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Torna “La Città in Tasca” 1 -10 Settembre 2017

“La Città in Tasca” cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma – giunta alla XXIII edizione – nasce negli anni ‘80 con l’Arciragazzi Comitato di Roma Onlus per promuovere spazi urbani sempre più a misura di bambino. Obiettivo dell’Evento è quello di condurre bambini e ragazzi a sperimentare linguaggi nuovi, scoprire realtà culturali e sociali diverse, conoscere ed apprezzare le arti, ampliare i propri orizzonti, sensibilizzandoli, fin dalla prima età, al mondo delle arti per una crescita formativa ed educativa.

Un appuntamento che è diventato cosi, nel corso delle sue tante edizioni, un leitmotiv dei pomeriggi d’estate dei bambini di Roma che fa parte del grande contenitore dell’Estate Romana per il triennio 2017/2019. Un viaggio alla scoperta delle arti, con interessanti laboratori che conducono i bambini alla scoperta della scrittura, del riciclo, della manualità, della danza, della musica, del cinema e del fumetto.

info: www.lacittaintasca.it

o su Facebook /laCittàinTasca/

La Casetta della Cultura

Martedi 31 Maggio in un pomeriggio di letture animate, giochi e musica, i bambini della Ludoteca Ludomagicabu di via dei Lincei 93 hanno consegnato ai cittadini del Lotto 1 di Tor Marancia un Casetta per il bookcrossing, un’iniziativa di scambio gratuito di libri. In una bella giornata di sole ascoltiamo cosa ci hanno raccontato i protagonisti.

 

 

Park Life

Tiburtino Terzo. Un parco non è mai solo un parco. In un quartiere di Roma dove l’urbanistica non regala spazi verdi per giocare, un lembo di terra, conquistato dai nonni dei bambini che oggi giocano felici nel Tiburtino Terzo, può rappresentare un’evasione e una speranza per il futuro. Noi di TeenPress siamo saliti a bordo del Ludobus, un’iniziativa dell’Area Agio, foriero di giochi “come una volta”, e ci siamo seduti ad ascoltare le storie di chi il quartiere lo conosce bene.

 

Intervista a Leandro Castellani

Per questa intervista avevo pensato e scritto le domande due o tre giorni prima; mi ero preparato, nei limiti del possibile, documentandomi, ma, nonostante tutto, il pomeriggio dell’intervista ero emozionato come se fosse la prima volta: avevo infatti l’occasione di intervistare un personaggio importante, il signor Leandro Castellani, che ha scritto pagine di non poco conto della cultura radio-televisiva, ma non solo, italiana. Temevo in particolare di fare gaffe, errori, citando cose sbagliate o facendo domande stupide; ma mi sono sentito e sono stato messo subito a mio agio durante l’intervista, perché il signor Castellani si è rivelato una persona estremamente disponibile e gentile, e un ottimo comunicatore, usando, durante tutto il tempo concessomi, un linguaggio molto chiaro ed estremamente diretto.

Leandro Castellani nasce a Fano, suo padre era gestore di un cinema e durante la sua infanzia vi trascorse molte ore, appassionandosi così al cinema e a tutto quello che riguardava la comunicazione. Laureato in filosofia all’Università di Urbino e diplomato al Corso Superiore di Giornalismo presso la stessa Università, nel 1960 vince uno dei pochi concorsi pubblici per la televisione, iniziando così la sua carriera come traduttore, scrittore di testi e lavorando alle edizioni di programmi, per poi passare successivamente alla realizzazione di film, sceneggiati televisivi e tanto altro.

È stato uno dei principali autori di inchieste-tv; fra di esse: L’enigma Oppenheimer (1965)Norimberga processo al processo (1985), Vaticano segreto (1997). La sua attività però non si limita solo alle inchieste tv, ma spazia dagli “sceneggiati”, ai telefilm e ai film tv, di cui è stato regista e spesso anche autore. Fra di essi citiamo: L’Affare Dreyfus (1968), Le cinque giornate di Milano (1970), La gatta (1978); il teatro in tv, con Il Faust di Marlowe (1977); lo spettacolo musicale, con Vai col liscio! (1974); le docu-fitcion, come le biografie risorgimentali di Italia chiamò (1992). Ha inoltre curato la regia della quarta e quinta serie della fiction televisiva Incantesimo (2000-2002).

Fra gli attori diretti nel corso della sua lunga carriera: Ben Gazzara, Arnoldo Foà, Alberto Lionello, Catherine Spaak, Orso Maria Guerrini, Tino Buazzelli fino a Vanessa Gravina, Lorenzo Flaherty e Daniela Poggi.

Per il cinema, fra gli altri, ha diretto: Il coraggio di parlare (1987), vincitore del Premio Sezione Giovani al Festival di Mosca e del primo premio assoluto al Festival di Giffoni, oltre ad altri riconoscimenti; e Don Bosco (1988, Premio Navicella) con Ben Gazzarra e Patsy Kensit. Ha inoltre lavorato per la radio: Le voci dell’aria (Guglielmo Marconi, 65 puntate).

È inoltre un prolifico autore di libri di vario genere; fra di essi: Einstein, (1966); Dossier Majorana, (1974), di argomento storico; saggi giornalistici, I santi dell’apocalisse, (1979); opere di narrativa, Lavinia, (2005); volumi riguardanti linguaggio audiovisivo, Temi e figure del cinema contemporaneo (1965); Come si fabbrica un programma tv, (1970) e numerosi altri.

Giacomo Santamaria

Festa per la Cultura 2013

Una festa è sempre un occasione per conoscere nuove persone o incontrare vecchi amici, in questo caso La festa per la Cultura svoltasi sabato 15 giugno non si è smentita, manifestazione giunta ormai alla 20° edizione e organizzata dall’Associazione culturale Controchiave è stata una piacevole opportunità per conoscere/riscoprire la Garbatella un quartiere tipico di Roma ma non solo. La festa si è svolta fra le 17 e le 24 in 5 piazze, e le vie adiacenti che le collegano, in cui sono stati allestiti vari gazebo e punti in cui si sono esibiti, a titolo gratuito, più di 300 artisti (musicisti, attori, clown, burattinai, fotografi) e in cui diverse associazioni hanno pubblicizzato le proprie attività, fra di esse: Amnesty International, Emergency, Greenpeace, Tetris Centro di aggregazione giovanile Roma 70, oltre alla presenza di punti di ristoro o dove comprare oggetti di artigianato o di altro genere. Obiettivo della festa, come già evidente dal suo nome, era promuovere la Cultura e proporre espressioni artistiche libere e partecipate che partissero dal basso e che non fossero la solita espressione di grandi eventi o di grandi produzioni decise dal mercato culturale, nutrita la presenza di bambini e famiglie e notevole la partecipazione del quartiere ad un evento che è ormai diventato un appuntamento fisso del periodo estivo, con la speranza che questo grande patrimonio di partecipazione  e condivisione sociale e culturale non venga disperso e si continui nei prossimi anni a curarlo.

Giacomo Santamaria