio estremamente colorito, caricato e spiritoso, che esce un po’ dai canoni della normale arte oratoria conferendo al romanzo un aspetto quasi fumettistico: frasi colorate per metterle in evidenza; ripetizione ed esagerazione delle parole che evocano con forza i suoni; molteplici illustrazioni coloratissime che accompagnano costantemente l’intera storia; indovinelli ed enigmi da risolvere; e soprattutto le immagini puzzolenti o profumate, che sono davvero il pezzo forte di questi racconti. I cinque sensi sono stimolati in maniera molto innovativa, ed è un modo di comunicare con i bambini immediato ed estremamente affascinante per loro, tanto che, a primo impatto, si potrebbe anche scambiare il libro per un quaderno dei disegni, o un diario segreto.
Insomma, non è una serie proprio proprio economica, ma vale sicuramente la pena di leggerla.

Silvia Sacchetti

 

514-2geronimo_stilton_nel_regno_della_fantasia_psp_8817

Alice nel Paese delle Meraviglie

Chi di noi, da piccolo, non ha sentito parlare della giovane Alice e del suo fantastico viaggio nel mondo delle meraviglie? Sognato di assaggiare un pezzetto del fungo del brucaliffo? O di vedere lo stregatto? O ancora di ritrovarsi davanti ad una tavola imbandita, in compagnia dei più stravaganti invitati ad un NON-compleanno?
Credo che, se c’è davvero qualcuno che possa rispondere IO a questa domanda, il numero sia davvero ridotto.
Diversamente dalla storia che conosciamo tutti, però, grazie soprattutto al celebre cartone animato della Disney, questo racconto non è propriamente adatto ai bambini. Io lo consiglierei più ad un pubblico adolescenziale, se non addirittura maturo; sia per il linguaggio che Carroll utilizza, decisamente lontano dalla facile comprensione; sia per la particolarità e la complessità dei personaggi descritti, più o meno bizzarri; sia per i contenuti impegnativi, nascosti dietro ad ogni inaspettato incontro.
L’autore riesce a ricreare con grande maestria quella condizione surreale e a volte persino senza senso dei sogni. Qui entrano in gioco la soggettività, la fantasia, la percezione automatica della realtà che ci circonda e che riflettiamo inconsciamente in quei momenti in cui, la nostra immaginazione, è libera di volare senza costrizioni o limitazioni.
E’ la fantasia di Alice, infatti, a trasformare il mondo che la circonda (la fattoria, il pastore, il frusciare del laghetto, ecc) nei luoghi straordinari che visiterà, o nei magici personaggi che incontrerà nel suo emozionante viaggio nel paese delle meraviglie.
Alice è un personaggio estremamente auto-riflessivo ed ironico, che l’autore riesce a far emergere grazie al suo linguaggio non proprio convenzionale, in quanto la storia, narrata in terza persona, assume comunque una forte connotazione soggettiva. La sua caratteristica più significativa – nonché la sua perenne fonte di guai – è la sua grande curiosità, che la porta ad essere avventata, a volte, ma sicuramente ad arricchirsi di nuove esperienze, nuove conoscenze e nuovi punti di vista, che solo una persona dalla mente molto aperta è in grado di vantare.
Per questo la protagonista non poteva che essere una bambina. Sono davvero poche, infatti, le persone che, in età adulta, riescono ad avere un’apertura mentale così ampia e priva di filtri, come può essere invece quella dei bambini. Ma anche perché lo stupore suscitato da quegli emozionanti, a volte irritanti, e a volte preoccupanti incontri, altrimenti non avrebbe potuto essere altrettanto intenso.
Così intenso da riuscire a coinvolgere anche un lettore piuttosto cresciuto.

Silvia Sacchetti

00302668_b

alice03a

300px-Teaparty

L’ISOLA CHE NON C’È

In un mondo come quello odierno, immerso nella tecnologia, nei giochi interattivi, nei social network, che ci porta in un certo senso ad avere molte più conoscenze, ma senza avere un reale contatto con esse, mi piace pensare che ci sia ancora spazio per i piaceri di una volta, specialmente quando si tratta di bambini.
Ecco perché porto alla vostra attenzione questo libro di Silvia Roncaglia. Secondo il mio modesto parere, è in grado di stimolare la voglia di ritrovare la pura e semplice genuinità del gioco, insita nel gioco stesso, attraverso un valore ormai fin troppo sottovalutato: la potenza dell’immaginazione.
L’isola che non c’è narra tre diverse storie, con tre diversi protagonisti, i quali sembrano, però, accomunati da una difficile situazione familiare.
O forse no…
Ed è proprio questo il bello! Perché questi tre personaggi potrebbero benissimo essere tre ragazzini normalissimi, con i normalissimi rapporti difficili di famiglie normalissime.
Il contesto, infatti, non è ben specificato e questo permette al lettore di percepire le storie come più si sente: può avvicinarle alla propria esperienza, e ritrovarsi in quei giovani soggetti… oppure no.
Quel che è certo, è che in ognuna di queste tre storie si percepisce la prepotente esigenza della fuga. La fuga da una quotidianità che ci opprime, ci spaventa, ci consuma. Ed è proprio questo che rappresenta l’isola che non c’è, un rifugio sicuro in cui poter evadere dalla realtà.
Lo trovo davvero adatto ai bambini – e a noi bambini un po’ più cresciuti, come mi piace definire gli adulti – poiché il linguaggio che utilizza la scrittrice è sì ricercato, in quanto ricco di metafore e di sottintesi colorati, ma comunque di facile comprensione. Inoltre le illustrazioni di Cristiana Cerretti hanno quella tipica essenza dei disegni dei bimbi (forme allungate, le teste più grandi del corpo, l’essenzialità dei particolari, ecc.), e questo li spinge inconsciamente a riconoscerle come affini.
Perciò… direi che è proprio giunto il momento di concederci una piccola pausa e, perché no, volare sull’isola che non c’è.

Silvia Sacchetti

images

IL POLIZIOTTO CHE CERCAVA LE STELLE

Tutti gli individui, in quanto tali, possiedono un valore ed una dignità e devono essere loro riconosciuti diritti uguali ed inalienabili perché membri della famiglia umana.
Questo è quanto afferma la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo” varata dall’assemblea delle Nazioni Unite, nel 1948.
Non è perciò con intento a sfondo politico che porto alla vostra attenzione questo racconto di Georges de Canino, bensì credendo sia giusto sensibilizzare i giovani su un argomento estremamente delicato: il senso umanitario.
In questo libro, de Canino, ci racconta la vita di Giovanni Palatucci, un ufficiale italiano vissuto nel periodo del fascismo e che è riuscito in un’impresa morale assai ardua: tracciare una linea sottile tra il funzionario fedele allo stato e l’uomo che reagisce ad una terribile situazione di sopraffazione. Egli cercò, con il poco potere che aveva, di aiutare numerosi perseguitati – religiosi, politici e quant’altro – a salvarsi, pagando la sua resistenza con la vita.
Palatucci parlava, pregava e lottava contro la cattiveria ed il male, qualunque forma essi assumessero; perché “la persecuzione antisemita non è un delitto contro una parte dell’umanità o una minoranza, è l’odio dell’uomo contro l’uomo”.
Questo lo rendeva diverso dagli altri: la sua vocazione alla fratellanza e al sacrificio estremo, nella lotta per la liberazione.
Come lo stesso autore tiene a specificare, ha voluto destinare questo racconto ad un pubblico di giovani lettori, attenti e disponibili ad affrontare un viaggio nella memoria, affinché Palatucci rappresenti un esempio di eroismo per le nuove generazioni, nonché la testimonianza di una profonda umanità e civiltà.
L’autore ci illustra il difficile compito di raccontare la vita di un uomo, nel rispetto della verità e dell’obiettività – nonostante l’argomento lo tocchi personalmente – trasmettendo “sul filo della memoria le emozioni delle voci dei testimoni, facendo storia e poesia”.
Il linguaggio, onestamente, non è dei più semplici e la lettura non è esattamente immediata, a causa degli argomenti delicati di cui tratta; ma le immagini che accompagnano il lettore nella storia, realizzate dallo stesso scrittore, ci aiutano a comprenderne meglio il significato, tramite le emozioni che de Canino riesce a suscitare grazie alla sua grande sensibilità.
Credo sia un libro che valga davvero la pena di leggere, in onore dell’autonomia intellettuale, emotiva ed umana.

 

Silvia Sacchetti

 

 

images

A tu per tu con VESPINA FORTUNA

Vespina Fortuna è un’emergente scrittrice romana, attualmente arrivata alla sua terza pubblicazione. Il suo genere si può definire fantastico, ma lei stessa tiene a discostarlo dal fantasy, che oggi viene inconsciamente collegato a figure quali mostri, vampiri e quant’altro.
Nonostante i suoi racconti siano delle vere e proprie fiabe, però, non sono rivolti ad un pubblico prettamente giovanile, anzi. Nella sua produzione letteraria, infatti, è individuabile una sorta di evoluzione, in cui si passa dal primo romanzo (Il principe di Udjania), sicuramente una lettura più adatta ai bambini, al secondo (La leggenda dei plunolingi – popolo del sottosuolo), che è già un pochino più complesso come racconto e quindi non essenzialmente indirizzata ai bimbi, per arrivare al suo terzo romanzo (Quatruo corpuli et quatruo capulei), che è una raccolta di tre favole scritte in una lingua completamente inventata dall’autrice: è una sorta di italiano arcaico, comprensibilissimo per un adulto, ma certo non di immediata lettura per i più piccoli.
In questo particolare metodo di scrittura Vespina sembra aver trovato il proprio stile e la propria strada, che l’hanno portata non solo a produrre un altro libro interamente scritto in “Selenio” – questa lingua inventata – ma anche a realizzare un vero e proprio vocabolario selenico, con più di millecinquecento vocaboli ed in continua evoluzione.

Silvia Sacchetti

MUSICI, GIOCOLIERI, SALTIMBANCHI – ARRIVA IL TEATRO DI STRADA

Volete rendere felici i vostri figli? Veder spuntare sul loro visetto quel tipico stupore, così spontaneo e rincuorante e gratificante, che solo l’ingenuità di un bambino è in grado di far affiorare?
Beh, allora sono sufficienti tre sole parole: Teatro di Strada.
Il teatro di strada è una forma di spettacolo che da secoli trasforma in palcoscenico le vie, le piazze, le scalinate, ecc., e i passanti nel pubblico. È un teatro fatto di artisti di ogni genere: clown, mangiafuoco, equilibristi, mimi, maghi, giocolieri e molto altro ancora, si spostano di città in città, chiedendo solamente un piccolo compenso come premio per il loro duro lavoro e la grande passione che mettono nel loro mestiere.
Questo libro accompagnerà il lettore alla scoperta del magico mondo del teatro di strada con l’aiuto di un cantastorie, che – come dice il nome stesso – ci racconterà la meravigliosa vita di questi personaggi così stravaganti, ma proprio per questo tanto affascinanti.
E a chi, se non ai bambini, il cantastorie potrebbe dedicare la più bella delle sue storie? I bambini, che da sempre sono il pubblico prediletto dagli artisti di strada, per la loro capacità di meravigliarsi e di sorridere. I bambini si stupiscono davanti ad una statua vivente immobile per ore; indietreggiano, un po’ intimoriti, davanti allo sputafuoco; ridono di cuore alle gag dei clown; trattengono il fiato con gli occhi appiccicati all’equilibrista sul filo, e chi più ne ha più ne metta.
Le capacità, i trucchi e le imprese di ognuno di questi artisti, verranno raccontati – da Fulvia Degl’Innocenti – in chiave fiabesca, avvolgendo il teatro di strada in quella magia che stimola la curiosità e la fantasia così tipiche dei bambini, lasciandoli incantati per ore; grazie anche alle illustrazioni dalle forme fanciullesche e molto colorate dell’illustratrice, Dora Creminati, che attraggono l’attenzione del lettore e lo accompagnano nella comprensione dei semplici testi.
Ma non dimentichiamoci che in ognuno di noi c’è un bambino assopito, che ogni tanto fa capolino solleticato dalla curiosità di scoprire cosa c’è dietro all’apparenza, e il teatro di strada, e con lui anche questo libro che ci racconta di esso, è davvero un campione nel gioco del solletico.
Provare per credere!

 

Silvia Sacchetti

musici1

IL CAVALIER MARTIN DELLA BISACCIA

Martino è un bambino come tutti gli altri… e perciò davvero speciale. Ogni mattina, appena sveglio, si ritrova catapultato in un mondo parallelo fantastico e avventuroso. Ma qual’è questo mondo immaginario? Quello che lo spinge tutti i giorni all’impresa di salvare la Regina Madre e la Principessina Ludovica dal perfido drago Otis… o quello che lo vede scendere le scale del suo palazzo e giungere all’ingresso, in ritardo per la scuola?
Tutti quando ci alziamo la mattina, restiamo mezzi addormentati per un po’, prima di riuscire a carburare nel modo giusto… o almeno quasi tutti. E per Martino, quel momento di grande fatica, si trasforma nell’avventura che da sempre ogni bambino sogna di vivere: diventa un valoroso cavaliere, il cavalier Martin della Bisaccia.
Il temibile drago Otis rapisce sua madre, la regina, e la principessa sua sorella, per nasconderle nella sua pericolosa caverna. Naturalmente il cavaliere Martin si precipiterà in loro soccorso, affrontando nel suo cammino numerose difficoltà.
In questo racconto visione fantastica e realtà quotidiana sono mescolate così bene che non risulta immediato capire cosa stia effettivamente succedendo. Per esempio, Martin si sveglia nella sua stanza dell’alta torre e, prima di intraprendere il suo viaggio avventuroso, scende in cucina a fare colazione – perché naturalmente un prode cavaliere deve fare scorta delle giuste energie per poter affrontare una missione così pericolosa – e si prepara una bella tazza di latte con i cereali al cioccolato. Ma… dico io… quale cavaliere, in qualsiasi storia sia stata narrata, ha mai mangiato i cereali a cioccolato per colazione?
La storia prosegue tutta su questa linea, in cui tra le ambientazioni ed i personaggi fantastici spuntano ogni tanto elementi della realtà quotidiana. Gli stessi condomini di Martino diventano i protagonisti di questa avventura, assumendo le sembianze di mostri, avversari e alleati frutto dell’immaginazione: c’è la bella e seducente vicina dirimpettaia (l’ammaliatrice sirena Verdiana); la famiglia con i gemelli monelli (i Troll dispettosi); la vecchina gentile a cui piacciono i bambini buoni (la strega mangiabambini); la casalinga più pulita del palazzo e la sua figlioletta capricciosa (le fate del bosco); e l’inquilino del primo piano, un ingegnere molto distratto (il mago combina guai).
E come in tutte le storie fantastiche che si rispettino, non possono mancare oggetti magici che corrono in soccorso del nostro cavaliere, aiutandolo ad uscire dai guai. Dai… chi di noi non ha mai sognato di possedere un qualche oggetto magico in grado di fare cose straordinarie!
Il linguaggio di Alessandro Marcigliano, l’autore, è intriso di un’ironia molto sottile, avvalorata da termini volutamente impronunciabili e perciò veramente ridicoli che i bambini senza dubbio adorano. In più, le scene, i luoghi e i personaggi, vividamente descritti e per questo facili da immaginare, sono enfatizzati dalle colorate illustrazioni di Claudia Venturini, che aiutano la comprensione del testo trasportando il lettore direttamente nel racconto, ma soprattutto evidenziano quelle che sono le buffe caratteristiche dei vari personaggi, rendendo la lettura ancora più divertente.

Silvia Sacchetti

EDIZIONI ANICIA

I libri non dovrebbero essere concepiti come oggetti che arrivano dall’alto, che leggiamo per caso, perché per caso sono capitati nelle nostre mani; bensì come un qualcosa di prezioso da custodire e amare, così che venga stimolata la passione per la lettura, al giorno d’oggi a dir poco sottovalutata nonostante sia davvero uno dei beni più preziosi che abbiamo, culturalmente parlando.
Questa è senza dubbio una delle principali linee guida della casa editrice “Edizioni Anicia”, specializzata nella pubblicazione di testi dedicati all’infanzia, siano questi letteratura per ragazzi o testi di studio per gli insegnanti e per le scuole.
La casa editrice nasce nel 1985, insieme alla libreria ad essa annessa, e il suo modus operandi è puntare principalmente alla qualità dei libri che produce, piuttosto che alla quantità, dando anche spazio a scrittori ed illustratori emergenti.
L’utenza a cui sono rivolte le sue pubblicazioni, però, non include solamente la scuola dell’infanzia e quella primaria, poiché vengono realizzati anche testi di sociologia e pedagogia destinati alla formazione degli insegnanti, oppure utilizzati come materiale di studio nelle università. Inoltre viene dato ampio spazio anche a pubblicazioni sulle varie disabilità, siano queste generiche o più specifiche.
Grazie alla libreria annessa, la casa editrice può vantare di un rapporto diretto con il pubblico e riuscire così ad individuare quelle che sono le principali esigenze dei consumatori abituali, i quali sanno di potervi trovare il particolare materiale di cui hanno bisogno.
Questo filo diretto con i lettori viene inoltre rafforzato tramite una manifestazione che la casa editrice organizza, da diversi anni, in collaborazione con il comune di Frascati: dopo un processo ludico-didattico su determinati testi, svolto dai bambini e dagli insegnanti nell’arco dell’anno scolastico, vengono organizzati dei ritrovi in cui i ragazzi possono incontrare personalmente gli autori e gli illustratori dei libri a cui si sono dedicati; una sorta di gratificazione per il lavoro svolto, che stimola i bambini ad impegnarsi ancora di più nella lettura.
E, non dimentichiamolo, la lettura è davvero un bene prezioso che tutti dovremmo salvaguardare.

 

Silvia Sacchetti

 

 

DIARIO DI UNA SCHIAPPA

Volete la prova che in ognuno di noi c’è e resterà sempre un po’ dei bambini che eravamo?
Beh, solamente qualche giorno fa, un mio amico (di cui non farò il nome, ma posso dire che è un bambino molto cresciuto) mi ha fatto esattamente uno degli scherzi che il protagonista di questo racconto fa al suo migliore amico. Naturalmente io non ci sono cascata… ma solo perché conosco bene il tipo e ho imparato ad essere diffidente di fronte alle sue “innocenti” proposte.
E mettiamoci pure che, leggendo questo libro, molti di noi si ritrovano a ridere a crepapelle per le battute a raffica di questo ragazzino, Greg Heffley, che ci invita ad osservare il mondo dal suo punto di vista. Un punto di vista a dir poco ironico, ma sicuramente sconcertante, nel momento in cui ci rendiamo conto che la storia che lui ci racconta non è molto lontana da quella che abbiamo vissuto noi quand’eravamo bambini, o da quella che vivono i nostri figli, i nostri nipoti, e via dicendo.
Quindi è davvero così assurdo pensare che, per quanto ci sforziamo ogni giorno di diventare quelle persone mature che dovremmo essere, in tutti e dico TUTTI noi, ci sarà sempre una piccola parte del bambino che eravamo? A giudicare dal “Giornale di bordo” di Greg, che come lui stesso tiene a precisare non è un diario, forse un fondo di verità in quello che dico c’è.
Provate a leggere anche voi questo libro, e vi renderete conto che le vicissitudini in cui incappa questo giovane protagonista, non sono poi molto diverse da quelle che accomunano gran parte di noi. Infatti, seppure la trama sia semplice – e non potrebbe essere diversamente, essendo un diario scritto da un ragazzino che frequenta le scuole medie e che ci racconta come si svolge il suo anno scolastico – entrano in gioco problematiche che si potrebbero chiamare “da adulti”, ma che, in definitiva, sono le stesse che vivono i ragazzi; solo che loro, invece di affrontarle nella vita lavorativa di tutti i giorni, le affrontano nella vita scolastica.
Basti pensare all’esempio della “Malattia da formaggio” di cui ci parla il protagonista proprio all’inizio del libro, e che ci scopriremo poi a ritrovare nella sua conclusione; vi è legato un tale livello di stress, da poter facilmente essere ricollegato a quello a cui siamo soggetti oggigiorno. Voglio dire, ma riuscite ad immaginarvi l’ansia di dover stare tutto il santo giorno al lavoro con le dita incrociate per paura che altrimenti, se qualcuno vi tocca, vi passerà una malattia terribile? Che vi porterà all’isolamento?
Ognuno può pensare ciò che vuole, ovviamente, ma io credo che questa sia una situazione che viviamo tutti, in un modo o nell’altro.
Naturalmente i drammi adolescenziali sono ben diversi, in forma, da quelli che si vivono in età adulta, ma non così lontani in sostanza, come molti credono.
Nonostante queste considerazioni, che sono e restano comunque le valutazioni di una persona quasi cresciuta, e quindi in grado di leggere le sottili sfumature nascoste dietro le avventure di Greg, credo che l’importanza legata a certi argomenti arrivi lo stesso ai lettori cui è destinato il libro. La prepotenza dei più grandi e il bullismo a scuola, la tendenza degli adulti ad essere più indulgenti con i più piccoli, la capacità di riconoscere da soli qual’è la cosa giusta da fare, sono solo alcuni dei messaggi che arrivano diretti all’attenzione del lettore; soprattutto grazie allo stile fumettistico molto elementare delle vignette, e al linguaggio molto ironico e a volte quasi privo di filtri che utilizza Jeff Kinney, lo scrittore, che rendono il racconto davvero accattivante agli occhi dei bambini, proprio perché scritto dal punto di vista di uno di loro.
D’altronde, chi meglio di un bambino può sapere cosa li diverte?

Silvia Sacchetti

diario-di-una-schiappa-gr_4e5cc04f35f3d-p

IL GIALLO DELLE PAGINE MISCHIATE

Chi di noi non ha mai sognato, almeno da bambino, di trovarsi catapultato in qualche misteriosa faccenda e di riuscire, dopo innumerevoli peripezie, a risolvere quell’oscuro enigma; oppure di essere un investigatore a cui è stato assegnato un caso che nessuno è mai riuscito a risolvere prima.
I gialli, da sempre, sono uno dei generi letterari più amati dai lettori di qualunque età. Non a caso sono nati numerosi personaggi (Sherlock Holmes, tanto per dirne uno) che ci hanno affascinato con le loro imprese, trascinandoci in luoghi sconosciuti, e spingendoci a mettere in moto il nostro fantasioso ingegno. Ancora oggi.
La curiosità di capire che cosa succede, la suspance, risvegliare l’intuizione per vedere se si riesce a risolvere il caso prima dell’investigatore, rendono questo tipo di letture entusiasmanti e divertenti. E sono dunque alcune delle caratteristiche di questo romanzo, che pone il lettore al centro del racconto.
È proprio il lettore, infatti, a dover scoprire man mano cosa accade, a dare il giusto ordine agli eventi che si susseguono, grazie ad indizi più o meno evidenti, perché i capitoli del libro sono completamente in disordine.
La storia narra di un giovane uomo che eredita da suo zio una casa editrice sull’orlo del fallimento; tra le varie carte Dario (il protagonista) trova un romanzo giallo in cui si raccontano le avventure di un detective, incaricato di ritrovare un misterioso libro scomparso. Purtroppo, però, le pagine di questo racconto sono tutte mischiate, quindi lui e Greta (la correttrice di bozze), dovranno cercare di rimetterle in ordine, per dare un senso alla storia e poterlo poi pubblicare.
La scelta di Pablo De Santis di coinvolgere il lettore in maniera così diretta, nella risoluzione dell’enigma, si rivela una mossa davvero vincente, perché aumenta notevolmente la suspance e la sua curiosità; è una sorta di sfida con sé stessi, che ci spinge a divorare il libro.
Il linguaggio semplice e molto ironico, inoltre, contribuisce a rendere la lettura ancora più veloce, e più è veloce, più cresce il desiderio di scoprire il mistero.
Un modo davvero originale per invogliare i ragazzi ad immergersi nella lettura, ma in una lettura interattiva, che stimola il ragionamento e sveglia la mente; non vi sono nascosti messaggi profondi ed educativi tra le righe, ma solo il divertimento puro e semplice che è in grado di regalarci questo amatissimo passatempo.
E come in tutti i gialli che si rispettino, ovviamente, non può assolutamente mancare un finale davvero inaspettato.

Silvia Sacchetti

de-santis-02

de-santis03