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Terni: cosa ne pensano gli adulti e i ragazzi della propria città?

Insoddisfazione da parte dei più giovani e preoccupazione dei più grandi, sono questi gli aspetti emersi dalle interviste fatte agli abitanti di Terni. C’è preoccupazione riguardo al futuro della Thyssenkrupp, un grande stabilimento che lavora l’acciaio e dà un posto di lavoro a 3mila operai. Infatti non è un bel periodo per questa azienda, che si vede costretta a chiudere i rubinetti e mettere in cassa integrazione molti operai. L’accieria fa parte della storia di Terni, e un tempo dava lavoro a circa 12mila operai. I posti di lavoro sono diminuiti, e si teme continueranno a diminuire.

E se i più grandi si trovano inermi di fronte a questa situazione, i giovani esprimono dubbi di fronte al loro futuro. Infatti Terni è una città che ha perso molto rispetto al passato, sia dal punto di vista della “movida”, che è alquanto carente la sera, ma soprattutto per quanto riguarda l’offerta formitava e il lavoro. Infatti molti giovani si vedono costretti a fare i pendolari per poter aspirare a un’università migliore e a un posto di lavoro che dia maggior certezze di quello che la Thyssenkrupp non fa.

Ringraziamo i ragazzi del Laboratorio di Comunicazione del Progetto Mandela di Terni

Diario di un viaggio – “L’ossessione del dissenso”

L’Arciragazzi di Roma a Terni (Umbria) per il festival dei giovani, 6-8 Maggio 2011.

Cosa c’è da dire riguardante l’esperienza a Terni? L’unica cosa certa rappresenta l’intenzione di suscitare, con l’utilizzo delle sole parole, asserzioni del tipo: “Scomodità”.
Sì! È questa la parola giusta. Di aspetti negativi c’è ne sono stati tanti; talvolta, così esuberanti da reclamizzare la collera crescente dei ragazzi riuniti al “Festival dei Giovani”, nella città di Terni. Ragazzi concitanti nel disgusto di due nottatacce passate a dormire all’interno di una disadorna palestra, sussurrando a se stessi nel cuore pulsante della notte frasi del tipo “Basta! Non c’e la faccio più”.
L’atmosfera era densa di un significato allusivo, manifestato nel più sfegatato ribrezzo di appisolarsi dentro scomodi sacchi a pelo, sopra di una superficie, insistentemente dura.
Ebbene, sia chiaro, non si può parlare solo di questo. Certamente no, bisogna espandere la realtà, palesare i fatti, distorcere la finzione.
Il Centro Arti Opificio Siri “CAOS”, riserva ancora molte sorprese, ad esempio: il presupposto di accingersi alla gestione e allestimento di svariati workshop, inutilmente funzionanti sotto il punto di vista di compravendita. Gli acquirenti si potevano contare come gli aghi nascosti sotto un cumulo di fieno.
Per non parlare della smania esuberante dei presenti, appartenenti ai diversi gruppi degli Arciragazzi. Sorriso falsamente stampati sul volto dei ragazzi, a detta di espressioni fuori luogo, in un posto non del tutto compreso dalla stragrande maggioranza dei partecipanti.
In poche parole, un raduno prevalentemente composto da individui disinteressati all’evento, apatici all’iniziativa. Più semplicemente, una buona scusante per perdere qualche giorno noioso di scuola.
Un sole accecante, un caldo soffocante e un’insoddisfazione allo stato primordiale. Queste le parole che desunta il convegno degli Arciragazzi che si è tenuto a Terni. Tuttavia, non facciamo di tutta l’erba un fascio perché, tralasciando non pochi isolati apprezzamenti, qualche spettacolo che ha scosso l’ interesse della “mandria esasperata dei presenti” c’è stato. Ad esempio, il gruppo musicale “Osteria Popolare Belga”, è un’incalzante dimostrazione della disapprovazione nei riguardi di alcuni -lerci- individui residenti a Terni. Un modo, attraverso la musicalità, di far fronte ai disagi e allo spergiuro che oggigiorno la collettività ci impone; società corrotta e marcia a tal punto da raggiungere la vetta innevata del più alto rilievo. Esempio perfettamente inequivocabile.

Infine, un altro palese motivo per ricredersi sul Festival e dargli qualche punto in più si può ritrovare nello spettacolo teatrale intitolato “150 Anni d’Italia”. Un caratteristico esempio della bravura degli attori nel comprendere maggiormente cosa significa essere Italiano.
Si può parlare di razzismo, antisemitismo e chi più ne ha più ne metta (tanto si sa che l’Italia ha già toccato il fondo) e contribuire a farlo cadere ulteriormente è come mettere un sasso a mollo sull’acqua.
Insomma, il Festival dei Giovani, invece di contribuire a mettere un sorriso sul volto, ha scosso l’entusiasmo dell’avventura, trasformandola in un’odissea tediosa. La città di Terni si è ritrovata protagonista di un effimero convegno Arciragazziniano, esploso in una baldanzosa risonanza di cori tetri e alquanto noiosi.

L’Arciragazzi fa tappa a Terni per il Festival dei Giovani

Dal 5 all 8 maggio, si è svolto a Terni il “Festival dei Giovani” Arciragazzi che ha riunito centinaia di studenti ternani e piccole comunità di ragazzi provenienti da tutta Italia, animando le piazze della cittadina umbra.

L’Arciragazzi ha aderito a questa festa con un progetto nazionale, “Giovani cittadini per Costituzione”, allestendo workshop e concerti, che si sono svolti principalmente nel CAOS ( Centro Arti Opificio Siri), anche se di “caos” c’è ne stato ben poco. Infatti si è assistito più a uno scenario da Far West nel quale gruppi ragazzi si esibivano sul palco con la loro musica, mentre quei pochi forestieri che assistevano allo spettacolo vedevano passare le balle di fieno davanti ai loro occhi. Non migliore la situazione per i workshop, che sono stati tutto “work” e poco “shop”.

E per chiunque volesse passare notti alternative, altro non deve fare che rivolgersi all’ Arciragazzi travel, che è in grado di offrire soggiorni in palestra con vista rete da pallavolo o canestro, a seconda del posto per terra che si sceglie per dormire, e con solo 10 metri di cammino si possono vedere gli studios dov’ è stato girato Saw, i bagni.

Ciò non toglie che ci sono stati aspetti positivi del Festival, come l’ allestimento di concerti nell’ anfiteatro e nelle piazze di Terni, la sfilata della banda musicale o come il gioco “Rally Infernale”, svoltosi per tutta la città. Inoltre, sono stati allestiti spettacoli teatrali gratuiti, organizzati dagli studenti, e numerosi stand in giro per le strade.

Da sottolineare anche le polemiche che ci sono state riguardo a insulti rivolti al vescovo di Terni, Paglia, da parte del gruppo musicale “Osteria Popolare Berica” degli Arciragazzi di Vicenza, con la frase: «Sappiamo che qui a Terni avete un grande problema: si chiama monsignor Paglia. Ma noi abbiamo una soluzione per risolvere i problemi con i monsignori: prendete un cinghiale, affamatelo per bene e poi scagliateglielo contro». Eppure dopo secoli in cui la Chiesa si è macchiata col sangue di innocenti, si è arricchita sempre di più, ha profanato la sacralità dei bambini e ha promosso guerre in nome di un Libro che forse, a giudicare da queste azioni, nemmeno hanno letto. Fanno tanto chiasso per una frase sì ingiusta, ma insignificante di fronte all’eterno dormiveglia in cui è caduta questa religione. E poi perché scagliare un povero cinghiale che potrebbe essere catturato? Di certo ai vescovi non manca il pane dai denti!

Terni insomma è stato uno scenario poliedrico: si è parlato di religione, si è parlato di musica, teatro e spettacoli e abbiamo visto, con i nostri occhi, la crisi in cui ci troviamo nel mondo, alla sola vista dei workshop.

Quale sarà la prossima avventura degli Arciragazzi?

Vi lasciamo con alcune video-interviste che abbiamo realizzato noi della Teen Press di Roma insieme ai ragazzi del Laboratrio di Comunicazione del Progetto Mandela. Va sottolineato come questo progetto che va avanti da anni (ricevendo riconoscimenti a livello nazionale e europeo), sia stata una bellissima scoperta da parte nostra. Uno splendido esempio di come con la volontà, l’impegno e la “genialità” si riescano ad ottenere risultati veramente sorprendenti.