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La Città in Tasca 2015 – 4/13 Settembre

Nella XXI edizione de LA CITTA’ IN TASCA le arti saranno più che mai protagoniste. Dal 4 al 13 Settembre, tutti i giorni dalle 17,00 alle 23,00 torna ancora una volta con l’Estate Romana – al Parco degli Scipioni in via di Porta Latina, 10 – LA CITTA’ IN TASCA, cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma, organizzata dall’Arciragazzi Comitato di Roma e oggi alla Sua XXI edizione.

Clicca e scarica la Brochure 2015

Nell’ambito della sezione “I Cantieri dell’Arte”, con il progetto “Arte contemporanea nella Roma Antica”, quattro artisti, giovani ma già affermati – Maria Antonietta Bagliato, Adriana Ferrante, Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno – realizzeranno, insieme ai bambini, quattro installazioni che resteranno nel parco degli Scipioni come testimonianza artistica contemporanea.

E per valorizzare questi preziosi tesori del passato, La Città in Tasca proporrà visite guidate gratuite, a cura del Gruppo Archeologico Romano, e un concerto di archi sul magnifico piazzale antistante le Tombe.

Nel laboratorio delle Artingioco, questa volta i bambini potranno giocare con l’arte di Matisse e poi costruire animali giganti nello spazio “Cartoni animali”.

Spettacoli pomeridiani o serali offriranno un interessante panorama dell’attuale produzione teatrale italiana e straniera per ragazzi: teatro di figura e di attore, clownerie, teatro musicale, danza, e “Chica e Miko – Commedia Musicale ecosostenibile per cicale e formiche”, una coproduzione di Arciragazzi Comitato di Roma – Carpet e Pescatori di Poesia, spettacolo interattivo di teatro d’attore, maschere e oggetti animati.

Inoltre, la rassegna cinematografica “Cinema! Cinema! Favole e storie per sognare”, da godere la sera sotto le stelle. Ma anche le nuove tecnologie saranno protagoniste a La Città in Tasca: nel “Villaggio digitale”, si potrà costruire un modello di Città a misura di bambini. La città prenderà vita e i bambini, oltre a creare alcuni elementi (pista ciclabile, parco giochi, ludoteca, ecc.), potranno interagire con tutti i componenti del plastico: controllo del tram, suoni, scambi, itinerari, parcheggio, lampioni, luci nelle case, ecc. per comprendere meglio, giocando, come funziona l’elettricità, cosa sono e come funzionano i robot e altro ancora.

Come sempre, nella Biblioteca de La Città in Tasca si potranno prendere in prestito libri e incontrare autori: quest’anno saranno presentati ai bambini bellissimi libri d’arte, di musica e di scienza, in collaborazione con la Libreria Ponte Ponente e alcuni interventi estemporanei di letture animate dell’ApeLettura delle Biblioteche di Roma e dell’ApePiaggio Bibliolibrò, una nuovissima e scintillante bibliolibreria ambulante. Davanti allo spazio biblioteca inoltre i bambini troveranno degli alberi di legno coloratissimi su cui appendere le loro poesie, quelle che inventeranno a La Città in Tasca.

Anche quest’anno la manifestazione accoglierà infine un “cantiere” un po’ particolare – IL CANTIERE DELLE RE BOAT – dove verranno costruite con materiali di recupero e riciclo le colorate e fantasiose recycled boat che parteciperanno alla VI edizione della RE BOAT RACE, la regata di imbarcazioni “riciclate” più pazza e colorata dell’estate, promossa e realizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Sunrise 1 con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare – Agenzia Nazionale Giovani – ENEA – Coni Comitato Regionale Lazio – Presidenza della Regione Lazio – Municipio Roma IX (ex XII EUR) – EUR SpA. La RE BOAT RACE è aperta a tutti: bambini, ragazzi, adulti, gruppi di famiglie e gruppi di amici se vorranno potranno costruire i loro natanti colorati che prenderanno poi il largo in questa nuova regata originale, divertente ed eco-friendly che si svolgerà al Parco Centrale del lago dell’EUR il 12 e 13 Settembre.

Completamente rinnovati infine si presenteranno lo Spazio giochi a pagamento e lo Spazio Piccolissimi: tanti giochi nuovi ed entusiasmanti per grandi e piccini. Domenica 13 Settembre la manifestazione si concluderà con il Gruppo SciaraBballo, diretto da Antonella Potenziani e Giovanni Tribuzio, che si esibirà in uno spettacolo di danze popolari con musica dal vivo, coinvolgendo bambini e adulti e proponendo pizziche, tammurriate, saltarelli, ballarelle, tarantelle e quadriglie della tradizione delle regioni del Centro Sud d’Italia.

L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

www.lacittaintasca.it

Un salto alla Casa dei Ragazzi e delle Ragazze

Una nuova missione per la Teenpress questo mese: raccontare cos’è la “Casa dei ragazzi e delle ragazze” del Municipio V..

Cosa c’é dentro questa piccola Casa multicolor?

Siamo andati a scoprirlo con i nostri occhi e abbiamo conosciuto una realtà giovane e attiva, che si trova all’interno dell’impianto sportivo “Fulvio Bernardini” della UISP.

Siamo stati accolti da musica, danza e sorrisi.

Buona visione..

Sento Violetta e una domanda sorge spontanea: perché?

La prima volta che ho sentito nominare Violetta ero a casa con Chiara. Facendo del sano zapping pomeridiano ci è capitato di vedere la pubblicità di non mi ricordo quali gadget, ad un ritmo davvero impressionante, specialmente trattandosi di reclam ad indirizzo infantile.
La mia reazione immediata è stata: “Ma chi diavolo è Violetta?”.
Chiara è scoppiata a ridere e mi ha illuminata con il tono di superiorità con cui solo i bambini riescono a ridicolizzare gli adulti…
Da quel nefasto giorno non ho fatto altro che sentir parlare di Violetta di qua, Violetta di là, Violetta di su, Violetta di giù. Non che a Chiara piaccia – in realtà non la sopporta – ma alcune sue amiche invece la adorano, al punto di passare l’intera ricreazione (e stiamo parlando di bambini delle elementari, quindi di ricreazione ne fanno un bel po’) a parlare di Violetta, a giocare a Violetta, a cantare le canzoni di Violetta, a scambiarsi i gadget di Violetta. E io devo condividere la sua frustrazione causatale dagli accoliti di Violetta. image
Sta diventando snervante leggere tutti questi Violetta, VIOLETTA, VIOLETTA? Benvenuti nel club!
Anche se preferirei farne a meno, perché mi è davvero venuta l’orticaria a forza di sentirla nominare, non posso non considerare il fenomeno che questa serie televisiva per ragazzi, trasmessa da Disney Channel, è diventata da un paio d’anni a questa parte, spopolando in molti paesi, soprattutto sudamericani ed europei.
Perciò ho iniziato ad informarmi un po’.
Normalmente eviterei di dilungarmi con dati che potete benissimo trovare su Wikipedia, ma qui stiamo parlando di qualcosa che va al di fuori dell’ordinario e per capire a pieno la situazione non posso fare a meno di tediarvi con tali particolari.
violetta-la-storia-di-un-successoE poi che solo io? Mi pare d’obbligo condividere.
La telenovela ha raggiunto ascolti record, vi hanno tratto uno spettacolo cinematografico (Violetta – L’evento) che cinque giorni prima della proiezione nelle sale aveva già raggiunto il tutto esaurito (ha incassato in soli due giorni 1.8 milioni di euro, sbaragliando il botteghino di quel weekend), inciso tre album discografici (con quattro dischi di platino in Argentina), ottenuto una candidatura ai Kids choise awards (sempre in Argentina), vinto un premio al Martin Fierro e addirittura realizzato uno spettacolo teatrale (Violetta – Il concerto) che ha fatto il tour in America Latina e in Europa! Qui in Italia il biglietto, “udite udite”, costava 70 euro!! Senza considerare la varietà esorbitante di gadget, le varie trovate promozionali quali concorsi per scrivere canzoni che verranno inserite nelle puntate della serie, per poter partecipare alle riprese di alcuni episodi, per poter passare un giorno con Violetta, ecc.disney-violetta-diario-il-mio-diario
Sbalordita di fronte ad un tale successo sono giunta ad una conclusione: non è normale, qui bisogna indagare.Da cosa posso cominciare?”, mi sono chiesta, “Beh, per capire il vero senso di qualcosa bisogna partire dall’origine”, mi sono risposta. Così mi sono procurata alcuni episodi della serie per dargli uno sguardo e farmi un’idea mia, prima di iniziare a chiedere in giro, ai diretti interessati, cosa ne pensassero e perché questo telefilm li appassiona così tanto. Non mancherò nel tenervi informati, statene certi… voi intanto auguratemi buona visione!!

Silvia Sacchetti

Solo Yusuf Cat Stevens illumina la prima serata del festival di Sanremo

Ieri è iniziato Sanremo, quindi come non parlare della prima serata del festival della musica italiana?
Per quei pochi che non avessero visto la puntata, si calcola che più di 10,9 milioni di persone (media in calo rispetto al 2013) abbiano visto la prima serata del festival, si è partiti con il botto. Sipario che non si alza e protesta di due operai che minacciano di lanciarsi nella platea del teatro Ariston. Fazio come Baudo? Non proprio, il presentatore genovese mantiene il suo aplomb, convincendo i due “disperati”, che dichiarano di non ricevere lo stipendio da ben 16 mesi, a rientrare e finalmente si può dare inizio alla gara canora.
Prima però c’è da fare un doveroso tributo a Fabrizio De Andrè, ieri il cantautore genovese avrebbe compiuto 74 anni, Fazio affida questo arduo compito al maestro Pagani e a Luciano Ligabue. Per quanto riguarda Pagani nulla da dire, ma sul secondo meglio lasciar stare, personalmente non mi è piaciuta la sua esibizione, seppur difficile (ha cantato “creuza de ma”), ma sono gusti.
Comincia l’esibizione canora, le regole sono le stesse dell’anno scorso, i cantanti si esibiranno con due canzoni e poi una giuria di giornalisti e il televoto da casa deciderà quale canzone continuerà il percorso al festival.
I primi venticinque-trenta minuti sono una noia mortale: si esibiscono in ordine di apparizione Arisa, Frankie hi-nrg  e Antonella Ruggero. Le canzoni non sono molto entusiasmanti anzi conciliano il sonno del sottoscritto.
Personalmente mi sono piaciute molto le canzoni di Raphal Gualazzi e Bloody Beetroots, i quali hanno portato una ventata di aria fresca nella noia iniziale del festival oltre alle canzoni di Cristiano De Andrè (penso che alla fine vincerà lui con la sua “il cielo è vuoto” ma è solo il mio pronostico, bisogna attendere le esibizione dei restanti sette “big” per avere un quadro completo del tutto).
La serata si avvia verso la fine con “I Pertubazione” gruppo, secondo i miei gusti, carino ma col cantato simil Neffa, che dà quel senso di già sentito che ti annoia un po’.
C’è tempo per addormentarsi di nuovo quando salgono sul palco prima Letitia Casta e poi Raffaella Carrà, ma mi risveglio subito quando Fazio annuncia Yusuf Cat Stevens: la sua presenza sul palco è quasi ipnotica, ti tiene incollato al “tubo catodico”; è la prima volta che lo vedo in tv, ricordo che Yusuf (questo è il nome che ha preso dopo essersi convertito all’Islam) si ritira dalle scene nel lontano 1978 per ritornare solo nel 2006. Concede al pubblico italiano solo tre pezzi, tra i più belli del suo immenso repertorio.
In termini di share, la presenza di Cat Stevens sul palco dell’Ariston alle ore 23,58 ha fatto registrare il 55,36% di share, il picco più alto della serata insieme alla lettera a Sanremo letta in apertura della puntata dalla Litizzetto.
Poi Fazio fa l’errore, per il sottoscritto, di annunciare Giusy Ferreri e decido di addormentarmi  con le note di Peace Train pezzo storico di Stevens  ancora nella mente.
Canzoni che hanno superato la prima serata:

Controvento: Arisa

Pedala: Frankie hi-nrg

Da Lontano: Antonella Ruggero

Liberi o no: Raphal Gualazzi e Bloody Beetroots

Il cielo è vuoto: Cristiano De Andrè

L’unica: Perturbazione

Ti porto a cena con me: Giusy Ferreri

 

Roberto Catapano

“Alla fine di tutto è lo stesso amore… è ora che ci svegliamo”

E’ il nuovo singolo estratto da “The Heist”, l’album d’esordio del duo rap di Seattle Macklemore & Ryan Lewis uscito nell’ottobre del 2012, a diventare nel giro di pochi mesi uno dei dischi più chiacchierati – e ovviamente venduti – a livello mondiale.
Il nuovo brano si intitola “Same love” ed è uscito in concomitanza con l’importante sentenza della Corte Supreme americana che ha stabilito l’uguaglianza di diritti tra coppie eterosessuali e omosessuali in quegli Stati in cui è previsto il matrimonio gay.
Il testo di “Same love”, infatti, parla proprio di uguaglianza difronte all’amore tra le persone, di qualunque sesso esse siano. Non casuale da questo punto di vista è il featuring di Mary Lambert, cantante omossessuale che si è detta onorata di contribuire con questo pezzo ad alimentare il dibattito intorno ai diritti dei gay. E’ una canzone profonda, e lo stesso Macklemore in rispetto del tema usa una rappata pacata, calma, quasi solenne così come il beat con poche note di piano fanno da sottofondo a questo difficile tema.
È la prima volta che il maschilista mondo dell’hip hop affronta una tematica LGBT con tanta sensibilità: Macklemore si scaglia contro lo stesso mondo a cui appartiene, in cui la parola gay è usata continuamente come un insulto, e l’assenza di qualsiasi diritto per la comunità omosessuale. L’invito del rapper è quello di marciare tutti insieme per il progresso civile e non essere più vittime di pregiudizi che nascono dal parafrasare “un libro di 3500 anni fa”.
Il “pezzo di carta” che legalizzi il matrimonio non è visto come lo strumento definitivo di cancellazione di tutti i problemi e le questioni irrisolte, ma è, comunque, un ottimo primo passo.
Same Love ha raggiunto la vetta nelle charts austrialiane e neozelandesi, la posizione 11 nella Billboard Chart e sta scalando anche le classifiche del resto d’Europa, ponendo sotto gli occhi di tutti una problematica molte volte taciuta.

Nel video il tutto si concentra su uno dei due protagonisti, di cui seguiamo alcuni momenti della vita, dall’infanzia e l’adolescenza, con i problemi legati all’accettazione di sé, alla maturità, con le scene delle nozze con il suo compagno, fino alla vecchiaia e alla morte, sempre vissuta uno a fianco dell’altro.

Traduzione testo canzone “Same love” di Macklemore & Ryan Lewis:

 

Quando ero in terza elementare
pensavo di essere gay
perché potevo disegnare, mio zio lo era
e tenevo la mia stanza in ordine
lo dissi a mia madre, le lacrime mi scorrevano sul viso
lei rispose Ben, ti son piaciute le ragazze da prima dell’asilo”
mi gasai
penso lei avesse centrato il punto, no?
un sacco di stereotipi nella testa
mi ricordo che facevo i conti tipo
ok, sono bravo nello sport
un’idea preconcetto di quello che significava
per quelli che pensano che lo stesso sesso bbia le caratteristiche
i conservatori di destra pensano sia una decisione
e puoi essere curato con trattamenti e religione
fatto uomo, elettrizzato da una predisposizione
giocare a fare Dio
oh no, di nuovo
america la coraggiosa
ha ancora paura di ciò che non conosciamo
e “dio ama tutti i suoi figli” è spesso dimenticato
ma parafrasiamo un libro scritto
3500 anni fa
non so

[Hook: Mary Lambert]
E non posso cambiare
nemmeno se ci provassi
anche se volessi
e non posso cambiare
nemmeno se ci provassi
nemmeno se volessi
il mio amore, il mio amore, il mio amore
lei mi tiene caldo

[Verse 2: Macklemore]
Se fossi gay
crederei che l’hip-hop mi odierebbe
Hai letto i commenti su Youtube
“oh, è da gay”
guarda il quotidiano
siamo così offuscati da quello che diciamo
la nostra cultura fondata dall’oppressione
non li accettiamo ancora
ci chiamiamo froci
dietro le chiavi di una bacheca di messaggi
una parola radicata nell’odio
e il nostro genere la ignora ancora
gay è sinonimo di inferiore
è lo stesso odio che ha causato le guerre di religione
il genere come il colore della pelle
il colorito del tuo pigmento
le stesse lotte che hanno portato le marce e i sit-in
i diritti umani per tutti
non c’è differenza
vivi, e sii te stesso
quando ero in chiesa
mi insegnarono qualcos’altro
se preghi odio al servizio
quelle parole non saranno consacrate
e quell’acqua santa
in cui ti immergi
diventa avvelenata
quando chiunque altro
è più tranquillo
a restare senza voce
invece di lottare per gli umani
che potrebbero vedersi sottratti i diritti
non sarebbe lo stesso
ma non importa
non c’è libertà finché non siamo tutti uguali
cavolo io lo sostengo

[Trombone]
Non lo so

[Verse 3: Macklemore]
Spingiamo play
non pausa
progresso, marciamo!
con un velo sugli occhi
torniamo indietro alla causa
fino al giorno
in cui i miei zii saranno uniti per legge
i bambini camminano nei corridoio
infettati dal dolore nel cuore
un mondo così odioso
qualcuno preferirebbe morire
piuttosto che essere se stesso
e un certificato sulla carta
non risolverà tutto
ma è un buon inizio da cui partire
nessuna legge ci cambierà
dobbiamo farlo noi
qualunque dio in cui tu creda
nasciamo dallo stesso
tira via la paura
alla fine di tutto è lo stesso amore
è ora che ci svegliamo

[Outro: Mary Lambert]
L’amore è paziente, l’amore è gentile
l’amore è paziente (non piangere di domenica)
L’amore è gentile (non piangere di domenica)

 

29enne, Macklemore (il cui vero nome è Ben Haggerty) viene definito“Il nuovo rapper bianco dal look retro e con lo swag nelle sue canzoni”  ha la particolarità di essere aperto con i suoi fan. Ad esempio, non scappa quando si tratta di parlare del suo problema con l’alcol nei primi anni 2000. Alcol a parte non ha avuto un’infanzia difficile, i suoi genitori non sono divorziati, non è stato picchiato, è cresciuto in un quartiere hispter / gay di Seattle.
In breve, non ha nulla del profilo del rapper.
Il successo gli arriva nel 2013  e lo porta a fare una tournée internazionale nella quale la maggior parte delle date sono sold out. Macklemore si differenzia per l’ ironia nei suoi video, nessuna parola volgare (contate “fuck” nelle sue parole se avete un pò di tempo da perdere), nessun Rolex, nessuna Ferrari, nessuna modella con seno enorme. Un ragazzo normale insomma. E’ un artista impegnato che condivide le sue opinioni attraverso la sua musica. Come molti altri, naturalmente, ma nel suo caso indossa una tuta/pigiamino da Batman e un berretto da trapper Canadese. Contro corrente nelle sue canzoni supporta la classe media e denuncia la società dei consumi che spinge i giovani a spendere cifre astronomiche in vestiti per apparire “cool”. Supporta il matrimonio gay (suo zio è gay ed è anche sulla copertina del singolo “Same Love”).
Attacca le banche, le etichette, le case discografiche e altri investitori potenziali che beneficiano delle difficoltà finanziarie di giovani artisti per comprare i loro diritti di trasmissione per delle briciole, prima che le vendite esplodano (Macklemore non è ancora sotto alcuna etichetta discografica); si caratterizza per una semplice tendenza estetica retrò / vintage e completamente originale. Non è un ragazzo serio che vuole prenderci in giro. Riguardo lo stile la sua musica è davvero lontana dai codici del Rap, i giornalisti parlano piuttosto di musica contemporanea. Insomma una categoria dove mettiamo tutti gli UFO musicali.
Inoltre, non rivendica niente della scena rap statunitense, il suo obiettivo è molto più ampio. Il successo di Macklemore è un enigma. Come passare da un giro di università statunitensi ad un tour mondiale, il tutto senza il supporto di una grande azienda discografica? Una storia che farà sognare la maggior parte dei nostri artisti che sperano nella gloria.
Il processo è iniziato alcuni anni fa, nel 2008, per essere precisi, con la creazione di un vero e proprio rapporto con i suoi fan e soprattutto identificandosi pienamente nella sua città di Seattle, punto di partenza della storia. Piccole tournée , micro-scene, nessun albergo, nessuna spesa inutile. Poi una collaborazione con ADA (Alternative Distribution Alliance), una sussidiaria della Warner, una distribuzione su tutto il continente americano, trasmissioni in radio… et voilà, Internet e un videoclip divertente fanno il resto!

Giovanni Maiuri

Arrestato Justin Bieber l’idolo delle teenager

Ciao a tutti, le alte cariche del blog oggi mi hanno assegnato l’articolo su Justin Bieber e io come Garibaldi “obbedisco”.

La notizia è che il giovane “cantante” è stato arrestato (guida in stato di ebbrezza) per poi essere rilasciato su cauzione, a causa di una presunta dipendenza da steroidi che gli altera l’umore.

Questa è solo l’ultima delle bravate, se così si possono chiamare, del “cantante” classe 1994.

Passiamo infatti dall’essere ripreso mentre tira uova contro la casa del vicino a festini con due escort brasiliane. In Argentina durante un concerto ha calpestato la bandiera del Paese Sud Americano rischiando l’incidente diplomatico tra Canada e Argentina.

Quelle poche volte che sale sul palco, spesso capita che tra collassi e vomito, non riesce nemmeno a portare a termine il concerto.

Le purtroppo migliaia di ragazzine che lo seguono, pur di portare a casa un cimelio del cantate sono disposte perfino a farsi sputare in faccia, come è successo a Toronto.

Parlare di musica non ha davvero senso, anche perché lo ammetto non ho mai ascoltato un suo pezzo.

Ci sono tutte una serie di cose che mi stanno a cuore sia come ascoltatore di musica che come cittadino di questo Paese. Parlando di musica credo che negli ultimi 20-30 anni la qualità della musica si sia involuta parecchio. Mentre prima, con il cantautorato italiano di De Andrè, Finardi, Fossati, ma anche il rock italiano degli Area, CCCP solo per citare due gruppi, si sentiva forte il bisogno di cambiare qualcosa nella società (bisogna dire che gli anni settanta erano un po’ diversi dai nostri), questi artisti vedevano nella musica un mezzo efficace per fare ciò, a volte ci riuscivano, a volte no.

Tutto ciò, a mio giudizio, si è perso facendo spazio alla musica di puro intrattenimento.

Mi chiedo che ruolo posso avere la musica oggi

Credo che ci siano ancora molte cose belle ed  interessanti da ascoltare, italiane e non.

Noi ogni settimana nel nostro piccolo cerchiamo di raccontarne una.

Roberto

Pearl jam: Lightning Bolt

Ciao a tutti, riprendiamo la nostra rubrica musicale parlando dell’ultimo disco dei Pearl jam “Lightnig Bolt”.
Per quei pochi che nono li conoscessero, i Pearl jam sono un gruppo americano nato agli inizi degli anni novanta, a Seattle, e da allora sono ancora insieme; questa è forse la loro vera forza, come disse anche Dave Grohl, batterista dei Nirvana prima e cantate e fondatore dei Foo Fighters poi.
Ricordo ancora la prima volta in cui mi trovai di fronte la cosa chiamata Pearl jam. Ero un piccolo bambino di sette anni e mio fratello, più grande di me di undici anni, ascoltava la “Cassetta” (i cd ancora non esistevano), di “Vitalogy”, facendomi cantare, anzi urlare, daughter, una delle tracce del disco.
Chi vi scrive quindi ha avuto una sorta di imprinting nei confronti di questo gruppo, e il loro sound e la voce del cantante Eddie Vedder sono rimaste dentro di me come “l’inchiostro sotto pelle”, tanto per fare una citazione degli “Africa unite”, gruppo reggae torinese del quale sicuramente parleremo più avanti.
Sarebbe molto riduttivo e banale citare tutti gli album fatti dai Pearl jam dal 1993 ad oggi, quindi ci concentreremo sul loro ultimo lavoro.
Lightning Bolt: il disco non può essere sicuramente duro e sporco come i primi Ten o Vitalogy (giusto per citare due album del gruppo), e la cosa può essere comprensibile; calcolate che Eddie Vedder nel 2014 farà 50 anni, così come gli altri componenti del gruppo. Il disco quindi è lontano dal grunge iniziale della band, ma il suond e la voce di Eddie Vedder restano sempre gli stessi. Alcune ballate come “lightning bolt” o “yellow moon” sono veramente molto belle, secondo il sottoscritto.
Da ricordare che al 90% la band tornerà in Italia per un concerto a Milano a San Siro, il gruppo ama molto “il bel paese” (Eddie Vedder il cantante si è sposato a Roma) e i loro concerti qui sono stati sempre entusiasmanti e spettacolari; andatevi a vedere il concerto di Pistoia del 2006.
Sicuramente non piacerà a tutti questo album, ma ragazzi sono sempre i Pearl jam, gruppo nei confronti del quale bisogna solo togliersi il cappello.

Roberto.

 

 

 

 

 

 

 

Spring Awakening

Salve amici, oggi per la rubrica di cinema e spettacolo, che vi presenteremo in anticipo, vi parleremo del rock musical Spring Awakening. Questo musical si rifà all’opera di Frank Wedeking, “Risveglio di Primavera” del 1891.
Un grande cult rivoluzionario, vincitore di otto Tony Awards, tra cui miglior regia, miglior libretto, migliori musiche e miglior attore.
E’ ambientato nella Germania del diciannovesimo secolo, dove possiamo trovare come protagonisti degli adolescenti alle prese con la scoperta del proprio corpo e della sessualità; nel loro percorso saranno costretti a fare i conti con la moralità ed i tabù della società e con l’ipocrisia delle proprie famiglie.

imageL’opera originale è stata vietata in Germania a causa degli argomenti trattati e rappresentati, come suicidio, stupro, aborto e masturbazione.
Questa opera rivoluzionaria approda in teatro per la prima volta nel maggio 2006 all’Off Broadway, New York.
In Italia il suo primo esordio è stato ad ottobre 2013, al Teatro Goldoni di Livorno.
Io ho avuto fortuna di poter assistere alla prima a Roma al Teatro Brancaccio (il tour romano ha avuto inizio il 3/12/13 e terminerà l’8/12/13).

image (1)Ho trovato il musical veramente bello e piacevole, mi sono divertita ed emozionata. E’ un opera entusiasmante e le tematiche che tratta sono piene di significatività.
Vi consiglio vivamente di andarlo a vedere.
Potete nel frattempo curiosare il promo che vi abbiamo linkato qui sotto.
Buona visione, alla prossima

Anna

 

 

 
 

Cloud Control

Ciao a tutti!
Oggi inizia la rubrica musicale, la quale ogni settimana, cercherà di tenervi informati un po’ sul mondo “Musica”.
Partite dal presupposto che chi vi scrive, è prima di tutto un ascoltatore e un fan di musica, con dei gusti musicali un po’ “particolari”, quindi non aspettatevi articoli sui soliti cantanti noiosi e pop con i quali il sottoscritto non ha nulla a che fare.
Quindi, di cosa parlare oggi?
Purtroppo questa settimana non ho seguito nessun concerto live; la cosa mi rende molto triste, ma qualche tempo fa in un negozio di dischi (devo dire che ne sono rimasti veramente pochi) mi sono trovato tra le mani il disco di un gruppo australiano, i “Cloud Control”, e mi ricordai di averli sentiti dal vivo per caso, grazie all’invito di mia cognata, in un freddo lunedì di un  po’ di tempo fa.
Bene partiamo da qui. Avete presente le scatole cinesi? I Cloud Control sono proprio così, la loro musica è talmente contaminata che nei loro dischi è possibile trovare diversi generi musicali. Il live resta comunque piacevole e sembra quasi farti tornare indietro nel tempo agli anni liceali, o, a tratti, cattivo e strafottente come chi afferma di andare ad Amsterdam per il museo di van Gogh.
Sicuramente ascoltandoli si ha l’impressione di aver già sentito quei pezzi (le influenze sono palesi, Killers ed Editors su tutti), ma comunque ritorni a casa soddisfatto e contento di aver ascoltato circa un’ ora di buona musica.
Alla prossima, Roberto.

La musica tiene in forma: La Karaoke Rock Bike

Cosa ci fanno una bicicletta, un microfono ed un i-pad che manda un testo di una canzone da seguire con la musica di sottofondo?
Semplice, servono per la Karaoke Rock Bike.
Siamo andati a Radio Rock per intervistare l’organizzatore della Karaoke Rock Bike, Dejan Cetnikovic, e il suo collaboratore Andrea Febo.
La loro iniziativa nasce dal forte interesse per la musica rock e la bicicletta, ed è stata appoggiata da radio rock con grande entusiasmo; infatti sono arrivati, con la partecipazione della radio, alla quarta puntata.

IMG_7173Dejan ci racconta quanto sia bello vedere la gente incuriosita da questa “bicicletta che suona musica ed è in movimento” (la grande particolarità dell’evento), al punto di partecipare con entusiasmo ad un karaoke “anomalo”, in quanto è incentrato su della musica che solitamente non viene usata per un karaoke.

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Questa iniziativa si presenta in modo spontaneo, come se fosse una vera e propria festa mobile ed è bello vedere le persone che si divertono e cantano senza dover acquistare un biglietto o avere l’obbligo di una consumazione. Andrea Febo, fotografo dell’iniziativa, ci dice che ha aderito con molto piacere alla proposta di Dejan per aiutarlo nella gestione e nell’organizzazione della Karaoke Rock Bike, che si tiene ogni sabato pomeriggio, partendo dagli studi radiofonici di Radio Rock fino a raggiungere le diverse zone di Roma. Tutto ciò è reso possibile anche dalla collaborazione di Samantha Suriani, che grazie alle sue competenze si occupa dell’ufficio stampa con grande efficacia.

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In occasione della nostra intervista si è esibita, in diretta dalla radio, Palma D’addeo, con il brano “Come Together” dei Beatles; dopodiché li abbiamo seguiti in strada ed abbiamo assistito alla performance del cantante-musicista Andrea Ra, che ha cantato “Enjoy the silence” dei Depeche Mode, sempre in diretta radiofonica.
Ci siamo intrattenuti a parlare con Andrea della situazione musicale italiana, di cui lui ci riporta la sua esperienza da musicista: afferma che in Italia fare musica non è molto semplice ed inoltre c’è una discreta differenza con gli altri paesi europei (ad esempio in Inghilterra fare musica viene considerato un mestiere ed anche una risorsa dal punto di vista economico del Paese).

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Parlando dei fruitori di musica “rock”, dice che questo genere non è molto seguito in Italia, e ci riporta l’esperienza del figlio di 12 anni, che lui stesso definisce “emarginato” dal punto di vista musicale, in quanto ascolta musica e generi diversi dai suoi coetanei.
Andrea ci saluta dicendoci cos’è la musica rock per lui, “nient’altro che un’attitudine, cioè vuol dire essere aperti da un punto di vista musicale”, e ci da appuntamento sabato 26/10 all’INIT, dove si esibirà Live.

 

Anna Angrisani

La banda “senza problemi” al Carpet

E’ giorno. I ragazzi della Teen Press si sono recati al CARPET armati di microfono e telecamera.
Il CARPET è il Centro di Aggregazione Romano Polivalente Educativo Trionfale, un centro di aggregazione culturale polivalente per le arti, lo spettacolo e la formazione.
È nato nei locali della scuola “Nazario Sauro” grazie al sostegno della Provincia di Roma, (progetto “Prevenzione Mille”), allo sforzo e dalla collaborazione tra alcune associazioni i cui percorsi si erano già intrecciati in passato, di Arciragazzi Comitato di Roma e Ekphrasis Associazione Culturale, che hanno permesso la ristrutturazione degli spazi in disuso della Scuola “Nazario Sauro”, in collaborazione con il dirigente della scuola e con il Municipio Roma 14.
È un centro in evoluzione e in continuo miglioramento per diventare appieno un luogo confortevole e attrezzato per le attività culturali e artistiche, uno spazio di sperimentazione, di confronto e di servizio pubblico per ciò che concerne le varie forme di attività di formazione ed aggregazione sociale e culturale.
Entriamo nel viale alberato di gelsi bianchi e sistemiamo l’attrezzatura per le attività del pomeriggio
Poco dopo arriva una macchina carica nel bagagliaio e nei posti posteriori di oggetti e di buste come se i conducenti stessero per partire per le vacanze. Arrivano così i primi ragazzi di Akuna Matata. Le persone già presenti al CARPET li accolgono semplicemente sorridendo: si riconoscono perché portano una maglietta gialla e i sorrisi sanno che si esibiranno di li a poco. Cominciano a scaldarsi con i primi tamburi e percussioni di strumenti che a prima vista non sono ben identificabili, strumenti non familiari alla cultura italiana
Si radunano tutti in gruppo ed escono dalla struttura dirigendosi verso l’angolo in fondo di via Morandi …. sembra di andare a una scampagnata, si ride e scherza. Ecco che lungo le pareti dell’edificio della scuola si legge una scritta insolita
“Io canto con Hitler”. Bhe fa venir da ridere per la sua assurdità.
Ma la banda non rimuove le cose negative o fa finta di niente. Così i ragazzi si stupiscono, ci pensano un po’ su e poco dopo rielaborano: ecco allora una ragazzo mima una posizione buffa e si fa fare una foto da una collega, un gesto per sdrammatizzare, per mantenere l’energia positiva di questo inizio di esibizione
Decisamente c è bisogno della banda in questa strada
Riprende il riscaldamento stavolta però ben disposti in file e le persone si affacciano alle finestre.
La banda parte e già si sentono urlare i primi “bravi” insieme agli applausi delle persone affacciate. Qualche gatto scappa, altri aprono le persiane e si affacciano. I bambini smettono di giocare e ridono ancora prima di vedere cos è che produce questa musica, non capendo bene da dove proviene ma che fa stare di buon umore.
Nell’ avanzare i primi a incrociarsi sono degli adolescenti seduti sui motorini
Sono molto impostati nell’ atteggiamento ma sorridono, all’inizio sono quasi imbarazzati: come si comporta un duro quando passa una banda che suona? sembra questa la domanda che gli passa per la testa. Poi si chiamano tra loro, condividono, si fa gruppo, c ‘è condivisione c’ è unione. La musica unisce. Incrociamo via Trionfale e comincia a rallentare anche il traffico, il capobanda aiuta ad attraversare ai semafori a mo’ di guida turistica, ma nessun automobilista brontola, sta succedendo qualcosa di speciale quindi non bisogna arrabbiarsi se si sta un attimo fermi.
Arriviamo alla prima piazzetta, si tratta di piazza Igea e nello spazio centrale attrezzato con panchine e giochi per i più piccoli troviamo molti anziani.
Hanno occupato tutte le panchine e sono un po’ sornioni: che festa è che c è la banda? I bambini se la gustano subito senza resistenze e già ballano e battono le mani. Seguono gli adulti che accompagnano i bambini e poi anche gli anziani sorridono e si fanno contagiare.
Si continua il giro dell’isolato, c è chi spalanca le finestre per vedere, chi rientra dentro in casa per non trovarsi in mezzo alla strada, ma tutti sbirciano e cercano con gli occhi, la banda produce un richiamo che incuriosisce tutti, che coinvolge. È il linguaggio delle percussioni. È il linguaggio della Tribù Akuna Matata “ La Tribù delle Scimmie”
Gli Akuna Matata nasce nel 2003 con una forma iniziale di esperimento “future-primitive”, una fusione, cioè, tra tribalità acustica e musica elettronica in uno spettacolo musicalmente all’avanguardia con l’accostamento di proiezioni di video originali sincronizzati a basi “tribal”.

Successivamente nel 2004, l’organico di sei elementi cresce con l’idea di realizzare uno show itinerante, ispirato alle sfilate del carnevale di Rio. Ora la batteria di percussioni è costituita da 18 elementi, organizzati in sezioni ritmiche che formano una vera e propria orchestra diretta dal “mestre di bateria”.

In aggiunta all’aspetto musicale il Samba Enredo (così viene definita la sfilata itinerante tipica del Carnevale di Rio) avviene compiendo diverse coreografie; l’aspetto scenografico, quindi, non viene trascurato.

L’idea di “tribù delle scimmie” è un richiamo ancestrale alle origini dell’uomo ed ai suoi primi gruppi sociali, quando già nei primi branchi di primati il tambureggiare con un bastone su di un tronco cavo o lo sbattere i piedi per terra erano manifestazioni di condivisione emotiva che si possono considerare come la nascita della danza e della musica.
Le percussioni ti entrano nello stomaco, gli strumenti agitati rimescolano il sangue, c è ritmo c’è energia.
Mentre precedo la banda per guardarla frontalmente e non perdermi le reazioni del quartiere una signora mi chiede informazioni: <> dice la vecchietta, <>…. cosa centra? chi lo sa, questa musica fa uscire fuori tutto quello che ti passa per la testa.
C è un adulto che balla come un forsennato. Vuole far ridere il bambino che c è nel suo gruppo di adulti tutti rigidi e sospettosi. Invece questo signore coglie l’occasione per sfogare un po’ tutta l’energia che la banda sta caricando in tutti quelli che riescono a sentirla, ad ascoltarla; quanta voglia di muoversi, di accompagnare il suono a un azione, qualsiasi azione.
Questa è la forza della samba. Si crea man mano un filo conduttore che unisce la situazione di quotidianità romana di periferia a quella brasiliana. Che esplode con tutto la sua portata nell’esaltare la fierezza e l’orgoglio dell’appartenenza alle proprie radici.
Questa è Musica di strada
chi sta davvero concedendo di ascoltare con il cuore inizia un viaggio immaginario attraverso le percussioni del mondo…la Forza del Tamburo che abbatte le diseguaglianze ed unisce i Popoli. il punto di riferimento, la stella polare di questo viaggio è il Ritmo… un linguaggio universale intrinseco nella natura che con estrema semplicità riesce ad avvicinare mondi completamente diversi come il Samba, e la realtà urbana di un quartiere periferico di Roma.
Anticipo la banda perché devo andare al bagno e approfitto del primo bar che incontro. C’ è dentro una bambina che scalpita che vuole sentire da dove arriva il rumore, cosa succede, non sta più nella pelle, la mamma non riuscirà a fermarla ancora per molto penso
Recupero la banda che ha di nuovo raggiunto l’edifico della scuola sul lato destro e si appresta a rimboccare via Morandi dalla parte del Forte Trionfale. Il Forte È uno dei 15 Campo Trincerati di Roma, edificati nel periodo compreso fra gli anni 1877 e 1891. La sua collocazione si definisce suburbio S. XI Della Vittoria, nel territorio del municipio XIV. Attualmente è occupato da unità militari dell’Esercito. Anche la guardia di turno al gabbiotto dietro la cancellata automatica fa una corsetta per dare una sbirciata: per una volta che qualcuno fa baccano davanti al forte senza che si debba intervenire!
Si rientra tutti festanti e la banda continua con l’esibizione. Ora i componenti hanno la possibilità di ballare e di dedicarsi anche alla coreografia, tenendo il ritmo con il corpo. Si forma un semicerchio e una fila di bambini davanti. Dei colpi più forti avvisano tutti che sta per terminare l’esibizione. Alcune persone un po’ più distanti si mettono anche a ballare perché la lontananza dal resto del gruppo allenta l’imbarazzo o l’idea di non essere viste. Finisce l esibizione e il capobanda coinvolge i più piccoli con dei piccoli cori, brevi strofe cantate e ritmate di botta e risposta, lui dà il via e i bambini ripetono
Il gruppo si scioglie e tutti sono soddisfatti, chi si fuma una sigaretta, chi chiede se è stato bravo se è piaciuto, chi sorride soddisfatto e ripone il proprio strumento… no tranquilli le allusioni sono volute, c’ è stata davvero una forte carica , la banda ha sublimato con la musica e quindi con l’arte diverse pulsioni umane direbbe Freud.
Il capobanda rilascia un intervista e ormai mi accorgo che è calato il sole. Come si accorciano le giornate, mi dico, sta finendo l estate….
Eppure quanta gioia e quanta energia ha illuminato questo pomeriggio le strade del quartiere Trionfale

Chico Buarque – A Banda – Ilustrado

 

Centro di Aggregazione Romano Polivalente Educativo Trionfale

CARPET, situato nei locali della scuola “Nazario Sauro” nel cuore del quartiere Trionfale, è un centro di aggregazione culturale polivalente per le arti, lo spettacolo e la formazione.

Email: carpetroma@gmail.com

Telefono: +39 336 63 33 887
Indirizzo: via Luigi Morandi, 9 (fronte Forte Trionfale) Roma

 

Associazione culturale Akuna Matata
Via Satrico, 11   00183 – Roma  cell +39 347 1078838

info@tribuakunamatata.com

 

 

Muse: Il concerto a Roma dello scorso 6 luglio sarà un film.

Per chi era allo stadio olimpico di Roma il sei luglio scorso, il concerto dei muse è stato uno dei più belli mai fatto dalla band. Per i molti fan che non sono riusciti a prendere il biglietto, niente paura uscirà nel 2014 un film dvd che racconterà tutto il concerto della band inglese a Roma.Lo stesso concerto per il quale  Bellamy parlò di tangenti pagate, in una vicenda ancora a tinte chiare  e scure.

“Il concerto a Roma è stato probabilmente il migliore dell’anno”, ha ammesso Bellamy  “e presto lo pubblicheremo in 4K, che è la risoluzione più alta ma usata per riprendere uno show dal vivo. È quattro volte più potente dell’HD, quindi ci sono dettagli assurdi. Per esempio il pubblico: vedi le singole facce di chi era presente”.

Le date di uscita del dvd sono ancora incerte, quasi sicuramente il film uscirà anche nei cinema, esperimento già affrontato dal gruppo americano dei Pearl Jam, con l’uscita nelle sale del loro film PJ20 ( Pearl Jam Twenty). Parliamo del 2014…

Nel video, parte del concerto nella Capitale:

Musica, Arte e Colori

Nella città delle Streghe un evento tutto al femminile.
Vicolo Vinicolo è il nome dell’evento, organizzato dalla vineria Frittole che, da sei anni, da vita al centro storico di Benevento.
Quest’estate la rassegna si dipinge di rosa, infatti la scelta è stata quella di mettere la donna al centro della manifestazione, partendo già dal nome “ En-Femmes Prodiges”, gioco di parole (bambina-donna prodigio) con il quale l’organizzatore, Marco Arcobelli, ha cercato di mettere in risalto la figura femminile in campo artistico.
La particolarità è che questo evento, vuole unire l’arte e la musica in tutte le loro forme.
Musica, arte e colori accompagnano le serate della vineria.
Gli ultimi appuntamenti con “En-Femmes Prodiges”, sono il 20 con Moongoose e Alessia Capozzi, videomapping, ed il 28 luglio Trio Bianco e Giorgia Chiavelli, pittura.

“Chi non ama le donne il vino e il canto, è solo un matto non un santo!”
(Arthur Schopenhauer)

Anna Angrisani, Roberto Catapano