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Carnevale in sicurezza: ecco i dieci consigli del Ministero

Carnevale, occasione per festeggiamenti e celebrazioni graditi soprattutto ai più piccoli. Scherzi, trucchi, maschere dai mille colori riempiono le piazze italiane, che si popolano di bambini festanti. Come consigliato dal Ministero della Salute, durante questo periodo i genitori dovranno però fare attenzione ad alcuni aspetti, al fine di tutelare il benessere ed il divertimento dei propri figli. Vediamo qua nei dettagli i suggerimenti ministeriali da tenere a mente.

Al momento dell’acquisto del costume, sarà opportuno valutarne la qualità anche con un semplice test olfattivo: se il tessuto presenta infatti un odore sgradevole, questo può essere indice di materiale scadente o addirittura nocivo, per cui non se ne consiglia la scelta. In questi casi, è buona prassi controllare l’etichetta, accertandosi che sia presente la marcatura CE, che attesta la conformità del prodotto agli standard imposti dall’Unione Europea. Gran parte dei costumi sono infatti realizzati in Cina e non dispongono di questi requisiti (nel peggiore dei casi possono causare irritazioni o essere altamente infiammabili). Sempre relativamente al vestito, si suggerisce di prestare particolare attenzione ai suoi accessori, come spade o imitazioni di armi (ma anche bacchette magiche), che potrebbero possedere parti affilate e quindi pericolose.
Il Ministero consiglia di controllare anche le maschere, in quanto alcune possono essere dotate di piccole parti che si possono staccare (come brillantini), entrando in contatto con naso, bocca o orecchie.
Nelle feste di Carnevale, ai bambini piace molto truccarsi e colorare il volto, ma anche qui si nascondono potenziali pericoli. Sarà quindi utile testare prima il prodotto su una parte limitata del corpo, per notare se produca delle reazioni allergiche. É sempre consigliabile acquistare trucchi sicuri, reperibili nei negozi autorizzati, ed applicarli in zone del corpo preventivamente pulite.
Infine, un suggerimento riguardo a schiume e stelle filanti: bambini (e adulti) non dovranno spruzzarle in prossimità degli occhi, in quanto potrebbero contenere delle sostanze pericolose per la cornea. Inoltre, è assolutamente da evitare avvicinare la schiuma al fuoco, a causa della sua elevata infiammabilità.

Applicando queste regole, dettate dal buon senso e dalla sobrietà, sarà possibile festeggiare il Carnevale con i propri figli in allegria e spensieratezza, sia all’esterno che nei luoghi interni.

“Non possiamo accogliere tutti” – Storia della lady di ferro che fa piangere un adolescente palestinese.

“Sono palestinese e vivo in Germania da qualche tempo, vengo da un campo di rifugiati nel Libano. Vorrei frequentare l’università qui ma non so se potrò rimanere. Sono molto preoccupata per il mio futuro, vorrei poter essere serena come gli altri intorno a me”.

Queste le parole di una ragazzina rifugiata in un incontro con Angela Merkel.

“Sei una ragazza molto simpatica, ma la politica a volte è molto dura: ci sono altre migliaia di persone nei campi di rifugiati, se decidiamo di accogliere tutti, non saremo in grado di sostenere questa situazione. Posso prometterti che delibereremo presto su questo tema, ma sicuramente alcuni rifugiati dovranno tornare indietro” risponde la Merkel.

Non ha ancora finito il discorso quando l’adolescente Reem Sahwil scoppia in lacrime. A questo punto la cancelliera, credendo che il pianto sia causato dall’emozione, cerca di recuperare la gaffe: “Ma sei stata bravissima!”.

Interviene il conduttore :”Più probabilmente la causa è la sua situazione incerta…”.

“Lo so che è una situazione difficile, risponde la Merkel, proprio per questo voglio farle una carezza ed assicurarle che è stata bravissima a rappresentare la situazione sua e di tanti altri.”

L’episodio appena esposto ci invita a riflettere e a porci un semplice quesito: la violenza sui minori è solo fisica o anche verbale?

Qualcuno ha scritto:

 la violenza delle parole non è facilmente riconoscibile come quella fisica, spesso subdola, assume forme, espressioni e intensità differenti, lascia segni meno visibili sul corpo per questo la sua portata distruttiva è spesso sottovalutata.

È vero che la cancelliera non ha ucciso nessuno, ma affermare una verità così spiazzante può essere molto più crudele e violento di uno schiaffo in pieno viso.

Si dice che la lingua taglia più di un’arma, che le parole feriscono l’anima, la violentano nel suo intimo, e che a volte è meglio una bugia che la cruda verità. Le parole di Angela Merkel suonano come una ferita verbale ed aggiungono dolore a quello di ogni giorno nella vita reale di quell’adolescente.

Bastava mettere in moto il cervello e avere un briciolo di buonsenso, prima di sparare a zero senza pensare! E troppo facile e comodo poi chiedere scusa.

Concludo citando un libro:

Esercitiamo ogni giorno un grande potere attraverso le parole che diciamo. La lingua è un piccolo organo che può diventare causa di grandi tragedie, quando le parole vengono sparate dalla bocca, come fossero pallottole, si scatena una guerra verbale dalla quale è quasi impossibile restare indenni.

 

 

 

BATTI IL CINQUE: DIRITTI PER L’INFANZIA

Lunedì, 30 Marzo. Si è tenuta, presso la sede del Parlamentino, la presentazione del documento “Verso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni per i bambini e gli adolescenti”.
Sono intervenuti il Garante per l’Infanzia, Vincenzo Spadafora, il Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, la coordinatrice del documento, Liviana Marelli e il costituzionalista, Andrea Morrone.

Tema centrale della giornata la crescita esponenziale della povertà al sud che sta minando i diritti dei bambini e degli adolescenti e la consequenziale mancanza di strategia politica sull’infanzia.

Agesci, Arciragazzi, Cgil, Cnca, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, Save the Children Italia, Sunas e UNICEF Italia – promotori del documento “Batti il cinque!”, sottoscritto da 50 organizzazioni e da 200 operatori in occasione della Conferenza nazionale Infanzia (tenutasi a Napoli nel nov.2009) chiedono al Governo impegni precisi in vista dell’adozione del nuovo Piano nazionale sull’infanzia e l’adolescenza.

La promessa del Ministro è di “fare di più con l’avvio di un tavolo permanente in conferenza Stato-Regioni” e un “ddl Boschi”.

Valeria Ricca

Lost – Dispersione scolastica

Il giorno 20 gennaio 2015, presso la Promoteca del Campidoglio a Roma, alla presenza di dirigenti scolastici, refenti del terzo settore e cittadini attivi c’è stata la presentazione della Ricerca “Lost, Dispersione scolatica: il costo per la collettività e il ruolo di scuole e terzo settore”. La ricerca è stata realizzata dalla Fondazione We World, dalla Fondazione Agnelli e dall’Associazione Bruno Trentin, hanno presenziato tra gli altri l’Assessore alla Politiche educative Paolo Masini e l’Assessore ai Servizi sociali e alla casa Francesca Danese; obiettivo della ricerca è stato evidenziare quanto costi alla collettività l’abbandono scolastico…. Ecco cosa ci hanno detto.