«Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora».

Domenica 22 ottobre, durante la partita Lazio-Cagliari, poiché la Curva Nord – solitamente destinata ai tifosi biancocelesti – era squalificata a causa dei cori razzisti, i tifosi biancocelesti hanno occupato la Curva Sud e dopo il match hanno avuto la ‘brillante’ idea di lasciare, come offesa ai cugini romanisti, adesivi con l’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite.

Il gesto ha subito suscitato l’indignazione e la condanna di tutti.

«Questa non è una curva, questo non è calcio, questo non è sport. Fuori gli antisemiti dagli stadi», ha scritto su Twitter Ruth Dureghello, la presidente della Comunità ebraica di Roma; il suo vicepresidente Ruben Della Rocca ha dichiarato: «È paradossale che dopo che alla Lazio era stata chiusa la Curva Nord per i cori razzisti contro due giocatori di colore del Sassuolo venga aperta la Curva Sud a un euro e i tifosi laziali esportino il razzismo anche in Curva Sud», e ha chiesto che vengano presi seri provvedimenti.

La procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Pecoraro, ha aperto un’inchiesta per esaminare i fatti di domenica. La dirigenza della Lazio ha condannato l’accaduto, prendendo le distanze da quello che definisce “un numero restrittissimo di persone”, mentre il gruppo ultrà degli Irriducibili si è dichiarato stupito per il clamore mediatico che un semplice “scherzo” sia riuscito a scatenare.

In attesa che vengano individuati i responsabili di un gesto così spregevole, consigliamo loro di leggere il Diario di Anna Frank, perché se lo avessero sfogliato a tempo debito, oggi non ci troveremmo a dover commentare un fatto del genere.

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.

 

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