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Torna “La Città in Tasca” 1 -10 Settembre 2017

“La Città in Tasca” cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma – giunta alla XXIII edizione – nasce negli anni ‘80 con l’Arciragazzi Comitato di Roma Onlus per promuovere spazi urbani sempre più a misura di bambino. Obiettivo dell’Evento è quello di condurre bambini e ragazzi a sperimentare linguaggi nuovi, scoprire realtà culturali e sociali diverse, conoscere ed apprezzare le arti, ampliare i propri orizzonti, sensibilizzandoli, fin dalla prima età, al mondo delle arti per una crescita formativa ed educativa.

Un appuntamento che è diventato cosi, nel corso delle sue tante edizioni, un leitmotiv dei pomeriggi d’estate dei bambini di Roma che fa parte del grande contenitore dell’Estate Romana per il triennio 2017/2019. Un viaggio alla scoperta delle arti, con interessanti laboratori che conducono i bambini alla scoperta della scrittura, del riciclo, della manualità, della danza, della musica, del cinema e del fumetto.

info: www.lacittaintasca.it

o su Facebook /laCittàinTasca/

Esquilino Express

Il mercato più Multietnico di Roma è protagonista nel terzo appuntamento della nostra rubrica.

Buona visione.

La Casetta della Cultura

Martedi 31 Maggio in un pomeriggio di letture animate, giochi e musica, i bambini della Ludoteca Ludomagicabu di via dei Lincei 93 hanno consegnato ai cittadini del Lotto 1 di Tor Marancia un Casetta per il bookcrossing, un’iniziativa di scambio gratuito di libri. In una bella giornata di sole ascoltiamo cosa ci hanno raccontato i protagonisti.

 

 

Cosa ci affascina dello shopping online

Il mondo del web esercita un indiscutibile fascino verso ognuno di noi: qualsiasi sia la necessità, Internet ci apre tantissime porte, semplicemente accendendo il pc e navigando i milioni di siti ospitati dai server di tutto il mondo. Non si tratta di pigrizia, ma di convenienza: la rete ha tantissime frecce al suo arco per convincerci della bontà di ciò che offre. E, stando ai dati rilevati dall’eCommerce Forum 2016, sono sempre meno gli italiani che non se ne rendono conto.

Gli italiani e lo shopping online

I dati raccolti durante l’eCommerce Forum 2016, tenutosi a Milano dal 18 al 20 maggio, testimoniano quanto gli italiani vadano matti per il web, e lo utilizzino per compiere un numero enorme di operazioni. Una verità che diventa particolarmente forte se si analizzano i dati relativi agli acquisti online: stando agli esperti dell’evento milanese, infatti, il 70% degli shoppers italiani acquista online, con le donne a fare la voce del leone (oltre il 40% di chi acquista sul web). Il tutto a beneficio degli imprenditori e dei commercianti che hanno scelto di invadere la rete con i loro e-commerce, considerando che parliamo di un mercato che vale circa 20 miliardi di euro. Tale boom è merito anche della diffusione degli Smartphone, utilizzati per fare acquisti sulla rete da oltre un terzo degli italiani.

Gli elementi che spingono gli italiani ad acquistare online

Cosa ci spinge a ripetere un’esperienza? Ovviamente il grado di soddisfazione derivante da essa: una legge fondamentale nel marketing che è in grado di spiegare l’enorme affluenza degli shoppers telematici. La rete, infatti, garantisce molte opportunità e di conseguenza spinge chi acquista sul web a proseguire con questa modalità d’acquisto: stando a quanto rilevato da Customer Feedback Insights 2016, infatti, oltre il 57% di chi compra online sottolinea quanto sia soddisfacente acquistare sul web per via della qualità dei prodotti o servizi, e dell’assistenza online; inoltre un’ampia percentuale di acquirenti rivela come uno dei principali motivi che li porta a scegliere un prodotto/servizio online è il desiderio di ottenerlo il prima possibile. Inoltre i compratori sono particolarmente interessati alle numerose opportunità di risparmio grazie ai coupon online, un esempio è il codice sconto Zalando, il quale, insieme ad altri, permette di fare shopping a prezzi ridottissimi nei migliori negozi elettronici. Infine, occorre sottolineare anche il fattore sicurezza dei pagamenti telematici, unito alla possibilità di usufruire di spedizioni veloci e di un servizio di resi davvero utile.

I dati forniti da RetailMeNot

La convenienza dello shopping online viene ulteriormente confermata dagli studi condotti dal Centre for Retail Research di RetailMeNot, secondo il quale sono oltre 13 milioni gli italiani che comprano online. Lo studio internazionale, presentato durante l’eCommerce Forum 2016, ha sottolineato anche come l’Italia stia velocemente riducendo il gap che la separa dagli altri paesi più avanzati, come ad esempio il Regno Unito, la Germania e la Francia, le cui spese medie sul web si aggirano intorno ai 1500, ai 1300 e ai 1200 euro. Dal canto suo, il nostro Paese mostra di avere un enorme potenziale ancora tutto da scoprire, con grandi prospettive future.

Anche i ricchi… Piangono?

Nel secondo appuntamento della Rubrica dedicata ai quartieri di Roma, siamo stati nel cuore di quella che storicamente è considerata l’élite della città: il quartiere Parioli.

Alla luce di quanto era emerso dal nostro primo servizio sulla ex borgata di Pietralata, quel che viene fuori dalle interviste rivolte ai “pariolini” sembra davvero interessante e anche inaspattato…

Per questo la domanda che ci poniamo in questa seconda piccola inchiesta è la seguente: anche i ricchi piangono?

Quali sono le differenze e le analogie rispetto a un quartiere popolare come quello di Pietralata?

Venite a scoprirlo con noi…

Per gli italiani la salute passa da Internet: numeri e trend sull’e-health nell’infografica di DocPlanner.it

Quella di cercare online informazioni sulla salute è una tendenza che non conosce limiti di natura geografica, né anagrafica. A chi non è mai capitato di ‘googlare’ i propri sintomi e autodiagnosticarsi, subito dopo, una malattia incurabile? Chi non ha mai utilizzato Internet per reperire informazioni sul come curare un particolare disturbo, sugli stili di vita da praticare, sui medici di riferimento e gli ospedali in zona, sui farmaci e gli integratori alimentari più giusti per la propria condizione fisica?

Se vi ritrovate in almeno uno di questi profili, allora l’infografica Tecnologia e Salute: Dati e Trend realizzata da DocPlanner.it parla (anche) di voi.

In una società in cui la tecnologia ha permeato gli ambiti più disparati, da qualche anno anche il settore della salute può dire di beneficiare delle innovazioni hi-tech. I numeri parlano chiaro: dal 2010 a oggi, il settore dell’e-health ha conosciuto una crescita esponenziale in tutto il mondo, passando da 96 a 160 miliardi di dollari.

Secondo l’infografica del noto portale specializzato nella ricerca di profili medici e prenotazione online di visite specialistiche, le innovazioni che hanno contribuito a questo successo sono 5: il laser, la mappatura del DNA, l’immunoterapia, la cartella clinica elettronica e i cosiddetti wearable device.

Ma chi è l’italiano medio che utilizza Internet per ottenere informazioni sulla salute? Qual è l’apporto delle applicazioni mobili alla crescita di questo settore? Secondo DocPlanner.it l’italiano medio che consulta siti, forum e blog a tema salute è donna, lavora, ha un’istruzione superiore o è laureata e vive al Sud.

Per quanto riguarda le app, l’11% dei cittadini ha utilizzato app per ricevere informazioni nutrizionali e il 6% le utilizza per tenere sotto controllo i parametri vitali: mai sentito parlare di Runtastic, MyFitness Pal, PeriodCalendar e DocPlanner? Raccontateci la vostra esperienza.


Infografica a cura di docplanner.it

Giovani Creativi: Silvia Sacchetti

Sognatrice, visionaria, romantica, malinconica, passionale e spensierata è la protagonista del nostro terzo appuntamento con la rubrica Giovani creativi. Silvia Sacchetti, ex penna Teen Press e lettrice appassionata con il grande sogno, l’esigenza di raccontare una storia, è venuta a presentarci Il filo scarlatto, il suo romanzo d’esordio, un urban fantasy autoprodotto.

Lasciamo la parola a Silvia che, come qualcuno ha detto, non ha scritto un libro perché voleva dire qualcosa, ma perché aveva qualcosa da dire…

 

Camminare tra i sogni

Camminare in mezzo ai sogni, immergersi nella creatività e nella storia è possibile perché in via Tuscolana 1055, presso gli storici studi cinematografici di Cinecittà, con Cinecittà si Mostra, tutti i giorni a esclusione del martedì, è possibile fare visite guidate, anche per gruppi scolastici, e visitare la mostra permanente dedicata al cinema e alcuni set. Inoltre con Cinebimbicittà, ogni domenica, per i più piccoli (5 – 12 anni), oltre alle consuete visite ci sono dei laboratori tematici: regia, sceneggiatura, scenografia, pittura e costumi in cui ogni bambino o bambina può imparare a conoscere il mondo del cinema in tutti i suoi aspetti.

Giacomo Santamaria

Good Deeds Day

I soli primaverili non solo stanano noi di TeenPress dal nostro covo di Pietralata, ma ci spingono anche ad impegnarci nelle famose “buone azioni” di collodiana memoria. Il “Good Deeds Day”, che a Roma ha avuto luogo nel Circo Massimo, non è solo un giorno per ricordarci di essere più buoni. E’ un’occasione in cui associazioni ed individui impegnati in ideali per il miglioramento della società si riuniscono e rendono partecipi i cittadini del loro inesorabile impegno. Che si tratti di evangeliche vestite da fragole guidate dall’inspirazione divina o di sagge messicane in lotta per riproporre una versione alternativa della propria bandiera, lo spirito e il morale sono alti. Seguiteci nella mischia!

 

Mezzogiorno di Fuoco

È mezzogiorno, e con telecamera e microfono ci avventuriamo in uno dei tanti rioni della ex borgata di Pietralata. Girando tra le strade, il bar e il mercato, cerchiamo di indagare un po’ sulla vita dei giovani e dei bambini del posto ma quello che ne è emerso è un malcontento generalizzato. Il nostro servizio ha preso i toni dell’inchiesta. Andiamo a vedere cosa ne è uscito fuori.

Il Giardino di Matisse

Passare del tempo in famiglia divertendosi tutti insieme? Questo era uno degli obiettivi del laboratorio “Il giardino di Matisse” dedicato all’omonimo libro ispirato alle opere di Henry Matisse, e rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni e alle loro famiglie che si è svolto domenica 15 marzo presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Dopo una visita guidata i bambini, con l’aiuto dei loro genitori, hanno colorato e ritagliato delle figure utilizzando la tecnica del collage utilizzata negli ultimi anni di vita dal pittore.

Bianco Teatro al museo

Sabato 20 febbraio al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari terza e ultima giornata dedicata al Bianco Teatro di Fernanda Pessolano, un laboratorio per bambini sulla costruzione di teatrini di carta. Palcoscenici in miniatura, architetture, oggetti evocativi, personaggi, sagome, mobili di carta, oggetti di scena e quinte, realizzati con materiale da riciclo, sono gli ingredienti fondamentali del laboratorio. Siamo andati alla scoperta non solo dei bambini ma anche di quei genitori che trovano del tempo da dedicare a se stessi e ai loro figli per dare spazio alla creatività e all’immaginazione liberi dagli oggetti tecnologici…

 

Giovani Creativi: Giorgia Ferrara

Qual è il percorso che una giovane attrice compie per scoprire se stessa, per tirare fuori le proprie emozioni?
Cosa vuol dire togliersi i propri panni per indossarne altri diversi e lontani dai tuoi?
Abbiamo intervistato Giorgia Ferrara, giovane attrice siciliana che ci ha raccontato le tappe del suo percorso, sorridendo e facendo trapelare ogni tanto il suo bellissimo accento catanese.

Direzione Techno Town

Chi si aspetterebbe mai di trovare il paese delle meraviglie della tecnologia nel cuore del Villa Torlonia, a Roma? Stiamo parlando di Technotown, una ludoteca tecnologico scientifica situata all’interno del Villino Medievale, un sobrio edificio novecentesco che si fa spazio tra gli eleganti arbusti del parco romano.

In questo spazio dedicato a bambini e ragazzi, natura tecnologia e creatività convivono. In nove stanze equipaggiate con diverse tecnologie, dai lego mindstorm a sensori botanici, i giovani technoscienziati possono imparare attraverso il gioco.
La tecnologia non è più un passivo assuefarsi a tablet e cellulari, ma un immaginare possibilità per un futuro più ecosostenibile e all’insegna della conoscenza.

Nella nostra visita a Technotown vi accompagneremo nelle varie stanze delle meraviglie, guidati dal puntuale e appassionato responsabile di Technotown Gabriele Catanzaro.

 

Minecraft, un videogioco sempre più amato dai ragazzi, sempre più usato nelle scuole

Da oggi, cari amanti dei videogiochi, avrete un’arma letale per controbattere chi vi dice che state solo perdendo tempo, che vi state distruggendo le cellule cerebrali, e che i videogames servono solo a generare violenza e stupidità in un mondo che, e non per colpa dei videogiochi, già abbonda di questi elementi. Basterà infatti citare Minecraft, e raccontare come un insegnante abbia avuto l’intuizione di utilizzarlo per insegnare ai propri studenti la geografia, la storia e persino la fisica, la chimica e la matematica. Siete scettici? Nessun problema, ci penseremo noi a spiegarvi per quale motivo un videogioco può diventare fonte di studio e di istruzione.

Innanzitutto occorre spiegare cos’è Minecraft. Se siete amanti dei videogiochi probabilmente lo conoscete già, e se non lo siete tranquilli: bastano davvero poche righe per descriverlo. Tutto ha avuto inizio nel 2009, quando una versione alpha di Minecraft venne diffusa in rete, fino a raccogliere milioni di fan scatenati. Per quale motivo? Per la semplicità di un videogioco che permetteva (e permette) di creare interi mondi sconfinati utilizzando semplici blocchi: dal terreno all’erba, passando per edifici incredibilmente complessi, tutto è possibile agendo come l’operoso omino di Minecraft, con la sua vanga ed i suoi facili strumenti basilari di costruzione. La possibilità di avere una libertà pressoché totale, e di costruire mondi nuovi o replicare addirittura quelli esistenti, ha trasformato questo videogioco in un vero e proprio oggetto di culto. Tanto da spingere un colosso come Microsoft ad acquistarlo per la spaventosa cifra di 2,5 miliardi di dollari: il tutto semplicemente per diffonderlo su Windows Phone.

La logica terribilmente semplice di questo gioco, ma al tempo stesso adatta ad utilizzi molto vari, ha spinto molti utenti a diventare veri e propri designer dell’universo, fino addirittura a modificarne leggermente le strutture aggiungendo nuovi strumenti e opzioni. Fra questi, pochi mesi dopo l’uscita della versione alpha di Minecraft, s’è fatto notare Joel Levin, insegnante presso una scuola primaria di New York. Joel ha infatti creato MinecraftEdu, una versione modificata del gioco, e pensata per insegnare ai giovani studenti le materie scolastiche più importanti. Un’intuizione davvero geniale: creare una Pompei per far visitare in prima persona una città romana, oppure la geografia con la creazione di foreste pluviali. Per non parlare della matematica, della chimica e della fisica: Minecraft è stato infatti utilizzato per ricreare con i blocchi le cellule, le molecole e altre strutture chimico-fisiche. Stimolando così l’insegnamento, attraverso il divertimento che solo un videogioco sa garantire. E non è un caso che oggi siano ben 40 le scuole che hanno scelto di utilizzare MinecraftEdu per insegnare ai propri studenti le materie fondamentali.

Giovani Creativi: Cristiano Quagliozzi

Noi della TeenPress non riusciamo a tener ferme le nostre idee che vengono fuori una dopo l’altra per poi prendere forma…
E’ così che è nata una nuovissima Rubrica: “Giovani Creativi”, uno spazio che darà voce a una serie di artisti giovani che man mano conosceremo e che ci verranno a trovare all’interno della nostra redazione, a Pietralata.
Converseranno con noi ai nostri microfoni, ci racconteranno quello che fanno, come lo fanno e perché lo fanno…
La rubrica “Giovani Creativi” viene inaugurata da un artista romano, Cristiano Quagliozzi, che si muove all’interno di diverse forme artistiche.
Ci ha parlato della sua quotidiana dedizione verso l’urgenza di comunicare…
…e allora venite con noi a conoscerlo!

Se volete sapere di più su di lui potete seguirlo su Facebook qui:
Cristiano Quagliozzi

 

Inoltre potrete trovarlo a questi appuntamenti:
Dal 12 al 19 Dicembre ore 17.00:
La Mostriciattola” di Cristiano Quagliozzi,

Libreria Caffè Letterario Mangiaparole
Via Manlio Capitolino 7/9 Roma (Metro A – Furio Camillo)

Il 18 Dicembre alle ore 21.00 e il 19 Dicembre  alle ore 23.00:
Presentazione del libro “Homo Homini Virus” di Ilaria Palomba
Performance con Marilena Votta, Antonio Bilo Cannella e Dr. Lops

Libreria Caffè Letterario Mangiaparole
Via Manlio Capitolino 7/9 Roma (Metro A – Furio Camillo)

Dal 10 al 13 Dicembre alle ore 21:00 (il 13 anche alle ore 17:00):
Le Bombe sono tutte Buttane” di Giuseppe Arnone
con Giuseppe Arnone, Alessandro Giova, Simona Epifani. Regia di Enzo Miccio

Via Vestricio Spurinna 47 Roma (Metro A – Numidio Quadrato)

Sport e scuola: un binomio poco sfruttato in Italia

L’importanza dello sport la conosciamo tutti, ma non certo per merito delle nostre istituzioni scolastiche. In Italia, infatti, ci si avvicina allo sport o quando si è piccoli, per via delle classiche scuole di calcio, basket o pallavolo, oppure quando si è concluso il proprio percorso di studi, in una sorta di momento di nostalgia dell’attività fisica, e di voglia di riprendere gli allenamenti. Non è un caso, infatti, che in Italia gli sport a livello dilettantistico siano pieni di ragazzi over 30, oppure di giovanissimi 18enni. Questa forbice anagrafica fa sorgere più di una domanda.

Ed in effetti, tale differenza viene spiegata dalle mancanze del sistema scolastico italiano, che non considera lo sport come un veicolo sociale ed un momento fondamentale per la crescita dell’individuo. Questa paura è un retaggio del ventennio fascista, quando le scuole erano autentiche fucine di atleti, e l’istruzione migliore veniva garantita soprattutto agli uomini e alle donne capaci di portare all’Italia prestigiose medaglie alle Olimpiadi. Un sistema ideologicamente sbagliato e decisamente troppo disparitario, ma che aveva una sua ragione di fondo: crescere sportivamente e al tempo stesso curare la propria cultura. Il detto ‘mens sana in corpore sano’ riassume il concetto meglio di qualsiasi frase, slogan o ideologia.

D’altronde questo è un concetto che nel resto del mondo conoscono meglio di noi. Negli USA, ad esempio, il lungo percorso scolastico che affrontano i ragazzi, fra scuole primarie, secondarie, college ed eventuali master, non abbandona mai la strada dello sport: le attività sportive sono sempre accanto alle altre materie scolastiche, ed un brutto voto in atletica può arrivare a pesare quanto un voto negativo in storia o matematica. Anzi, forse lì la questione vede problemi opposti ai nostri: fin troppo sport, e studi che non sempre sono all’altezza della grandezza di quella nazione. Anche in Giappone non hanno sicuramente problemi nel binomio fra sport e scuola: i ragazzi si allenano sin da giovanissimi, chi negli sport, chi nelle arti marziali. Trattandosi però di una questione anche filosofica, oltre che meramente sportiva, gli allenamenti sono spesso stressanti: impossibile trapiantare quel sistema in Italia, per via di una cultura troppo diversa. Lo stesso dicasi per il sistema scolastico-sportivo americano. Che fare, allora?

L’Italia dovrebbe semplicemente riprogrammare i suoi sistemi istruttivi, re-introducendo l’importanza dello sport di pari passo con lo studio, senza esagerare né da un senso né dall’altro. Innanzitutto, si dovrebbe impedire ai giovani campioni sportivi di abbandonare la scuola per dedicarsi solo allo sport, e allo stesso tempo sensibilizzare le scuole sull’importanza di corsi sportivi che vadano al di là dell’ora di educazione fisica nei licei, e dei piccoli tornei a livello universitario.

Chirurgia estetica orecchie a sventola: quando un difetto estetico provoca malessere psicologico nei giovani

Quello delle orecchie a sventola, soprattutto negli uomini, è un difetto che difficilmente si riesce a nascondere. A differenza di un naso un po’ troppo importante o leggermente deviato, che può essere corretto con un buon intervento di make-up, le orecchie possono essere nascoste solo da una folta chioma sistemata ad hoc per coprire proprio le orecchie. In ogni caso si tratta di un escamotage che richiede una certa dose di costanza e pazienza per tutta la vita.
In questi casi, la chirurgia estetica rappresenta una soluzione definitiva al problema, perché permette di ottenere un viso più armonioso, senza stravolgere la sua natura, evitando così che un difetto estetico possa trasformarsi in un vero e proprio disagio psicologico.

Proprio negli ultimi anni, infatti, anche molti adolescenti – previo consulto medico e psicologico – vengono sottoposti ad interventi di chirurgia plastica per le orecchie a sventola per consentire loro di trovare l’armonia con la propria immagine e delle relazioni sociali normali. Si tratta di un intervento molto modesto eseguibile anche sui bambini, che avviene in anestesia locale e qualche volta accompagnata da un leggera sedazione.
Spesso correggere le orecchie a sventola è l’unica soluzione per riportare la serenità nell’individuo che soffre di questo inestetismo; facile immaginare infatti a quante battute si può essere soggetti .
Nella maggior parte dei casi l’intervento avviene tramite l’uso del laser, le incisioni vengono praticate dietro l’orecchio nella piega retroauricolare, le cicatrici sono sottili ed invisibili.

L’intervento di otoplastica, oltre a risolvere il problema delle orecchie a sventola, è estremamente risolutivo nel caso di sporgenza asimmetrica dei due padiglioni e nell’ asimmetria delle pieghe cartilaginee. Inoltre è possibile effettuare una riduzione del padiglione troppo grande, mediante l’asportazione di un piccolo settore di cute.
L’otoplastica è praticata in Day Hospital ed il paziente può lasciare l’ospedale qualche ora dopo l’intervento.
L’operazione dura una ventina di minuti, per la medicazione verrà applicato un cerotto chirurgico ed un bendaggio elastico che servirà a proteggere i padiglioni nei giorni successivi. Il fastidio e/o il dolore saranno facilmente risolvibili attraverso l’assunzione di antidolorifici prescritti dal medico.
Verranno prescritti inoltre degli antibiotici per qualche giorno. I punti di sutura saranno rimossi dopo 8-10 giorni.
Normalmente si rendono necessarie solo due medicazioni e la ripresa della normale attività si avrà nel giro di una decina di giorni

Il risultato finale e definitivo sarà valutabile dopo circa sei mesi dall’intervento. Nei bambini l’intervento è consigliato solo dopo i 5-6 anni di età. Di solito per gli interventi chirurgici estetici, si cerca di aspettare la normale crescita corporea dell’individuo, ma la natura dell’inestetismo rende l’azione immediata oltremodo vantaggiosa. Intervenendo subito infatti, si eviteranno le derisioni dei compagni di scuola che possono incidere negativamente e profondamente sull’autostima del bambino.

Chirurgia estetica e adolescenti: quello che nessuno sospettava

Che gli adolescenti – e in particolare le teenager – fossero attratti dalla chirurgia estetica non è una grande novità, perché il dibattito sull’argomento è aperto ormai da anni, ma ciò che colpisce in questi ultimi tempi è il numero sempre crescente di richieste da parte di giovani donne italiane che desiderano il ritocchino estetico per sentirsi più belle e attraenti.
A fare il punto della situazione su questo tema è la Società Italiana di Medicina Estetica (Sime), che – in occasione della sua ultima ricerca sull’argomento – ha rivelato alcuni aspetti fino ad oggi sconosciuti e controversi di un fenomeno ormai consolidato: le adolescenti italiane ricorrono frequentemente ad interventi di chirurgia estetica per poter somigliare ai loro idoli della tv. Ma c’è di più, perché molto spesso a sostenere e incentivare il ricorso alla chirurgia estetica sono proprio i genitori stessi, che si rendono così “promotori” dell’intervento.
Secondo la Società Italiana di Medicina Estetica, che ha condotto l’indagine sul rapporto tra adolescenti e chirurgia estetica, il 49% delle teenager del nostro Paese desidererebbero migliorare il loro aspetto ricorrendo al chirurgo estetico e molte di loro hanno già vissuto l’esperienza della sala operatoria per correggere l’inclinazione del naso, l’apertura delle orecchie o le dimensioni del seno.
Tra i dati evidenziati dalla ricerca è emerso anche un legame molto forte tra la bassa autostima delle ragazze e il desiderio del ritocchino estetico. Tra i ragazzi, infatti, il desiderio di ricorrere al chirurgo è sensibilmente più basso rispetto a quello delle loro coetanee, perché il livello di autostima dell’universo maschile è sensibilmente più alto.
Ma cosa dovrebbe fare, eticamente, un chirurgo che riceve una richiesta di intervento estetico da parte di un adolescente?
“Molto dipende dalle effettive condizioni della paziente che richiede l’intervento; – fa sapere Marco Castelli, chirurgo estetico in Italia e Svizzera –  ci sono adolescenti che vogliono ricorrere al ritocchino estetico per futili motivi, come il desiderio di somigliare ad un vip,  e quelli che invece hanno delle problematiche reali. Ogni caso richiede una visita accurata, pertanto il chirurgo deve ascoltare le reali esigenze della paziente, capirne le necessità e consigliare la soluzione migliore a seconda delle condizioni di salute e dell’età della paziente. In linea di massima – ha concluso Castelli – è sconsigliabile effettuare un intervento chirurgico estetico quando si è ancora in una fase di crescita”.

Giornata Nazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza 2015

Il 19 Novembre siamo andati a Piazza D. Sauli nel Municipio VIII di Roma Capitale, zona Garbatella, per documentare una delle tante iniziative che si sono svolte in tutta Italia per celebrare la Giornata Nazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (legge 285).

 

Andiamo a vedere cosa hanno fatto.

Carnevale in sicurezza: ecco i dieci consigli del Ministero

Carnevale, occasione per festeggiamenti e celebrazioni graditi soprattutto ai più piccoli. Scherzi, trucchi, maschere dai mille colori riempiono le piazze italiane, che si popolano di bambini festanti. Come consigliato dal Ministero della Salute, durante questo periodo i genitori dovranno però fare attenzione ad alcuni aspetti, al fine di tutelare il benessere ed il divertimento dei propri figli. Vediamo qua nei dettagli i suggerimenti ministeriali da tenere a mente.

Al momento dell’acquisto del costume, sarà opportuno valutarne la qualità anche con un semplice test olfattivo: se il tessuto presenta infatti un odore sgradevole, questo può essere indice di materiale scadente o addirittura nocivo, per cui non se ne consiglia la scelta. In questi casi, è buona prassi controllare l’etichetta, accertandosi che sia presente la marcatura CE, che attesta la conformità del prodotto agli standard imposti dall’Unione Europea. Gran parte dei costumi sono infatti realizzati in Cina e non dispongono di questi requisiti (nel peggiore dei casi possono causare irritazioni o essere altamente infiammabili). Sempre relativamente al vestito, si suggerisce di prestare particolare attenzione ai suoi accessori, come spade o imitazioni di armi (ma anche bacchette magiche), che potrebbero possedere parti affilate e quindi pericolose.
Il Ministero consiglia di controllare anche le maschere, in quanto alcune possono essere dotate di piccole parti che si possono staccare (come brillantini), entrando in contatto con naso, bocca o orecchie.
Nelle feste di Carnevale, ai bambini piace molto truccarsi e colorare il volto, ma anche qui si nascondono potenziali pericoli. Sarà quindi utile testare prima il prodotto su una parte limitata del corpo, per notare se produca delle reazioni allergiche. É sempre consigliabile acquistare trucchi sicuri, reperibili nei negozi autorizzati, ed applicarli in zone del corpo preventivamente pulite.
Infine, un suggerimento riguardo a schiume e stelle filanti: bambini (e adulti) non dovranno spruzzarle in prossimità degli occhi, in quanto potrebbero contenere delle sostanze pericolose per la cornea. Inoltre, è assolutamente da evitare avvicinare la schiuma al fuoco, a causa della sua elevata infiammabilità.

Applicando queste regole, dettate dal buon senso e dalla sobrietà, sarà possibile festeggiare il Carnevale con i propri figli in allegria e spensieratezza, sia all’esterno che nei luoghi interni.

Quale è lo sport più adatto per i nostri figli?

Lo sport è una componente fondamentale, alla base di una vita piena di soddisfazioni e sana. Per questo motivo, soprattutto quando si tratta di bambini, è sempre importante che il genitore invogli i figli alla pratica sportiva, così che essi possano crescere come individui robusti fisicamente e realizzati da un punto di vista psicologico. Esistono inoltre tantissimi sport che si adattano alla perfezione alle caratteristiche dei bambini più diversi, oltre che ovviamente alle loro aspirazioni e al divertimento da loro preferito. Vediamo insieme quale è lo sport più adatto per i nostri figli.

Il nuoto

Uno sport perfetto, soprattutto per i bambini di costituzione magra e con problemi di gracilità e di postura vertebrale. Si tratta dello sport più completo in assoluto, in quanto rinforza non solo il busto e le spalle, ma anche le braccia, le gambe ed il bacino. Indicatissimo sia per i bambini che per le bambine.

Il ciclismo

Altro sport, altra corsa. In tutti i sensi. Il ciclismo è uno sport molto completo, adatto a qualsiasi età perché il movimento controllato dei pedali non grava sulle articolazioni degli individui: andare in bicicletta è particolarmente consigliato per i bambini, in quanto attraverso questo tipo di attività aerobica potenzieranno non solo la funzionalità del cuore, ma anche la capacità di ossigenazione e la fibra dei loro muscoli. Braccia e addome compresi.

Atletica leggera

Consigliatissima per le bambine, anche se non è affatto raro vedere molti ragazzini praticare questo sport impegnativo ma ricco di gratificazioni. Attraverso l’atletica leggera si abituerà il corpo dei ragazzi ad una forza e ad una elasticità unici, che non troverete in nessun altro sport. Ha un solo difetto: è uno sport molto, molto competitivo.

Il calcetto

In assoluto lo sport di squadra più indicato per i ragazzi: non solo consente un movimento fisico continuo ed un allenamento settimanale, ma permette anche di conoscere nuovi amici e di imparare che nella vita i risultati si ottengono lavorando in team, tutti insieme.

Il tennis

Anticamente inteso come lo sport dei ricchi, oggi il tennis è uno sport non solo praticabile da qualsiasi famiglia, ma anche un’attività che permette di socializzare tanto. Inoltre, grazie al tennis si potenzieranno non solo le gambe e le articolazioni di ginocchia e caviglie, ma anche i riflessi e la prontezza.

La scherma

Non uno degli sport più diffusi, ma senza dubbio uno dei più divertenti. Lo scherma in Italia si è diffuso da poco a livello giovanile, ma ha già rappresentato un movimento cui hanno aderito tantissimi ragazzi. Lo scherma è perfetto per i riflessi, e per acquisire eleganza nei movimenti: inoltre, è uno sport che può dare tanti sbocchi a livello agonistico e tante soddisfazioni a livello personale. L’attrezzatura, però, cos

Studio Ghibli, la Disney giapponese che insegna il rispetto dell’ambiente e del prossimo

Studio Ghibli nasce nel 1985 a Tokio per volontà di Hayao Miyazaki (affettuosamente noto come ‘il Walt Disney giapponese’), e da trent’anni a questa parte ha prodotto alcuni fra i più belli e commoventi film d’animazione che abbiano mai conquistato l’Occidente.
I film Ghibli sono immediatamente riconoscibili: tonalità pastello, giovanissimi protagonisti, e una speciale sensibilità che pervade l’aria e gli spettatori. Questi capolavori si prestano a più livelli di lettura: senza dubbio pensati per un pubblico giovane, è difficile che non incantino anche gli adulti. Le tematiche ricorrenti rispecchiano quelle che stanno a cuore al fondatore e tutt’ora guida di Studio Ghibli, Miyazaki: l’ambiente, la pace, la necessità di proteggere la Natura e i bambini, e l’eroismo ingenuo e ispirato dei bambini stessi.

Può sembrare strano che in film pensati in primo luogo per bambini si possano trovare scene di violenza: combattimenti, terremoti, disastri, o anche risse da bar. Nessuna di queste manifestazioni risulta gratuita: anzi, il loro irrompere segna proprio uno stacco, volutamente stridente, dall’atmosfera che pervade i film; lo spettatore sussulterà, disturbato dall’azione che così male si accorda con lo spirito e le intenzioni del racconto ma che fornisce, a grandi e piccini, un ottimo effetto catartico. Lo scopo è quello di mostrare certe azioni per far capire la loro portata e i numerosi danni che arrecano. La narrazione trova spesso pause di riflessione dove nulla sembra accadere: ciò che ha luogo è invece proprio un momento di silenzio, dove i bellissimi dettagli e l’attenzione curatissima per i particolari fanno sprofondare completamente nel mondo di Miyazaki.Spirited Away

‘Il mio vicino Totoro’ è sicuramente uno dei più grandi successi di Studio Ghibli: evocativo e struggente nella sua bellezza, è la storia dell’incontro di due bambine con lo spirito stesso della Natura; così come ‘La principessa Mononoke’, un racconto avvincente, avventuroso, e anche terribile sullo scontro fra il cuore della vita selvaggia e il desiderio umano di domarla.

‘La storia della principessa splendente’ è un gioiello di animazione delicato e toccante; tratto, come molti altri film di Studio Ghibli, da una leggenda popolare giapponese, narra la storia imprevedibile e tragica di una giovane che scoprirà che il suo destino non è mai stato quello di rimanere con la sua famiglia. Anche ‘La città incantata’ è un racconto sul diventare grandi: non sempre i propri genitori possono essere presenti, e talvolta anche loro incappano in errori o sono ciechi a cose che, per i bambini, sono lampanti. La piccola protagonista dovrà caversela da sola, fra spiriti dei fiumi inquinati e la ricerca dei suoi genitori.

‘Porco Rosso’ colpirà al cuore i più grandi, mentre farà divertire fino alle lacrime i più piccoli. Cosa succede a chi partecipa a una guerra, e non riesce a scrollarsene di dosso il ricordo? Una maledizione trasforma un pilota in un maiale durante il primo conflitto mondiale; e quando il nazismo e il fascismo oscurano l’Europa, Porco Rosso si ritroverà in prima linea a vedersela con se stesso, e l’idea che si è fatto dell’umanità. Ambientato tutto in Italia, Porco Rosso unisce in una sintesi incantevole tutta la bellezza di un film firmato Studio Ghibli: l’immancabile passione di Miyazaki per gli aeroplani ed il volo, un tocco di magia che si mescola senza strappi alla realtà, la dedizione per i paesaggi incontaminati e nostalgici, e una denuncia senza compromessi della guerra.

Perché il cane è il migliore amico del…bambino

Alcuni genitori giudicano con sospetto la convivenza tra bambini e cani, reputando questi ultimi pericolosi per la salute dei propri figli. In realtà, gli amici a quattro zampe possono rivelarsi non solo dei buoni e sicuri compagni di gioco per i più piccoli, ma possono facilitare lo sviluppo di capacità emotive e cognitive utili per la loro crescita.
La scelta dell’animale dovrà in ogni caso basarsi su alcune riflessioni precise: anzitutto il cane dovrà essere compatibile con l’ambiente domestico, se sarà ospitato in un appartamento; inoltre è opportuno che non sia aggressivo o che non possieda un carattere eccessivamente dominante. Razze come labrador o i collie sono le più socievoli e tenere, particolarmente adatte alla compagnia di un bambino, così come i beagle o i boxer, dotati di grande pazienza ed intelligenza. Indipendentemente dalla specie, si consiglia sempre di non lasciare il bambino solo con il cane e di essere sempre presenti soprattutto durante il momento del gioco.

Ricerche scientifiche hanno potuto appurare che l’interazione con gli animali, soprattutto con i cani, aiuta i bambini a sviluppare delle qualità e delle competenze di grande rilevanza sociale, in grado di migliorare la qualità della vita durante le successive fasi della crescita. Tra le dimensioni più significative va citato il contributo al miglioramento della sfera emotiva: vivendo insieme al cane, che viene considerato come un vero e proprio compagno di giochi, il bambino impara ad immedesimarsi con il suo vissuto, sviluppando qualità come l’empatia e la compassione. Inoltre, imparando a nutrirlo e pulirlo, il bambino inizia a comprendere l’importanza della responsabilità e del rispetto nei confronti delle esigenze del cane. Questo può influire positivamente sul senso di autostima dei nostri figli, che possono sentirsi più competenti dedicandosi alla cura del cane.
L’interazione con i simpatici amici permette, sempre secondo studi specifici, di migliorare sia l’intelligenza emotiva, come già citato, ma anche le competenze cognitive del bambino, che riceverà stimoli e sollecitazioni costanti dal cane.
Crescere insieme ad un amico a quattro zampe produce quindi degli effetti positivi sul bambino, contribuendo al suo sviluppo emotivo, sociale ed intellettivo.