Category Archives: Sport

Good Deeds Day

I soli primaverili non solo stanano noi di TeenPress dal nostro covo di Pietralata, ma ci spingono anche ad impegnarci nelle famose “buone azioni” di collodiana memoria. Il “Good Deeds Day”, che a Roma ha avuto luogo nel Circo Massimo, non è solo un giorno per ricordarci di essere più buoni. E’ un’occasione in cui associazioni ed individui impegnati in ideali per il miglioramento della società si riuniscono e rendono partecipi i cittadini del loro inesorabile impegno. Che si tratti di evangeliche vestite da fragole guidate dall’inspirazione divina o di sagge messicane in lotta per riproporre una versione alternativa della propria bandiera, lo spirito e il morale sono alti. Seguiteci nella mischia!

 

Sport e scuola: un binomio poco sfruttato in Italia

L’importanza dello sport la conosciamo tutti, ma non certo per merito delle nostre istituzioni scolastiche. In Italia, infatti, ci si avvicina allo sport o quando si è piccoli, per via delle classiche scuole di calcio, basket o pallavolo, oppure quando si è concluso il proprio percorso di studi, in una sorta di momento di nostalgia dell’attività fisica, e di voglia di riprendere gli allenamenti. Non è un caso, infatti, che in Italia gli sport a livello dilettantistico siano pieni di ragazzi over 30, oppure di giovanissimi 18enni. Questa forbice anagrafica fa sorgere più di una domanda.

Ed in effetti, tale differenza viene spiegata dalle mancanze del sistema scolastico italiano, che non considera lo sport come un veicolo sociale ed un momento fondamentale per la crescita dell’individuo. Questa paura è un retaggio del ventennio fascista, quando le scuole erano autentiche fucine di atleti, e l’istruzione migliore veniva garantita soprattutto agli uomini e alle donne capaci di portare all’Italia prestigiose medaglie alle Olimpiadi. Un sistema ideologicamente sbagliato e decisamente troppo disparitario, ma che aveva una sua ragione di fondo: crescere sportivamente e al tempo stesso curare la propria cultura. Il detto ‘mens sana in corpore sano’ riassume il concetto meglio di qualsiasi frase, slogan o ideologia.

D’altronde questo è un concetto che nel resto del mondo conoscono meglio di noi. Negli USA, ad esempio, il lungo percorso scolastico che affrontano i ragazzi, fra scuole primarie, secondarie, college ed eventuali master, non abbandona mai la strada dello sport: le attività sportive sono sempre accanto alle altre materie scolastiche, ed un brutto voto in atletica può arrivare a pesare quanto un voto negativo in storia o matematica. Anzi, forse lì la questione vede problemi opposti ai nostri: fin troppo sport, e studi che non sempre sono all’altezza della grandezza di quella nazione. Anche in Giappone non hanno sicuramente problemi nel binomio fra sport e scuola: i ragazzi si allenano sin da giovanissimi, chi negli sport, chi nelle arti marziali. Trattandosi però di una questione anche filosofica, oltre che meramente sportiva, gli allenamenti sono spesso stressanti: impossibile trapiantare quel sistema in Italia, per via di una cultura troppo diversa. Lo stesso dicasi per il sistema scolastico-sportivo americano. Che fare, allora?

L’Italia dovrebbe semplicemente riprogrammare i suoi sistemi istruttivi, re-introducendo l’importanza dello sport di pari passo con lo studio, senza esagerare né da un senso né dall’altro. Innanzitutto, si dovrebbe impedire ai giovani campioni sportivi di abbandonare la scuola per dedicarsi solo allo sport, e allo stesso tempo sensibilizzare le scuole sull’importanza di corsi sportivi che vadano al di là dell’ora di educazione fisica nei licei, e dei piccoli tornei a livello universitario.

Quale è lo sport più adatto per i nostri figli?

Lo sport è una componente fondamentale, alla base di una vita piena di soddisfazioni e sana. Per questo motivo, soprattutto quando si tratta di bambini, è sempre importante che il genitore invogli i figli alla pratica sportiva, così che essi possano crescere come individui robusti fisicamente e realizzati da un punto di vista psicologico. Esistono inoltre tantissimi sport che si adattano alla perfezione alle caratteristiche dei bambini più diversi, oltre che ovviamente alle loro aspirazioni e al divertimento da loro preferito. Vediamo insieme quale è lo sport più adatto per i nostri figli.

Il nuoto

Uno sport perfetto, soprattutto per i bambini di costituzione magra e con problemi di gracilità e di postura vertebrale. Si tratta dello sport più completo in assoluto, in quanto rinforza non solo il busto e le spalle, ma anche le braccia, le gambe ed il bacino. Indicatissimo sia per i bambini che per le bambine.

Il ciclismo

Altro sport, altra corsa. In tutti i sensi. Il ciclismo è uno sport molto completo, adatto a qualsiasi età perché il movimento controllato dei pedali non grava sulle articolazioni degli individui: andare in bicicletta è particolarmente consigliato per i bambini, in quanto attraverso questo tipo di attività aerobica potenzieranno non solo la funzionalità del cuore, ma anche la capacità di ossigenazione e la fibra dei loro muscoli. Braccia e addome compresi.

Atletica leggera

Consigliatissima per le bambine, anche se non è affatto raro vedere molti ragazzini praticare questo sport impegnativo ma ricco di gratificazioni. Attraverso l’atletica leggera si abituerà il corpo dei ragazzi ad una forza e ad una elasticità unici, che non troverete in nessun altro sport. Ha un solo difetto: è uno sport molto, molto competitivo.

Il calcetto

In assoluto lo sport di squadra più indicato per i ragazzi: non solo consente un movimento fisico continuo ed un allenamento settimanale, ma permette anche di conoscere nuovi amici e di imparare che nella vita i risultati si ottengono lavorando in team, tutti insieme.

Il tennis

Anticamente inteso come lo sport dei ricchi, oggi il tennis è uno sport non solo praticabile da qualsiasi famiglia, ma anche un’attività che permette di socializzare tanto. Inoltre, grazie al tennis si potenzieranno non solo le gambe e le articolazioni di ginocchia e caviglie, ma anche i riflessi e la prontezza.

La scherma

Non uno degli sport più diffusi, ma senza dubbio uno dei più divertenti. Lo scherma in Italia si è diffuso da poco a livello giovanile, ma ha già rappresentato un movimento cui hanno aderito tantissimi ragazzi. Lo scherma è perfetto per i riflessi, e per acquisire eleganza nei movimenti: inoltre, è uno sport che può dare tanti sbocchi a livello agonistico e tante soddisfazioni a livello personale. L’attrezzatura, però, cos

Apriti al Mondo! – Taiji Qigong

Tra le numerose attività di Apriti Sesamo ben accolto dalla scuola dell’infanzia Ciamician è il Taiji Qi Gong di Mei JiaoYin, danzatrice, educatrice e mediatrice culturale cinese.

Molti pensano che il Qi Gong è un’ attività ginnica come il nuoto o la palestra per migliorare la condizione fisica, ma non è così; è un’attività che ha lo scopo di risvegliare la scioltezza, l’elesticità, la confidenza e la fiducia nel proprio corpo, di far acquisire una maggiore consapevolezza di sé e della propria creatività e di far scoprire l’energia che è dentro i bambini. Attraverso l’immaginazione e la creatività i bambini riescono a dare nuova vita al linguaggio delle emozioni.

E per i più piccoli è importante imparare a conoscersi senza entrare in competizione, continuare a esprimersi spontaneamente senza avere il pensiero di essere giudicati. E con il Taiji Qigong i bambini riescono ad acquistare più calma, più concentrazione, riescono a comunicare le emozioni.

E grazie all’ausilio della giovane Mei tutto ciò avviene sempre sotto forma di gioco, in maniera tale che i bambini possano ascoltarsi divertendosi.

 

Una Città a Misura di Bambini

Sabato 9 Maggio nei cortili della Scuola Federico Di Donato, della scuola Bonghi e nella strada adiacente, via Bixio, cuore del quartiere Esquilino di Roma, ha avuto luogo la decima edizione dell’evento “Una città a misura dei bambini”.

La giornata – dedicata a Mark Christian Matibag, un bambino di dieci anni, investito sulle strisce pedonali mentre andava a scuola a giocare a minibasket, domenica 10 luglio 2005 – rappresenta l’occasione per riflettere su come i bambini vivono la città e il Rione Esquilino, luoghi, dove la sicurezza per strada non è ancora garantita. Ma è anche un’opportunità per genitori, insegnanti, associazioni che hanno voglia di impegnarsi e di sostenere l’integrazione, il rispetto e l’affermazione dei diritti di tutti. A tal proposito è utile sottolineare che la scuola Di Donato è un luogo dove tutti, bambini e genitori si sentono a casa; per questo oltre ad essere scelta da molte famiglie migranti, spesso viene scelta anche dalle famiglie italiane per inserire bambini con disagi, difficoltà o in affido o adozione. Una scuola dove è possibile arricchirsi delle reciproche differenze e dove i linguaggi sono diversi predispone a una diversa visione della vita.

Un salto alla Casa dei Ragazzi e delle Ragazze

Una nuova missione per la Teenpress questo mese: raccontare cos’è la “Casa dei ragazzi e delle ragazze” del Municipio V..

Cosa c’é dentro questa piccola Casa multicolor?

Siamo andati a scoprirlo con i nostri occhi e abbiamo conosciuto una realtà giovane e attiva, che si trova all’interno dell’impianto sportivo “Fulvio Bernardini” della UISP.

Siamo stati accolti da musica, danza e sorrisi.

Buona visione..

Un salto alla ReBoat Race

Il 13 e 14 settembre scorsi, presso il Parco Centrale del Lago dell’EUR, si è svolta la quinta edizione della RE BOAT RACE, la regata più pazza e colorata di fine estate. Si tratta di una regata in cui le imbarcazioni in gara sono realizzate interamente con materiale riciclato (tipo bottiglie di plastica, assi di legno, ecc.), studiate sì negli aspetti puramente tecnici, ma lasciando ampio spazio alla creatività e all’originalità. Possono essere progettate privatamente oppure in specifici cantieri, come quello ospitato nel mese di luglio a La Città in Tasca, manifestazione a cura di Arciragazzi Roma,  in cui i Green Team erano seguiti e consigliati da tutor e personale specializzato.
Questa gara, davvero unica nel suo genere, regala sempre forti emozioni e momenti divertenti, al pubblico e hai partecipanti stessi, si respira aria di festa. C’è sempre un po’ di apprensione all’inizio… “Le imbarcazioni reggeranno?” , “Riusciranno a navigare?” , “Vincerà la barca più piccola e leggera o quella ingegnosa e imponente?”
Queste le domande che volano tra la folla, all’entrata in acqua dei vari partecipanti. Ma le imbarcazioni, seppure originali e dall’estetica stravagante e fantasiosa, sono progettate ad oc, non si verificano incidenti e tagliano tutte quante il traguardo, sospinte dall’impegno degli equipaggi, ma anche dal tifo e dal sostegno del pubblico.
Immergetevi anche voi nel clima festoso della RE BOAT RACE, cliccando il link sottostante per vedere il video!

Silvia Sacchetti

 

Dubai Free Tennis Championship

Bel sabato di sport per chi ama il tennis. Ieri infatti si è concluso il Dubai Free Tennis Championship, importante torneo che si svolge a Dubai dal 1993 e che assegnava ben 500 punti Atp.
Quest’anno a vincere il torneo e ad aggiudicarsi il cospicuo montepremi di ben 471.841 dollari è stato lo svizzero Roger Federer, numero 8 del mondo ed ex numero 1, che in carriera vantava già 5 vittorie a Dubai e in totale 78 titoli; un record che lo pone dietro solo a due grandi del passato, come l’americano Jimmy Connors, vincitore di 109 titoli fra il 1972 e il 1996, e del cecoslovacco naturalizzato statunitense Ivan Lendl, che fra il 1978 e il 1994 ha collezionato 94 vittorie.
Federer in finale ha avuto la meglio in tre set (3/6, 6/4, 6/3) sul ceco Tomas Berdych, numero sei del mondo.

Quello che ha più impressionato di questa vittoria è stata la qualità di gioco espressa da Federer per tutto il torneo e in particolare in semifinale, dove in un incontro in crescendo dal punto di vista tecnico e tattico è stato capace di battere il serbo Novak Djokovic, numero 2 del mondo ed ex numero 1, in tre set (3/6, 6/3, 6/2), rimontando una partita iniziata male e capovolgendola grazie ad un gioco molto aggressivo dove alternava grandi accelerazioni da fondocampo, improvvisi cambi di ritmo e di effetto. Notevole lo slice, cioè il colpo di taglio con la racchetta, che gli permettevano di cambiare ritmo e mandare fuori giri il suo avversario, più a suo agio in cambi giocati sulla potenza e sul ritmo; degna di nota è stata anche la resa del servizio e le discese a rete, da sempre uno dei suoi punti di forza, anche se non sempre sfruttati adeguatamente negli ultimi anni: infatti con l’avanzare dell’età (ormai Federer ha quasi 33 anni) ed avversari sempre più giovani e freschi atleticamente, non sempre lo svizzero è stato in grado di imporre un gioco così vario e aggressivo come quello di questi giorni, anche se in questi anni ha comunque continuato a vincere molte partite e tornei.

La vera sorpresa e piacere per gli amanti del tennis è stato rivedere un Roger Federer molto pronto fisicamente nel corso della finale e soprattutto della semifinale, dove lo si è visto più volte correre e allungarsi da una parte all’altra del campo, senza mai perdere troppo terreno e spesso riuscendo ad avere la meglio sull’avversario dopo una serie di interminabili scambi. Sicuramente questa è una buona notizia per un tennista che nel 2013 ha accusato diversi problemi fisici alla schiena che ne hanno limitato le prestazioni in campo, anche se a fine anno aveva comunque ottenuto diversi buoni risultati che gli avevano permesso di rimanere fra i primi 6 del mondo, in leggero calo dopo gli undici anni consecutivi fra i primi 5, di cui la maggior parte degli ultimi 10 passati fra i primi 3 del mondo. Una nuova sfida con Nadal diventa ora più che mai irrinunciabile.


Fonti Wikipedia e Atp World Tour, official site.

Giacomo Santamaria

Roma Futsal

Chiudo gli occhi e vedo i passi, prima lenti e poi veloci,  dei miei scarpini, mentre i muscoli delle mie gambe si caricano nello sforzo di arrivare prima sulla palla, di saltare più in alto; sento l’odore della terra, poi diventata erba sintetica mentre tutto intorno vedo volare sabbia, gommini sintetici sollevati dalla furia cieca di segnare e vincere la partita, dalla volontà di impedire alla palla di entrare nella mia porta.
Tutto questo e altre mille sensazioni mi attraversano ogni volta che allaccio gli scarpini ed entro in campo con la maglia della Roma Futsal.
Far parte della storia del calcio a 5 italiano – anche se la mia è una parte estremamente minuscola, mai sono andato oltre la serie d che è la categoria più bassa di questo sport – mi riempe di orgoglio e mi da gli stimoli per continuare ad allenarmi, nella speranza di vedere questa società tornare ai livelli che gli competono.
La storia della Roma Futsal affonda nelle radici stesse del calcio a 5 italiano, essendo questa società nata nel 2004 dalla fusione di due gloriose squadre (Roma RCB e BNL Ciampino), per poi nel 2006 incorporare anche il Cinecittà calcio a 5.
Non basterebbero due pagine per elencare i trofei vinti da queste società e i grandi giocatori che hanno vestito questa maglia: la Roma RCB ha partecipato fin dal 1983, anno del primo campionato italiano, ai campionati federali vincendone 5 (unica squadra italiana a esserci riuscita), l’ultimo nel 2000 – 2001 quando si chiamava Lamaro Roma (denominazione questa assunta nel 1997), più due coppe Italia e un European Champions Tournament (la coppa dei campioni, per intenderci, attualmente denominata Uefa Futsal Cup); invece il Gruppo sportivo della BNL (Banca Nazionale del Lavoro), denominata successivamente anche BNL Roma o BNL Calcetto, nacque nel 1987 e segnò la storia del calcio a 5 italiano degli anni 90′, giocando ben otto finali scudetto consecutive (tra il 1992 e 1999), con quattro successi, a cui si aggiungono una supercoppa italiana e un European Champions Tournaments; il Cinecittà calcio a 5 vinse serie b, più finale di coppa italia di categoria C1, coppa di categoria C2 e serie D; fra i giocatori storici di queste società i fratelli Roma, Giovanni e Ivano, Gianfranco Angelini, considerato da molti uno, se non il miglior portiere italiano di sempre, Cristiano Scandolara, Vinìcius Omori Duarte, Andrea Rubei, forse il più forte giocatore di scuola italiana di tutti i tempi, solo per citarne alcuni.
La Roma Futsal, ora denominata Wish Roma Futsal (dal nome del suo sponsor principale), disputa da alcuni anni la serie D laziale, con la fondata speranza di ritornare nel più breve tempo possibile nel Futsal che conta; è inserita quest’anno nel girone g della provincia di Roma e si trova attualmente al 4° posto, posizione che le permetterebbe di accedere ai playoff per la serie c2, a cui  accedono le squadre classificatesi fra il 2° e 4° posto di ogni girone. Punto di forza della squadra è l’attacco e la sua capacità di pressare l’avversario, caratteristica quest’ultima, che permette, se la squadra è in giornata positiva, di segnare molti gol (con 98 reti in 14 giornate è infatti fra i migliori attacchi della serie d laziale) e di sfiancare l’avversario, costretto spesso a inutili corse; fra i giocatori di spicco della squadra Mirko Scano e Fabrizio Fanti, autore per ora di 24 reti, già compagni di squadra ai tempi del Cinecittà vincitore della b, dotati entrambi di una buona tecnica e di grande esperienza; il vero motore trainante però, oltre al gruppo, è l’allenatore Remo Arnaudi, ex giocatore nonché colui che ha permesso la fusione che ha portato all’attuale Roma Futsal, grande conoscitore di questo sport e grande motivatore, capace di far sentire importante anche chi, come il sottoscritto, si trova nella fase calante della carriera (usare questa parola nel mio caso è un’esagerazione) e quindi a livello tecnico aggiunge poco, per non dire nulla alla squadra.
La sede degli allenamenti e delle partite casalinghe, che si disputano il sabato alle 15, è il circolo Tennis Club Oasi di Pace sito in Via degli Eugenei 2, in zona Appia/Quarto Miglio, a poche centinaia di metri dall’Appia antica e da Via di Tor Carbone.

Giacomo Santamaria

Té danzante

Domenica 24 novembre alle ore 16:00 si è svolto nell’ aula magna del liceo statale G. Bruno ( via della Bufalotta 594) l’elegante evento “té danzante” organizzato dalla La Compagnia Nazionale di Danza Storica , diretta da Nino Graziano Luca.
Arrivati all’entrata dell liceo c’era una coppia vestita di tutto punto che ci ha accolto e indicato la sala”da ballo”
Con grande curiosità ci siamo entrati e in un baleno ci siamo trovati catapultati in un ‘altra epoca, fatta di dame e di cavalieri, di gonne ampie e guanti raffinati, di eleganza ed etichetta. Abbiamo conosciuto la Maestra Anna Mastrangelo e lo staff della compagnia, che ci hanno introdotto in un’atmosfera romantica, la stessa  rievocata nei film come il Gattopardo , Via Col Vento e Sissi. Venivano proposte danze di società dell’800, con gli allievi della compagnia vestiti con abiti dallo stile sfarzoso e fedelmente storico. La festa era molto partecipata e si ballava sulle note di Verdi, Strauss , alternate a musiche tradizionali scottish. Il fine di un Tè Danzante è quello di condividere con gli ospiti le danze della grande tradizione ottocentesca: valzer, quadriglie, contraddanze, marce insegnate dal Maestro di Cerimonia.
tè dan 8Anche noi che siamo intervenuti per la prima volta abbiamo potuto danzare ed è stato molto piacevole e divertente essere stati accolti e coinvolti dai Maestri in costume storico, che ci hanno aiutato velocemente ad apprendere alcuni passi semplici e allegri delle danze del repertorio ottocentesco. Nell’arco del pomeriggio, oltre a ballare abbiamo consumato un ricco buffet, ascoltato della grande musica e di volta in volta vissuto delle sorprese artistiche, come il ballare la marcia “Roma”, che venne eseguita per la prima volta al Quirinale nel 1871, in occasione della celebrazione dell’anniversario di “Roma capitale” dopo l’avvenuta unità del regno d’Italia (1861)
La Compagnia Nazionale di Danza Storica organizza divertenti Corsi e Stage che preparano gli iscritti ai Gran Balli, alle Feste di Società ed ai Té Danzanti organizzati tutto l’anno nella Capitale ed in altre città italiane.

tè danzante 3Eventi eleganti, coinvolgenti, gioiosi, colorati, ricchi di vita in cui è sorprendente vedere come anche chi non ha mai ballato venga coinvolto ad imparare le danze dell’800 grazie all’entusiasmo del Maestro di Cerimonia.
Molti gli ospiti in abbigliamento informale che si mescolavano a quelli in costume storico. Tanta l energia e la spensieratezza! Hanno partecipato appassionati di tutte le età, immersi nella magia dei Gran Balli dell ‘800, accompagnati dalla raffinata e piacevole nota conviviale del tè pomeridiano. Oggi, sorprendere, stupire e divertire un pubblico abituato a vedere e conoscere mille cose, non è facile! Il Tè Danzante, festa esclusiva ed elegante, ci è riuscito!
Uno speciale ringraziamento va ad  Anna Maria de Majo, che appunto il 24 ha compiuto 68 anni. Proprio per festeggiare il suo compleanno mi ha chiesto di accompagnarla e farle da cavaliere. Una donna appassionata di ballo, che non si fa fermare da nessuna difficoltà. Una passione purtroppo non corrisposta dal marito, il che ha creato l occasione per fare questa nuova esperienza e poterne scrivere a voi in questo articolo.

Auguri mamma!

Neve “a catinelle” beffa per la Juve

In attesa della seconda lezione, con l’allenamento in casa a cura del Personal Trainer Diego, vi diamo alcune informazioni  sulla partita del 10 Dicembre giocata tra Juve- Galatasaray. Purtroppo è stata sospesa al 29° minuto per impraticabilità di campo, visto che ad Istambul si è scatenata una bufera di neve, tanto da non riuscirsi a vedere neanche le linee in campo che definivano l’area. La partita, che è stata rinviata a mercoledì 11 Dicembre alle 14:00, ha comportato però per la Juve l’eliminazione dalla Champions League, con una sconfitta di 1 a 0 con Goal di Snaider (ex Interista). Resta ora per il popolo Bianco-Nero la magra consolazione dell”Europa League, che la Juventus disputerà insieme allo sfortunatissimo Napoli, eliminato anch’esso Dalla Champions League, nonostante abbia concluso il suo girone a punteggio pieno.

Elisa Provenzano

Istanbul1

Calcio a 5

Un lampo seguito da una frenata in un rettangolo di gioco di 42 metri di lunghezza per 22 di larghezza. Questa è la prima immagine che mi viene in mente per descrivere il calcio a 5, o più correttamente futsal, che deriva dalla fusione di futbòl e salòn (“calcio e salone, intenso come struttura coperta).
Ho conosciuto questo sport nel lontano 1996 e ho cominciato a praticarlo agonisticamente 8 anni fa, apprezzandone immediatamente le doti principali: velocità e mancanza di tempi morti, in quanto è uno sport in cui anche la più innocua delle situazioni – come un semplice controllo di palla fatto lentamente da chi attacca – può diventare lo spunto per un’azione in contropiede o un’azione d’attacco da parte della squadra che si difende.
Il calcio a 5 è nato agli inizi degli anni 30 in Uruguay, a causa della necessità  di far praticare attività sportiva in palestra nelle scuole, per poi trovare una rapida diffusione in Sud America e successivamente, negli anni, un po’ in tutto il mondo; oramai ai mondiali sono presenti squadre di tutti i continenti e solitamente più o meno di buon livello, anche se questo sport è praticato principalmente in Sud America e in Europa (nei paesi mediterranei, Italia, Spagna e Portogallo e nell’Est Europa in Russia e Ucraina); ha conosciuto un forte sviluppo a partire dagli anni ’80 per poi diffondersi sempre di più durante gli anni ’90; i primi mondiali risalgono al 1982, disputati in Brasile e vinti dai padroni di casa, mentre nel 1988 la Fifa riconobbe ufficialmente questa disciplina.
Nel corso degli anni questo sport si è notevolmente evoluto sotto tutti i punti di vista: i materiali, i campi di gioco, la tecnica e il modo di giocare. Basti pensare che negli anni ’80, durante i primi campionati italiani, si giocava su campi di terra battuta e i palloni utilizzati non erano a rimbalzo controllato, per intenderci, si usavano palloni simili a quelli da calcio. Per quanto riguarda i campi, almeno ad alto livello (ovvero nelle competizioni internazionali), vi è l’obbligo di giocare al chiuso, nei palazzetti, mentre nei campionati italiani vi è quest’obbligo per la serie a, la a2 e la b, e i campi sono solitmente in sintetico o parquet; aspetto che ha velocizzato molto il gioco.
Per quanto riguarda la tecnica individuale questo sport  è caratterizzato dall’uso della suola per il controllo della palla e dal continuo movimento dei giocatori “di movimento”. Questa è la differenza fondamentale con i calcio, oltre alla dimensione del campo da gioco, al differente tipo di pallone utilizzato, al numero dei giocatori (5 e non in 11) e alla porta più piccola (2 metri di altezza per 3 di larghezza). In particolare quest’ultima differenza è dovuta all’utilizzo del pallone a rimbalzo controllato, poiché più basso e meno rapido di quello da calcio, e agli spazi ridotti, per cui serve maggior rapidità e controllo di palla; inoltre, fatto non trascurabile, nel calcio a 5 bisogna saper sia attaccare che difendere, perché i giocatori di movimento e lo stesso portiere hanno maggiori possibilità di toccare la palla durante la partita.
Per quanto mi riguarda consiglio di praticarlo perché è uno sport in cui non ci si annoia mai, perché si è in continuo movimento e perché ogni singola azione può portare ad un gol; inoltre, cosa fondamentale per i più giovani, è uno sport di squadra, perciò in grado di insegnare valori quali il lavoro comune, il sacrificio per il bene degli altri e la coesione: è il gruppo a dover raggiungere qualsiasi risultato e molte volte basta un singolo errore, o un compagno di squadra che non cerca di rimediare (metterci la classica “pezza”) e si può perdere una partita.
Per chi ci si avvicina per la prima volta consiglio vivamente di vedere alcuni di questi video su youtube. Capirete perché il calcio a 5 sia così bello e appassionante.

http://www.youtube.com/watch?v=lzQwtmUrSK4

http://www.youtube.com/watch?v=ZXL-4-iqWbs

http://www.youtube.com/watch?v=5Lh08Ba6sTg

http://www.youtube.com/watch?v=DcYBJKIxOkE

https://www.google.it/search?q=calcio+a+5&client=firefox-a&hs=hXl&rls=org.mozilla:it:official&source=lnms&tbm=isch&

Giacomo Santamaria

Prima lezione sportiva…

Tenetevi in forma insieme a noi,
con gli utili consigli del nostro
personal trainer, Diego!