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“Lettura… che avventura!”: libri e letture, a ciascuno il suo

Simona Maiozzi, lettrice espressiva per passione e professione, è un’appassionata di lettura fin da bambina e dedica da trent’anni le sue competenze al mondo dei bambini, riuscendo ad estendere i progetti educativi e le iniziative culturali anche ad adolescenti e adulti. Racconta: “La mia più grande fonte di ispirazione e di crescita scaturisce dall’incanto negli occhi dei bambini quando la mia voce li conduce nel mondo dei libri“.
Da questa magia ha preso vita il progetto “Lettura…che avventura!” che si rivolge a bambini e ragazzi e si pone come obiettivi primari di incentivare la lettura e sviluppare un rapporto positivo e personale con i libri. A questi si aggiunge l’obiettivo trasversale di sensibilizzare gli adulti sui benefici della lettura precoce e coinvolgerli ad introdurre la pratica della lettura per suscitare il piacere di leggere nella vita quotidiana sia in famiglia che nelle scuole.

Per contribuire al futuro sociale e culturale del Paese sono state ideate, progettate e realizzate attività di promozione della lettura originali ed efficaci. Tali attività sono state suddivise per poter interagire con i lettori di tutte le età, dai neonati agli adulti, arrivando a coinvolgere anche genitori in dolce attesa. Simona propone sei tipi di progetti:

  • LEGGINPANCIA – nel corso di uno o più incontri della durata di circa 3/4 ore, offre ai futuri genitori informazioni sui benefici della lettura precoce e incentiva la pratica di parlare e leggere già durante la gravidanza per creare un “cordone ombelicale sonoro” con l’obiettivo di far crescere e stimolare l’apprendimento del bambino
  • LEGGINBRACCIO – è rivolto agli adulti e, in particolare, a genitori, educatrici di Asilo Nido e operatori impegnati nella prima infanzia. Si pone come finalità di suscitare il piacere di condividere momenti di lettura con il/i proprio/i figlio/i e permette di condividere le esperienze personali relative alla lettura in famiglia. Si propone in 3 varianti tra cui un incontro formativo, un laboratorio espressivo (Rime per amore) e un appuntamento con letture animate con la partecipazione dei bambini da 0 a 2 anni
  • LA FATA DELLA LETTURA – Simona Maiozzi prende le vesti di una vera fata che incanta il pubblico con letture animate, narrazioni, fiabe e burattini per bambini da 3 a 10 anni. Gli incontri si adattano alla programmazione educativa della Scuola Primaria e dell’Infanzia e ogni spettacolo affronta un tema diverso, dalla multiculturalità alla famiglia all’ecologia
  • SENTIERI DI PAROLE – è dedicato agli adolescenti di età compresa tra 10 a 19 anni che spesso, aggrappati al mondo del cellulare e di Internet, rifiutano di avvicinarsi alla lettura e ad alcuni generi in particolare soprattutto perché la lettura per questi ragazzi viene spesso associata all’obbligo del compito scolastico. Il progetto propone un’ampia selezione di contenuti letterari in una chiave di lettura alternativa, affrontando i generi della fiaba, della mitologia e dell’epica cavalleresca con un approccio alla lettura teatrale, ma immediatamente comprensibile
  • NOTTE INCANTATA – un’ambientazione scenica, a lume di candela, che proietta gli ascoltatori in una dimensione unica e coinvolgente fa da sfondo a letture teatrali di opere letterarie e fiabe antiche dedicate agli adulti. Gli incontri propongono la fiaba come uno strumento prezioso per esprimere il proprio “io”, per comprendere le proprie emozioni e le proprie difficoltà e per rivivere il vissuto di quel “bambino interiore” spesso dimenticato nella vita quotidiana
  • MAGNIFICAT – si tratta di un itinerario di letture drammatizzate di testi sacri e liriche dedicate a Maria che si snoda tra le antiche preghiere e le più intense poesie dedicatele da santi e poeti della letteratura italiana

A questi progetti si aggiungono anche corsi formativi di lettura espressiva, fiaba e libri per bambini aperti a tutti gli adulti coinvolti nel mondo della lettura e dell’infanzia: educatori, docenti di ogni ordine e grado scolastico, assistenti educativi, librai, bibliotecari, operatori socio- sanitari e culturali, genitori, appassionati. La formazione è dedicata a tre diverse argomentazioni: lettura ad alta voce (corso “Libriamo”), fiaba e lettura di fiabe (corso “Nel mondo incantato: leggere la fiaba”) e letteratura infantile (corso “Viaggio di carta). L’obiettivo di tali incontri è quello di considerare la fiaba come un “ponte” che unisce adulti e bambini in un’ indimenticabile e magica avventura.

E’ una magica avventura che Simona Maiozzi offre al nostro Paese portando passione e professionalità e offrendo a tutti la possibilità di avvicinare e apprezzare una pratica che oggi viene ormai considerata superflua. Così Simona descrive le sue motivazioni e ci invita a riconsiderare la lettura:

Promuovere la lettura e l’amore per i libri  significa dare un contributo personale al futuro sociale e culturale del nostro Paese. Un Paese in cui non si legge. E solo chi legge è libero.
Sono convinta che ogni ragazzo “non lettore” rappresenti non solo una sconfitta del sistema educativo ma anche un’ occasione di sviluppo persa per la società intera, un’ingiustizia sociale e morale perché si trasforma nell’impossibilità di accesso all’informazione, alla cultura, al pensiero divergente, ai sogni, alla libertà (Simona Maiozzi)

Deborah S. Zuccotti

Torna “La Città in Tasca” 1 -10 Settembre 2017

“La Città in Tasca” cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma – giunta alla XXIII edizione – nasce negli anni ‘80 con l’Arciragazzi Comitato di Roma Onlus per promuovere spazi urbani sempre più a misura di bambino. Obiettivo dell’Evento è quello di condurre bambini e ragazzi a sperimentare linguaggi nuovi, scoprire realtà culturali e sociali diverse, conoscere ed apprezzare le arti, ampliare i propri orizzonti, sensibilizzandoli, fin dalla prima età, al mondo delle arti per una crescita formativa ed educativa.

Un appuntamento che è diventato cosi, nel corso delle sue tante edizioni, un leitmotiv dei pomeriggi d’estate dei bambini di Roma che fa parte del grande contenitore dell’Estate Romana per il triennio 2017/2019. Un viaggio alla scoperta delle arti, con interessanti laboratori che conducono i bambini alla scoperta della scrittura, del riciclo, della manualità, della danza, della musica, del cinema e del fumetto.

info: www.lacittaintasca.it

o su Facebook /laCittàinTasca/

Che spavento per Abby!

Ed eccoci ancora qui amici, per parlare di una nuova storia da scoprire insieme.
Il testo che voglio portare alla vostra attenzione quest’oggi è un po’ particolare. Rispetto ad altri che vi ho consigliato non è avventuroso o carico di mistero; non ci sono mostri, draghi, fate, né altre creature tipiche dei romanzi fantasy che piacciono tanto a bambini e ragazzi; la storia non è particolarmente fantasiosa ed originale e la narrazione non è né di grande impatto né molto ironica, ma davvero gradevole, semplice e scorrevole.
Allora perché ve lo propongo? vi starete chiedendo.
Beh, perché sebbene alla storia manchino tutte queste qualità solitamente molto accattivanti, che io per prima amo leggere in un racconto, non ho potuto, mio malgrado, evitare di commuovermi un po’… a quasi trentun’anni…
E’ infatti l’argomento trattato a rendere il libro interessante, tanto da spingermi a consigliarvi di farlo leggere ai vostri bambini: l’amicizia vera, affettuosa ed incondizionata che può nascere solo dal rapporto con i nostri amici a quattro zampe.
I protagonisti del racconto sono Fiona e, per l’appunto, il suo cane da pastore Abby. Sono amici inseparabili che abitano in una piccola isola dell’Irlanda. A volte se ne stanno distesi sul prato per ore, a guardare le nuvole che si rincorrono nel cielo; oppure siedono sulla spiaggia, per salutare le barche dei pescatori. Ma un giorno succede qualcosa di terribile: accidentalmente Abby mangia della carne avvelenata da uno dei vicini di Fiona, per impedire a qualche animale di mangiare le sue galline, e viene portata a casa in fin di vita. La piccola, seppur spaventata, gli resta accanto tutta la notte, vegliandola con amore e pregando che il suo amico si salvi.
Naturalmente vi risparmio i commenti uscitimi di bocca quando ho letto la parte della carne avvelenata, non ci farei una bellissima figura. Ma se c’è una cosa che davvero non posso tollerare è la sofferenza di una bestiola innocente. Ed è esattamente il motivo per cui credo valga la pena di far leggere ai bambini questa storia.
E’ fondamentale, secondo me, che i bambini siano accompagnati da un fedele amico a quattro zampe nella loro crescita, perché li aiuta ad essere responsabili, generosi e ad essere rispettosi nei confronti di tutti gli esseri viventi. Quindi più propensi ad esserlo anche con le altre persone.  Ma soprattutto perché nessuno meglio di loro può insegnargli il vero significato dell’amare qualcuno incondizionatamente.
Ovviamente non tutti possono permettersi di tenere degli animali in casa, per svariati motivi che non starò a sindacare. Perciò penso che spronarli a leggere simili racconti, in grado di sensibilizzarli, rappresenti una valida alternativa, che sia un primo piccolo passo nel crescere dei piccoli esseri umani capaci di mostrare un po’ di sana umanità.

Autore: Wolfram Hanel; Illustrazioni: Alan Marks; Editore: Nord-Sud edizioni; Prima edizione: 1997; Pagine: 60; Prezzo: 2,50

Silvia Sacchetti

Everlost – Recensione

Ben trovati amici, quest’oggi ho scelto per voi un racconto che mi ha veramente conquistata.
Ebbene sì, nonostante sia destinato ai ragazzi, infatti, questo romanzo ha la capacità di catturare anche le menti più difficili… o almeno così è stato per me.
Partendo dalla trama, originale, vivace e soprattutto insolita, se consideriamo il pubblico a cui è rivolto: Allie e Nick sono due quattordicenni che non si conoscono, ma si ritrovano a vivere insieme un’avventura straordinaria in seguito ad un incidente in cui entrambi perdono la vita. Approdano così in una specie di limbo chiamato Everlost, incastrati tra la vita e la morte. È un luogo pericoloso e sconosciuto, in cui ci sono solo ragazzi cristallizzati nel momento in cui sono morti. Gli ultraluce (così vengono chiamati gli abitanti di Everlost) inizialmente spaventati, pian piano iniziano ad abituarsi a quel luogo straordinario, finendo con il perdere i propri ricordi e la coscienza di sé, semplicemente rassegnandosi a quella nuova eterna esistenza. Tutti tranne Allie e Nick.
Seguendo con gli argomenti assai delicati che vengono trattati: la morte in primis. Questa viene trattata in maniera molto naturale (l’incidente d’auto è descritto nelle sue fasi, anche se in maniera poco cruenta), come fosse un argomento di discussione quotidiana; ma in un romanzo per ragazzi difficilmente viene affrontato, ed io credo invece sia importante iniziare sin da giovani a fare i conti con la realtà meno rosea. Oppure la moderna rivisitazione dell’inferno (ultraluce che sprofondano al centro della terra) e del purgatorio (anime bloccate in un determinato stato per l’eternità, né qui né lì) danteschi, trasformati in un mondo vero e proprio.
Fino ad arrivare al capovolgimento delle “normali” leggi fisiche: parlando di ultraluce, ovvero fantasmi, l’autore riesce a rendere divertenti anche situazioni che altrimenti risulterebbero angoscianti, perché può giocarci su. Tra tutte mi viene in mente il “pendolamento”, per cui i prigionieri venivano appesi a delle funi, legate alle caviglie quindi a testa in giù, e poi venivano fatti oscillare (o pendolare), gli uni addosso agli altri, così, solo per il divertimento di chi guardava. Immaginatevi la scena: una stanza oscura con un centinaio di bambini appesi a testa in giù… davvero agghiacciante… eppure io sono scoppiata a ridere. Non ho un perverso gusto per il macabro, lo giuro! Era semplicemente troppo divertente!
Insomma, c’è poco altro da dire, un libro che vale davvero la pena di leggere.

Autore: Neal Shusterman; Editore: Piemme Freeway; Anno: 2009; Pagine: 330; Prezzo: 17€; Età consigliata: 13+

Silvia Sacchetti

Cronache del Mondo Emerso

Ed eccoci ancora qui, per scoprire insieme una nuova lettura molto interessante.
Quest’oggi porto alla vostra attenzione un’altra trilogia, senza dubbio originale e accattivante, ma soprattutto made in Italy! Ebbene sì, Cronache del mondo emerso è un racconto di Licia Troisi, una delle scrittrici italiane di maggior successo, e il fantasy italiano più venduto nel mondo.
Una bella vetrina per la letteratura nostrana, ed era pure ora, aggiungerei!
Probabilmente questa storia mi ha conquistato perché ho notato una sorta di parallelismo tra l’avventura di Nihal della terra del vento, che lotta duramente per venire accettata in un mondo, quello dei cavalieri di drago, prettamente maschile, e la situazione del fantasy italiano, che arranca un po’ dietro ai successoni degli altri autori, inglesi e americani in primis. In ogni caso Nihal è un personaggio forte e determinato, ma al contempo fragile e pieno di dubbi, e questo ha permesso all’autrice di andare a toccare argomenti spinosi, poiché molto delicati, quali l’emarginazione, la diffidenza nei confronti di chi è diverso, la lotta ai preconcetti e ai ruoli prestabiliti, ecc.
Raccontato così sembra di una noia mortale… ma questi sono solo gli aspetti più profondi nascosti dietro ad una trama avvincente e ad un linguaggio divertente e scorrevole. Quegli aspetti, se vogliamo, che riesce a cogliere la mente di un adulto, ma che lascia ugualmente il segno nei ragazzi più giovani.
Concetti profondi, dunque, catapultati in un mondo immaginario, sconvolto da una guerra perenne e dalle barbarie ad essa connesse, e camuffati da figure fantastiche (mezzelfi, maghi, gnomi, draghi, ecc.), che lottano contro un tiranno affinché il popolo del Mondo Emerso possa finalmente respirare aria di libertà.
Un argomento su cui, oggi come oggi, credo sia meglio riflettere.

Autore: Licia Troisi; Editore: Mondadori; Anno: 2006; Volumi: Nihal della terra del vento – La missione di Sennar – Il talismano del potere; Pagine: 1273; Prezzo: 20 €;

Silvia Sacchetti

LE CRONACHE DI NARNIA

Oggigiorno il genere Fantasy è talmente diffuso ( specialmente nella letteratura destinata ai ragazzi) e riscuote un successo così grande che viene automatico identificarlo come una categoria di “nuova generazione”, diciamo, la cui nascita risale a poche decine di anni fa.
Ebbene, non potremmo essere più in errore di così.
Molti di noi avranno sicuramente sentito parlare de “Le Cronache di Narnia”, una raccolta composta da sette volumi (Il nipote del mago, Il leone, la strega e l’armadio, Il cavallo e il ragazzo, Il principe Caspian, Il viaggio del veliero, La sedia d’argento, L’ultima battaglia) pubblicata nel 2005 e nota grazie anche ai recenti film tratti dagli omonimi libri “Il leone, la strega e l’armadio”, “Il principe Caspian” e “Il viaggio del veliero”. Ma forse pochi sanno che questi racconti, inizialmente pubblicati singolarmente, risalgono ben al 1950, anno in cui fu stampata la prima edizione di “Il leone, la strega e l’armadio”.
Vi sono altri titoli che potrei citare, ovviamente, risalenti a periodi ancora più lontani nel tempo (basti pensare a “Il meraviglioso mago di ‘Oz, o a “Le avventure di Peter Pan”), ma la mia scelta è ricaduta sulla raccolta di C.S. Lewis perché credo abbia ridefinito la natura di questo genere, donandogli spessore, bellezza e completezza, unendo ed enfatizzando gran parte degli aspetti caratterizzanti le opere precedenti, discostandosi dal genere “favola”, destinato più che altro ai bambini, ed elevandolo ad una narrativa adatta anche ai più grandi. Sarebbe più corretto parlare di letteratura fantasy contemporanea, infatti.
Solitamente non mi perderei in chiacchiere di questo tipo, lasciando ampio spazio alla trama e alle peculiarità della raccolta; ma in questo caso credo sia fondamentale sottolineare tale aspetto: rincuora il mio animo un po’ nostalgico, lasciandomi credere che nella vita odierna, così come nell’odierna letteratura, ci sia ancora spazio per quei sani valori di una volta.
In più estrapolare la trama di una raccolta di sette volumi che messi insieme contano ben millecentocinquantatré pagine sminuirebbe in maniera eccessiva il fascino dei singoli racconti.
Perciò mi limito a stuzzicare la vostra curiosità, dicendovi che la storia narra di quattro fratelli (Peter, Susan, Edmund e Lucy) e di un magico armadio che aprirà loro le porte di Narnia, un mondo sconosciuto e straordinario, dove saranno protagonisti di innumerevoli, fantastiche avventure.
E chissà se, giocando a nascondino con i nostri bambini, ci ritroveremo anche noi catapultati nel magico mondo dell’immaginazione.

Autore: C.S. Lewis; Editore: Mondadori; Data pubblicazione: 2005; Pagine: 1154; Costo: 20.00 €

Silvia Sacchetti

ARTEMIS FOWL

Credo venga spontaneo immaginare i protagonisti delle storie per ragazzi sempre dalla parte del bene. I motivi sono svariati: insegnare loro i giusti valori, invogliarli ad agire sempre per il meglio, ecc.
Invece manco per niente!
Ero lì, bella tranquilla, a crogiolarmi nelle mie certezze, quando mi capita sotto mano un libro intitolato “Artemis Fowl“.
“Ecco un’altra fantomatica copia di Harry Potter”, ho pensato. Ma mi è bastato leggere poche righe per capire che Aremis con Harry non ci azzecca assolutamente un tubo.
Innanzitutto è un tipo talmente fuori dal comune che da quasi sui nervi. Un ragazzino di dodici anni più intelligente della gran parte degli adulti e a dir poco egocentrico, prepotente, arrogante e scaltro? E’ talmente odioso da portare il lettore a “tifare” per gli abitanti del “Popolo” – come li chiama lui – ovvero creature fantastiche quali fate, gnomi, elfi, ecc., rifugiatesi nel sottosuolo per evitare il contatto con gli esseri umani e difendere così i segreti della loro magia. Anche se bisogna ammettere che, ogni tanto, qualche crisi moralistica è suscitata dal senso di colpa.
Comunque, inizialmente, osservando la storia dal punto di vista di Fowl, vi è una distorsione del classico ruolo “positivo” di tali figure; eppure, man mano che si va avanti con la lettura, il caratteraccio di Artemis esce fuori rivelando la sua vera natura, la narrazione ci mostra il punto di vista del “Popolo” ed inevitabilmente il lettore inizia a parteggiare per quest’ultimo.
Nonostante l’avversione suscitatami da quest’ombroso personaggio, costruito davvero a puntino, ho trovato la trama divertente e scintillante, un miscuglio di generi (thriller, fiaba, poliziesco, fantascienza, ecc) davvero accattivante; ma soprattutto mi è piaciuto il modo in cuoi ci viene raccontata: il narratore è ironico e molto soggettivo, al punto che sembra quasi scritta in prima persona. Anzi, per l’esattezza si ha proprio l’impressione di ritrovarsi su un soffice tappeto, davanti ad un bel fuocherello acceso nel caminetto, tutti vicini vicini, mentre papà castoro ci racconta una bella storia. Perché l’autore parla di Artemis come fosse una persona realmente esistente! Al punto di portare chi lo ascolta… ehm… chi legge, a crederlo davvero.
Beh… affiatamento col protagonista o meno, penso valga decisamente la pena di leggere le avventure di questo insolito personaggio, irritante e discutibile, ma senza ombra di dubbio fuori dal comune.

Autore: Eoin Colfer

Editore: Mondadori

Anno: 2001  

 

Silvia Sacchetti

 

Harry Potter e la Pietra Filosofale

Ormai tutti, credo, conosciamo il nome legato al giovane mago più famoso di tutti i tempi.
Sembra quasi una profezia avveratasi, quella della Rowling, quando alla professoressa McGranitt (uno dei personaggi cardine in questi anni di avventure insieme a Harry Potter) fa pronunciare la fatidica frase: “Nel nostro mondo non ci sarà bambino che non conoscerà il suo nome”. E magari era proprio ciò che si augurava la scrittrice britannica.
Ma chi non lo avrebbe sperato al posto suo?
Comunque, sebbene due righe sulla trama siano d’obbligo, per meglio comprendere questo amato personaggio, non ho intenzione di indugiare oltre su aneddoti un tantino ovvi… (nasce come romanzo per ragazzi ma ha catturato l’attenzione e l’affetto di lettori decisamente più che cresciuti, riscuote ancora un grandissimo successo, ecc.).
Arrivando al dunque. Harry Potter è un ragazzino di undici anni come tanti altri… ma un po’ sfigato, diciamolo. Non me ne vogliano i suoi fan (me compresa), ma tra l’essere orfano, vivere con degli zii che fanno finta che non esista e con un cugino grosso come un elefante il cui hobby preferito è perseguitarlo e pestarlo, ed essere costretto a vestirsi come lo straccio per lavare il pavimento… non so voi, ma per me questa è proprio iella.
Magari fossimo tutti iellati come lui, però, che d’improvviso, “et voilà”, si ritrova a vivere in un immenso castello, a studiare materie che chiunque avrebbe preferito alle nostre (vogliamo parlare della matematica? O della Geografia? O lettere? Ce n’è per tutti i gusti…), con dei poteri magici e famoso per aver sconfitto il più grande mago oscuro di tutti i tempi.
Certo la sua vita non è tutta rosa e fiori. Grazie soprattutto all’astioso professor Piton, alla sua incredibile capacità di cacciarsi nei guai e alla paura che Voldemort torni per ucciderlo. Ma penso che ognuno di noi farebbe volentieri cambio, no?
Comunque, tralasciando i desideri irrealizzabili di un’invidiosa eterna sognatrice, cos’è che mi è piaciuto a tal punto di questo libro, da spingermi a leggerlo ben quattro volte?
Mi fa ridere.
Potrei perdermi a motivare la mia scelta asserendo che è scritto bene, la storia è avvincente, si è catapultati in un mondo fantastico davvero ben ideato, bla bla bla. Tutte cose che sappiamo già. Ciò che veramente mi ha conquistato è stato lo spirito frizzante e originale della sua ironia.
E se un libro per ragazzi è in grado di far ridere di cuore e sognare una piccola donna un po’ cresciuta (e come me tanti altri), vale davvero la pena di leggerlo, secondo me.

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Autore: J.K. Rowling

Editore: Salani Editore

Anno: 1998

 

Silvia Sacchetti

La Bambina della Sesta Luna

Stimolare la fantasia dei più giovani credo sia fondamentale, specialmente in un’epoca come la nostra. L’immaginazione rappresenta forse la risorsa più grande che ogni individuo possiede e come tale deve essere stimolata e salvaguardata.
E a quanto sembra non è solo un mio modesto parere, visto che una nota scrittrice di libri per ragazzi, Moony Witcher, ha inventato la sua storia basandola proprio sull’importanza di esortare i bambini a pensare, creare e ideare, mossi da quella sana curiosità che tanto li caratterizza.
Il suo racconto, infatti, narra le avventure di una giovane ragazzina, Nina, che vive a Madrid con le zie poiché i genitori sono lontani per lavoro. La magia fa da sempre parte della sua vita, grazie alla stravagante voglia a forma di stella che la bimba ha sulla mano sin dalla nascita, identica a quella del suo amatissimo nonno Misha, l’alchimista. Egli rappresenta perciò non solo la figura affettiva più vicina a Nina, ma anche la sua guida.
Un avvenimento improvviso, però, la catapulterà in un’avventurosa ricerca della verità, sospesa tra magia e alchimia, fino alla scoperta di un fantastico mondo chiamato Xorax.
La trama scorre velocemente, tra una scoperta e l’altra; non si fa in tempo a svelare un mistero che subito ne esce fuori un altro. Formula che si rivela vincente ed avvincente. L’autrice riesce a catturare l’interesse del lettore grazie ad un sapiente mix di avventura, magia e mistero, tutti temi che da sempre fanno sognare i bambini e che rendono questo viaggio nello spazio-tempo ancora più entusiasmante.
Non mi resta quindi che augurarvi una buona lettura!

Silvia Sacchetti

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