Tag Archives: Giovani

La Casa delle Farfalle: Un Magico Giardino a Roma

Fino al 7 gennaio 2018 sarà possibile visitare La Casa delle Farfalle, un luogo magico – situato in via Appia Pignatelli 450 – in cui poter osservare da vicino centinaia di farfalle, di tantissime e variegate specie, che volano liberamente in una riproduzione della foresta tropicale.

Biologi ed entomologi guidano i visitatori in questo affascinante mondo, svelando tante curiosità sulle farfalle, le crisalidi, il formicaio, il millepiedi gigante e perfino sulle blatte.

Un luogo per fare entrare i più piccoli a contatto con la natura, ma che consente anche agli adulti di tornare bambini e sognare con il naso all’insù seguendo il volo di queste straordinarie creature.

Non Una di Meno: in Marcia Contro la Violenza sulle Donne

Sabato 25 novembre, a Roma come in molte altre città d’Italia, si è svolta la Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne organizzata da Non Una di Meno.

Migliaia di persone si sono riversate in Piazza della Repubblica per prendere parte al corteo che ha attraversato la città, colorando le strade con bandiere, striscioni e palloncini fucsia riportanti la scritta #LaCasaSiamoTutte, a sostegno della Casa Internazionale delle Donne, a rischio di sfratto da parte del Comune di Roma.

Donne e uomini di ogni fascia d’età e provenienza sono scesi in piazza contro ogni tipo di discriminazione e violenza di genere, chiedendo a gran voce che si combattano i soprusi alla radice, attraverso un cambiamento culturale che parta dalle scuole e che educhi fin da subito i bambini alla parità di genere, al rispetto per le donne e per la loro libertà.

Torna “La Città in Tasca” 1 -10 Settembre 2017

“La Città in Tasca” cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma – giunta alla XXIII edizione – nasce negli anni ‘80 con l’Arciragazzi Comitato di Roma Onlus per promuovere spazi urbani sempre più a misura di bambino. Obiettivo dell’Evento è quello di condurre bambini e ragazzi a sperimentare linguaggi nuovi, scoprire realtà culturali e sociali diverse, conoscere ed apprezzare le arti, ampliare i propri orizzonti, sensibilizzandoli, fin dalla prima età, al mondo delle arti per una crescita formativa ed educativa.

Un appuntamento che è diventato cosi, nel corso delle sue tante edizioni, un leitmotiv dei pomeriggi d’estate dei bambini di Roma che fa parte del grande contenitore dell’Estate Romana per il triennio 2017/2019. Un viaggio alla scoperta delle arti, con interessanti laboratori che conducono i bambini alla scoperta della scrittura, del riciclo, della manualità, della danza, della musica, del cinema e del fumetto.

info: www.lacittaintasca.it

o su Facebook /laCittàinTasca/

Esquilino Express

Il mercato più Multietnico di Roma è protagonista nel terzo appuntamento della nostra rubrica.

Buona visione.

Giovani Creativi: Silvia Sacchetti

Sognatrice, visionaria, romantica, malinconica, passionale e spensierata è la protagonista del nostro terzo appuntamento con la rubrica Giovani creativi. Silvia Sacchetti, ex penna Teen Press e lettrice appassionata con il grande sogno, l’esigenza di raccontare una storia, è venuta a presentarci Il filo scarlatto, il suo romanzo d’esordio, un urban fantasy autoprodotto.

Lasciamo la parola a Silvia che, come qualcuno ha detto, non ha scritto un libro perché voleva dire qualcosa, ma perché aveva qualcosa da dire…

 

Giovani Creativi: Cristiano Quagliozzi

Noi della TeenPress non riusciamo a tener ferme le nostre idee che vengono fuori una dopo l’altra per poi prendere forma…
E’ così che è nata una nuovissima Rubrica: “Giovani Creativi”, uno spazio che darà voce a una serie di artisti giovani che man mano conosceremo e che ci verranno a trovare all’interno della nostra redazione, a Pietralata.
Converseranno con noi ai nostri microfoni, ci racconteranno quello che fanno, come lo fanno e perché lo fanno…
La rubrica “Giovani Creativi” viene inaugurata da un artista romano, Cristiano Quagliozzi, che si muove all’interno di diverse forme artistiche.
Ci ha parlato della sua quotidiana dedizione verso l’urgenza di comunicare…
…e allora venite con noi a conoscerlo!

Se volete sapere di più su di lui potete seguirlo su Facebook qui:
Cristiano Quagliozzi

 

Inoltre potrete trovarlo a questi appuntamenti:
Dal 12 al 19 Dicembre ore 17.00:
La Mostriciattola” di Cristiano Quagliozzi,

Libreria Caffè Letterario Mangiaparole
Via Manlio Capitolino 7/9 Roma (Metro A – Furio Camillo)

Il 18 Dicembre alle ore 21.00 e il 19 Dicembre  alle ore 23.00:
Presentazione del libro “Homo Homini Virus” di Ilaria Palomba
Performance con Marilena Votta, Antonio Bilo Cannella e Dr. Lops

Libreria Caffè Letterario Mangiaparole
Via Manlio Capitolino 7/9 Roma (Metro A – Furio Camillo)

Dal 10 al 13 Dicembre alle ore 21:00 (il 13 anche alle ore 17:00):
Le Bombe sono tutte Buttane” di Giuseppe Arnone
con Giuseppe Arnone, Alessandro Giova, Simona Epifani. Regia di Enzo Miccio

Via Vestricio Spurinna 47 Roma (Metro A – Numidio Quadrato)

Un salto alla Casa dei Ragazzi e delle Ragazze

Una nuova missione per la Teenpress questo mese: raccontare cos’è la “Casa dei ragazzi e delle ragazze” del Municipio V..

Cosa c’é dentro questa piccola Casa multicolor?

Siamo andati a scoprirlo con i nostri occhi e abbiamo conosciuto una realtà giovane e attiva, che si trova all’interno dell’impianto sportivo “Fulvio Bernardini” della UISP.

Siamo stati accolti da musica, danza e sorrisi.

Buona visione..

Lost – Dispersione scolastica

Il giorno 20 gennaio 2015, presso la Promoteca del Campidoglio a Roma, alla presenza di dirigenti scolastici, refenti del terzo settore e cittadini attivi c’è stata la presentazione della Ricerca “Lost, Dispersione scolatica: il costo per la collettività e il ruolo di scuole e terzo settore”. La ricerca è stata realizzata dalla Fondazione We World, dalla Fondazione Agnelli e dall’Associazione Bruno Trentin, hanno presenziato tra gli altri l’Assessore alla Politiche educative Paolo Masini e l’Assessore ai Servizi sociali e alla casa Francesca Danese; obiettivo della ricerca è stato evidenziare quanto costi alla collettività l’abbandono scolastico…. Ecco cosa ci hanno detto.

 

 

 

Lavoro e benessere: tutto questo in 10 città

Conciliare il lavoro con il benessere, un binomio possibile? È cioè possibile lavorare in una determinata città del mondo e allo stesso tempo trarre il (quasi) massimo vantaggio dai servizi e opportunità varie offerti da quella data città? Sì, è possibile, precisamente in una trentina di grandi città sparse da una parte all’altra del pianeta. È quanto emerge dal “Cities of Opportunity”, ovvero lo studio con cui la società “PricewaterhouseCoopers” ha analizzato 30 metropoli e megalopoli del mondo con riferimento a 10 indicatori ben precisi fra i quali trasporti/infrastrutture, costo della vita, attenzione per l’ambiente, apertura verso il mondo globale, presenza di università telematiche (qui un esempio), ovvero quelle in cui gli insegnamenti si svolgono online e che permettono quindi di organizzarsi al meglio per arrivare alla laurea anche se nel frattempo si lavora. E un titolo di studio universitario è certo una base importante per accedere a certe (buone) posizioni lavorative.
Ora, considerando che in Italia l’unica città che rientra in questa classifica è Milano, ecco di seguito l’elenco delle prime 10 città indicate dallo studio.

Sul podio si trovano Londra, New York e Singapore.
1) Londra è appunto la capofila, la città “globale” per antonomasia e la capitale delle più svariate opportunità nel mondo del lavoro, per esempio nei campi della libera professione, dirigenza d’impresa, tecnologia, finanza, business internazionale e così via. Anche il settore della formazione a Londra è ad altissimi livelli, non a caso l’Università telematica di Londra è una delle più importanti al mondo.
2) New York è l’emblema degli Stati Uniti d’America e presenta tantissime opportunità nel mondo della finanza, della Borsa e tante altre nei settori tecnologico, editoria, moda e spettacolo, eccetera.
3) Singapore è ritenuta la città più aperta e meno corrotta del mondo, con una forte apertura verso la globalizzazione e una miriade di opportunità di business nei settori più vari, da quello chimico a quello elettronico, passando per quello dei servizi.

Al quarto, quinto, sesto posto si piazzano rispettivamente Toronto, San Francisco e Parigi.
4) Toronto è una delle più importanti città del Canada, con la qualità della vita fra le migliori al mondo. Tante possibilità di business nella distribuzione, industria e finanza.
5) San Francisco è una delle città più importanti della California, vi hanno sede molte grandi aziende multinazionali. Di conseguenza, numerose sono le possibilità di lavoro in diversi settori.
6) Parigi è la seconda città europea che rientra in questa classifica. La città presenta un relativamente basso tasso di disoccupazione ed essendo ricca di importanti musei, università e biblioteche, offre fra gli altri varie possibilità ai professionisti delle risorse umane.

Al settimo, ottavo, nono, decimo posto si collocano rispettivamente Stoccolma, Hong Kong, Sydney e Chicago.
7) Stoccolma è la capitale della Svezia ed è una delle città più “green” al mondo, nel senso che pone molta attenzione alla sostenibilità ambientale del settore tecnologico, uno dei più trainanti del Paese.
8) Hong Kong presenta due primati in particolare: una lunga durata della vita dei suoi abitanti (fra le più alte al mondo) e una vastissima libertà economica.
9) Sydney è a sua volta l’emblema dell’Australia e quindi il punto di riferimento, per gli stessi australiani e per i visitatori esterni, per la vastità di opportunità che vi si trovano in qualsiasi settore.
10) Chicago è un’altra città degli USA che spicca fra l’altro per essere la sede di almeno 30 delle 500 maggiori aziende del mondo.

ADESSO TOCCA A NOI! Scegliamo di votare e di esprimerci al referendum

Ormai manca poco! Gli italiani saranno chiamati e invitati ad esercitare il loro diritto e il loro dovere di cittadini: esprimere la volontà democratica, attraverso il referendum abrogativo del 12 e 13 giugno.

Il referendum ci porrà davanti quattro importanti quesiti: due riguardano l’acqua pubblica, uno l’energia nucleare e l’ultimo il legittimo impedimento. In questi giorni, sono in corso numerose campagne di propaganda e sensibilizzazione che ci invitano a votare 4 sì al referendum. Ma perché dovremmo esprimere 4 voti positivi? In primo luogo, perché votando scegliamo di abrogare o meno una legge. Dicendo sì al quesito sul legittimo impedimento scegliamo di eliminarlo, difendendo così i valori fondamentali della  giustizia e dell’uguaglianza sociale.

I quesiti che però sembrerebbero avere più riflettori puntati addosso, sono quelli che riguardano la questione dell’acqua. Votando “sì”, scegliamo di impedire la privatizzazione dell’acqua e di evitare speculazioni da parte di privati, su quello che dovrebbe essere un bene comune. Infatti, la normativa approvata dal governo Berlusconi, affida la gestione del servizio idrico a società private, “sbattendo” sul mercato 64 ATO acqua (gestori PUBBLICI delle risorse idriche). Votando sì al secondo quesito, invece, scegliamo di impedire profitti ai gestori del servizio, che si rifarebbero grazie ad un 7% in più, caricato sulla bolletta dei cittadini.

Come possiamo avere davvero questa presunzione di privatizzare l’acqua? La fonte di vita primaria che deve essere garantita gratuitamente a tutti? Come possiamo accettare che società private speculino e guadagnino su un bene di tale importanza, comune a tutti? Questo referendum ci da la possibilità di esprimere un’opinione e soprattutto di decidere. Non dobbiamo rischiare di non raggiungere il quorum, rinunciando al nostro diritto di voto. Stavolta, dobbiamo difendere il nostro diritto che garantisce l’acqua come bene pubblico, che assicura una legge realmente uguale per tutti e che ci salvaguarda dai pericoli del nucleare. Come possiamo pensare di realizzare una centrale nucleare in Italia, quando non siamo assolutamente in grado di affontare gli enormi rischi che rappresenta? E poi, abbiamo idea di quanto costerebbe un’operazione del genere? Abbiamo già subito  deplorevoli e assurdi tagli all’istruzione e alla cultura, che altro vogliamo danneggiare? Perché il governo non pensa, invece del nucleare, ad investire un minimo sulla ricerca che in Italia è ai minimi termini?

Dulcis in fundo: il legittimo impedimento alias “legge per impedire l’arresto di Silvio Berlusconi”. In Italia qualsiasi cittadino ha il diritto di difendersi, ma nel processo e non dal processo. Perché qualcuno dovrebbe avere il privilegio di fuggire dai provvedimenti legali?

Chiunque abbia compiuto 18 anni, entro il 12 Giugno, pensi bene a queste cose e decida di sprecare quella mezz’oretta per andare a votare. Ci è stata data la possibilità di pronunciarsi e la scelta spetta a noi. Perché rifiutare?

Diario di un viaggio – “L’ossessione del dissenso”

L’Arciragazzi di Roma a Terni (Umbria) per il festival dei giovani, 6-8 Maggio 2011.

Cosa c’è da dire riguardante l’esperienza a Terni? L’unica cosa certa rappresenta l’intenzione di suscitare, con l’utilizzo delle sole parole, asserzioni del tipo: “Scomodità”.
Sì! È questa la parola giusta. Di aspetti negativi c’è ne sono stati tanti; talvolta, così esuberanti da reclamizzare la collera crescente dei ragazzi riuniti al “Festival dei Giovani”, nella città di Terni. Ragazzi concitanti nel disgusto di due nottatacce passate a dormire all’interno di una disadorna palestra, sussurrando a se stessi nel cuore pulsante della notte frasi del tipo “Basta! Non c’e la faccio più”.
L’atmosfera era densa di un significato allusivo, manifestato nel più sfegatato ribrezzo di appisolarsi dentro scomodi sacchi a pelo, sopra di una superficie, insistentemente dura.
Ebbene, sia chiaro, non si può parlare solo di questo. Certamente no, bisogna espandere la realtà, palesare i fatti, distorcere la finzione.
Il Centro Arti Opificio Siri “CAOS”, riserva ancora molte sorprese, ad esempio: il presupposto di accingersi alla gestione e allestimento di svariati workshop, inutilmente funzionanti sotto il punto di vista di compravendita. Gli acquirenti si potevano contare come gli aghi nascosti sotto un cumulo di fieno.
Per non parlare della smania esuberante dei presenti, appartenenti ai diversi gruppi degli Arciragazzi. Sorriso falsamente stampati sul volto dei ragazzi, a detta di espressioni fuori luogo, in un posto non del tutto compreso dalla stragrande maggioranza dei partecipanti.
In poche parole, un raduno prevalentemente composto da individui disinteressati all’evento, apatici all’iniziativa. Più semplicemente, una buona scusante per perdere qualche giorno noioso di scuola.
Un sole accecante, un caldo soffocante e un’insoddisfazione allo stato primordiale. Queste le parole che desunta il convegno degli Arciragazzi che si è tenuto a Terni. Tuttavia, non facciamo di tutta l’erba un fascio perché, tralasciando non pochi isolati apprezzamenti, qualche spettacolo che ha scosso l’ interesse della “mandria esasperata dei presenti” c’è stato. Ad esempio, il gruppo musicale “Osteria Popolare Belga”, è un’incalzante dimostrazione della disapprovazione nei riguardi di alcuni -lerci- individui residenti a Terni. Un modo, attraverso la musicalità, di far fronte ai disagi e allo spergiuro che oggigiorno la collettività ci impone; società corrotta e marcia a tal punto da raggiungere la vetta innevata del più alto rilievo. Esempio perfettamente inequivocabile.

Infine, un altro palese motivo per ricredersi sul Festival e dargli qualche punto in più si può ritrovare nello spettacolo teatrale intitolato “150 Anni d’Italia”. Un caratteristico esempio della bravura degli attori nel comprendere maggiormente cosa significa essere Italiano.
Si può parlare di razzismo, antisemitismo e chi più ne ha più ne metta (tanto si sa che l’Italia ha già toccato il fondo) e contribuire a farlo cadere ulteriormente è come mettere un sasso a mollo sull’acqua.
Insomma, il Festival dei Giovani, invece di contribuire a mettere un sorriso sul volto, ha scosso l’entusiasmo dell’avventura, trasformandola in un’odissea tediosa. La città di Terni si è ritrovata protagonista di un effimero convegno Arciragazziniano, esploso in una baldanzosa risonanza di cori tetri e alquanto noiosi.

NON RESTARE NELL’INDIFFERENZA: PARTECIPA! Siamo liberi di prendere in mano il nostro futuro, dobbiamo soltanto rendercene conto.

“Odio gli indifferenti” così diceva Gramsci, attaccando il più grande nemico di una società: l’indifferenza. Purtroppo, oggi è proprio quest’indifferenza che caratterizza la maggior parte della popolazione giovanile. Ma non si deve assolutamente pensare ai ragazzi considerandoli persone senza valori e senza risorse, perché non è questo il motivo del loro atteggiamento di rifiuto nei confronti della politica. Il loro disinteresse, deriva dal fatto che si sono rassegnati ad istituzioni che mettono in scena spettacoli deplorevoli quotidianamente di cui i protagonisti sono politici (ovvero coloro che dovrebbero rappresentare lo Stato) coinvolti in scandali, truffe, reati e crimini mafiosi. È comprensibile (e confortante) che un giovane possieda degli ideali in cui credere e si rifiuti di riconoscersi in questi rappresentanti politici.  È però il modo attraverso il quale i ragazzi reagiscono che fa la differenza: ormai sono assuefatti, abituati da troppo tempo a vedere calpestati i loro diritti, rassegnati ad essere privati della loro libertà. Perché essere liberi vuol dire avere il diritto all’istruzione con cui si costruiranno le fondamenta dei propri pensieri e delle proprie opininoni, vuol dire avere il diritto ad essere informati correttamente, ad esprimere i propri ideali e ad essere ascoltati. Essere liberi, vuol dire rifiutare la negatività che ci viene imposta e tentare di cambiarla. Se rimaniamo nel buio dell’indifferenza perché tanto: “tutto và male e tutto fa schifo”, non facciamo altro che assecondare lo sporco gioco che ci sottomette a chi detiene il potere. Se rifiutiamo di interessarci al problema, diventeremo dei facili bersagli per l’oppressore e subiremo comunque le conseguenze di un cattivo governo.

Dobbiamo strapparci dalla fronte queste etichette di passivi. Siamo noi che facciamo parte dello stato, siamo noi che dobbiamo prendere in mano il nostro futuro, siamo noi che dobbiamo essere i protagonisti attivi e coscienti del cambiamento e del progresso. Se vogliamo veramente definirci “liberi”, dobbiamo svegliarci da questo torpore che ci da la convinzione di vivere in cima ad un albero -isolati dal resto del mondo- e diventare i fattori determinanti della società.

Essere “apolitici” è sbagliato se vogliamo vivere in una collettività. Bisogna trovare degli ideali in cui riconoscersi e poi partecipare attivamente per difenderli. Purtroppo non è considerato “normale”, per un ragazzo molto giovane, essere impegnato politicamente, ma esistono movimenti e sezioni giovanili dei partiti dove studenti e ragazzi hanno la possibilità di incontrarsi e di formare un gruppo libero e attivo. Questi centri di aggregazione danno luogo, inoltre, ad importantissimi scambi culturali e rappresentano, per il ragazzo, una notevole crescita morale ed intellettuale. Libertà e consapevolezza: sono questi i valori che dobbiamo conquistarci uscendo dall’indifferenza e partecipando.

Il futuro non è scritto e il presente si può cambiare: cosa stiamo aspettando?

Concerto del Primo Maggio 2011: festeggiamo i lavoratori, rivendichiamo il diritto al lavoro e a un futuro per noi giovani

È una piazza giovane e piena di entusiasmo quella di San Giovanni, nella giornata del 1 Maggio. Una piazza che, come ogni anno, ha fatto da palcoscenico a grandi artisti italiani e a nuovi talenti, nell’occasione del grande concerto per celebrare la festa dei lavoratori.

La giornata inizia presto per “i ragazzi del Primo Maggio”, giovani che da Venezia a Catania arrivano a Roma di prima mattina, o addirittura la sera prima, per aggiudicarsi i posti più vicini al palco. Inutile descrivere l’atmosfera che si crea: la gente balla sulle canzoni dei Modena e di Giuliano Palma, canta i pezzi storici di Bennato, ma la spensieratezza viene sostituita frequentemente con discorsi e messaggi importanti per farci ricordare l’importanza del diritto al lavoro e al futuro, per spronarci a rendere migliore quest’Italia che ci appartiene, per ricordarci che l’unità e la libertà sono state conquistate con molta fatica, non possiamo permettere a nessuno di togliercele. Vengono, inoltre, diffusi messaggi di Pace e di antirazzismo, condivisi da un unico applauso, che riunisce tutta la piazza.
Sono presenti anche diversi stand, di partiti politici di sinistra e di ambientalisti, che informano e sensibilizzano i passanti su fatti di rilievo come l’importanza dell’acqua pubblica e del referendum che il governo sta cercando di eliminare.
Il pezzo forte del concertone inizia, senz’altro, quando risuonano le prime note de “i Cento Passi”, pezzo storico dei Modena city Ramblers: è qui che da ogni angolo la gente comincia a correre per avvicinarsi al palco, entrando poi nel vivo del concerto.
La sera, la musica continua col rap accattivante di Caparezza e un fantastico duetto formato da Lucio Dalla e De Gregori.

L’esito del concerto è ottimo, neanche una delle tante nuvole annunciate da previsioni meteo pessimistiche né quei momenti di tensione tanto temuti dalle autorità. E quest’anno i timori erano parecchi, dal momento che la Chiesa ha deciso di beatificare Papa Giovanni Paolo II proprio il 1 Maggio.

GO! Giovani Operativi

La Redazione TeenPress di Roma ha partecipato alla manifestazione Go! raccogliendo le impressioni e i pareri degli addetti ai lavori.